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Il film storico stasera in TV: “Schindler’s List” domenica 24 gennaio 2021

Schindler's List

Il film storico stasera in TV: “Schindler’s List” domenica 24 gennaio 2021 alle 21:25 su Rete 4

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«Chiunque salva una vita salva il mondo intero.»
(Talmud babilonese)

Schindler’s List – La lista di Schindler (Schindler’s List) è un film del 1993 diretto da Steven Spielberg, interpretato da Liam NeesonBen Kingsley e Ralph Fiennes e dedicato al tema della Shoah.

Ispirata al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally e basata sulla vera storia di Oskar Schindler, la pellicola permise a Spielberg di raggiungere la definitiva consacrazione tra i grandi registi, ricevendo ben 12 nomination agli Oscar e vincendo 7 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia. È considerato uno dei migliori film della storia del cinema.

Caratteristica saliente del film è quella di essere stato girato interamente in bianco e nero, fatta eccezione per quattro scene: la prima è la scena iniziale, in cui si vedono due candele spegnersi, così come, simbolicamente, la fiammella di altre due candele riacquista colore verso il termine della storia. La seconda e la terza scena in bianco e nero, dove appare una bambina con un cappotto, solo quest’ultimo colorato di rosso, dapprima durante il rastrellamento del ghetto, poi durante la riesumazione delle vittime. Infine, è interamente a colori la sequenza finale del film, quando, ai giorni nostri, vengono rispettosamente deposti i sassi sulla tomba del vero Oskar Schindler presso il cimitero di Gerusalemme.

Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al nono posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[1] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito all’ottavo posto.[2] Nel 2004 questo film è stato scelto dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere preservato nel National Film Registry.[3]

A seguito dell’enorme interesse suscitato, Spielberg utilizzò parte degli incassi per creare la Survivors of the Shoah Visual History Foundation, organizzazione no-profit per la collezione audio-video delle testimonianze di circa cinquantaduemila sopravvissuti. Alcune di queste interviste compaiono nei contenuti extra del DVD di Schindler’s List.

Cracovia1939. Poco dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, una volta terminata l’invasione della Polonia, gli ebrei polacchi che risiedono nei dintorni della città sono obbligati a recarvisi per essere registrati e schedati. Il grande afflusso di persone induce l’imprenditore tedesco Oskar Schindler ad approfittare del divieto imposto agli ebrei di avere attività commerciali al fine di trovare il denaro necessario per impiantarvi un’azienda che produca pentole e tegami da fornire all’esercito tedesco.

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La fabbrica di Schindler a Cracovia

La sua abilità nelle pubbliche relazioni lo porta in breve tempo a stringere rapporti in primo luogo con i vertici delle SS che amministrano il territorio occupato; in secondo luogo, con un giovane borsista nero – con l’incarico di reperire merci rare da utilizzare come regalie, per ottenere i permessi necessari per iniziare la sua attività; e soprattutto, infine, con un contabile ebreo, Itzhak Stern, in quel momento impiegato presso lo Judenrat Cracovia, il Consiglio ebraico, ma in passato amministratore di una fabbrica, che si incaricherà di reperire le somme necessarie per iniziare la nuova attività. Lo scetticismo del contabile nei suoi confronti è evidente ma, riscontrate le sue intenzioni e i possibili vantaggi che deriverebbero per i cosiddetti “investitori”, acconsente di farlo incontrare con alcuni investitori ebrei che gli forniranno il denaro necessario in cambio di merci da scambiare al mercato nero.

Esaurite le formalità burocratiche viene inaugurata la Deutsche Emaillewarenfabrik (DEF), dove quotidianamente più di mille lavoratori ebrei, molti salvati dalla deportazione nei campi di concentramento dallo stesso Stern (tra i quali insegnanti, intellettuali o scrittori, ritenuti “non necessari” dalle autorità naziste), si recano a lavorare godendo di una posizione privilegiata rispetto alla maggioranza della popolazione ebraica, costretta a vivere in condizioni estremamente difficili all’interno del ghetto, mentre l’imprenditore inizia ad accumulare grandi quantità di denaro, grazie anche all’apertura del nuovo fronte a est.

La vita sembra essere avviata ad una sorta di stabilità, nonostante maltrattamenti ed esecuzioni sommarie da parte delle SS, fin quando giunge in città l’untersturmführer Amon Goeth, con l’incarico di avviare la costruzione del nuovo campo di concentramento di Kraków-Płaszów, nel quadro dell’Operazione Reinhard e di liquidare l’eccedenza di persone ammassate nel ghetto di Cracovia. Schindler a cavallo osserva da lontano le crudeltà che i nazisti stanno facendo e ne rimane scioccato. Costretto infine non soltanto ad assistere impotente al massacro che si svolge sotto i suoi occhi, ma anche a subire l’arresto della sua attività, non potendo più utilizzare la manodopera che gli era stata concessa fino a quel momento.

Temendo per la fine dei propri affari e del proprio arricchimento, ma anche preoccupato per la sorte delle persone a cui ha cominciato ad affezionarsi, l’imprenditore modifica la produzione della fabbrica, convertendola da civile a militare, iniziando a produrre armamenti quali munizioni e granate, traendo beneficio dalla benevolenza, ben ricambiata, del comandante del campo e continuando in questo modo ad avere il sostegno delle SS e la loro protezione, ed allo stesso tempo reclutando ulteriore personale ebraico, tra i quali i figli degli internati, per preservarli dalle deportazioni.

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La residenza di Amon Goeth, sovrastante il campo di concentramento di Plaszów

Con l’approssimarsi delle truppe sovietiche, tuttavia, il comandante Goeth riceve l’ordine da Berlino di riesumare e incenerire i resti degli ebrei assassinati nel ghetto, di smantellare il campo di Plaszów e di trasferire gli ebrei sopravvissuti nel campo di concentramento di Auschwitz, allo scopo di occultare le prove dello sterminio di massa. Schindler, raggiunto dalla moglie dopo un periodo di libertinismo, sembrerebbe intenzionato a smantellare la sua attività e a fare ritorno in Cecoslovacchia, suo paese natale, ma la sua coscienza gli suggerisce di “comprare” i suoi lavoratori, pagandoli uno ad uno a Goeth, compilando insieme a Stern una lista di coloro che saranno salvati, per trasferirli nella zona di Zwittau-Brinnlitz, in Moravia, al riparo dal sicuro destino del cosiddetto “trattamento speciale”, ossia la soluzione finale, e solo allora il contabile prende totalmente coscienza di ciò che l’imprenditore sta realizzando.

Tutto sembra procedere bene, ma un errore burocratico modifica la direzione del treno su cui viaggiano le donne e i bambini: invece di seguire il treno precedente su cui viaggiavano gli uomini, arriva ad Auschwitz. Informato della notizia Schindler accorre e, grazie a un’ulteriore corruzione, realizzata con la consegna di alcuni diamanti, al comandante del campo Rudolf Höss, riesce ad ottenere la loro liberazione ed il loro trasporto a Zwittau-Brinnlitz, dove alle SS assegnate alla fabbrica viene fatto divieto di uccidere o di maltrattare i lavoratori. Riavviata la produzione, Schindler, pensando ingenuamente di accorciare la guerra, inizia a produrre proiettili non funzionanti, arrivando a comprare armamenti da altre industrie per rivenderli come suoi, finché il denaro finisce.

Terminata la guerra in Europa con la resa della Germania, Schindler, ancora ufficialmente membro del Partito Nazista, deve allontanarsi precipitosamente al fine di evitare la cattura da parte dei soldati sovietici, non prima però di avere evitato l’ultimo inutile massacro da parte delle guardie tedesche, convinte, a dispetto degli ordini ricevuti, a fare ritorno a casa senza macchiarsi di una inutile strage. Al momento del commiato, gli operai gli consegnano una lettera da esibire nel caso venisse catturato, con tutte le loro firme (più di 1000) in cui spiegano che egli non è un criminale nazista ma che è stato l’autore della loro salvezza, ed oltre alla lettera, gli donano un anello in oro forgiato di nascosto, su cui è incisa una citazione del Talmud“Chiunque salva una vita salva il mondo intero”.

Prima di allontanarsi dalla sua fabbrica, Schindler si mostra per la prima volta fortemente turbato per quanto accaduto: di fronte ai suoi ex operai confida a Stern di aver sperperato un sacco di denaro che avrebbe invece potuto utilizzare per “comprare” dalla morte altre persone e ritiene di non aver fatto abbastanza. Il contabile però lo consola, ricordandogli che grazie a lui non andranno perse centinaia di generazioni di ebrei, affermando invece che si è spinto più in là di quanto un uomo, da solo, sarebbe stato in grado di fare in una situazione così orribile.

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La tomba di Oskar Schindler a Gerusalemme

Dopo che l’imprenditore è partito insieme alla moglie, il gruppo di ebrei composto da più di mille persone passa la notte all’interno dei cancelli della fabbrica e, al mattino seguente, viene annunciata loro, da parte di un soldato sovietico a cavallo, la liberazione: alla domanda di Stern se siano rimasti ebrei in Polonia, il soldato tace mestamente e li informa che essi sono sgraditi sia a est che a ovest, e consiglia loro di fermarsi nella città più vicina.

Le ultime immagini del film, a colori e girate nel 1993, mostrano gli anziani ebrei ancora in vita, accompagnati dagli attori che li hanno interpretati, porre delle pietre, secondo l’usanza ebraica, sulla tomba di Oskar Schindler.

Regia di  Steven Spielberg

Con: Liam NeesonBen Kingsley e Ralph Fiennes

Fonte: WIKIPEDIA