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Il film storico dopo pranzo in TV: “Alexander” sabato 30 gennaio 2021

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Il film storico dopo pranzo in TV: “Alexander” sabato 30 gennaio 2021 alle 14.30 su Iris (Canale 22)

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Alexander è un film del 2004 diretto da Oliver Stone. Pellicola storica con un ricco cast che vede attori come Colin FarrellAngelina JolieVal KilmerJared LetoAnthony Hopkins e Jonathan Rhys-Meyers. Il film è incentrato sulla storia di Alessandro Magno, dalla sua infanzia sino alla sua ascesa sul trono di Macedonia, per poi narrarne la conquista dell’oriente.

La storia ha inizio a Babilonia nel 323 a.C. con le immagini dell’agonia e della successiva morte di Alessandro. Egli muore lasciando cadere, dal suo letto, un anello. Poi le immagini si spostano nell’Alessandria di circa 40 anni dopo. Tolomeo, ora faraone d’Egitto, ricorda alla sua corte, dettando le sue parole allo scriba, la storia di Alessandro. Parla allora del ragazzo che crebbe a Pella, come figlio di Olimpiade e di Filippo, anche se non v’era uomo che vedendoli insieme, ‘non s’interrogasse’ sulla loro reale discendenza. Olimpiade lo tiene, da bambino, nella sua stanza come i suoi numerosi serpenti, e lo chiamava ‘il mio piccolo Achille’. Gli insegna a trattare gli uomini come lei tratta i serpenti: se non fa attenzione gli si possono rivoltare contro e morderlo. Alessandro a un certo punto assiste anche a una lite tremenda tra la madre e Filippo, il marito, che era appena tornato dalla sua ultima campagna di guerra. Poi la scena cambia, Alessandro cresce e viene preparato alla lotta, assieme a Efestione e a tutti gli altri che poi faranno parte della sua vita di condottiero. Egli anche diventa capace, in una memorabile giornata, di addomesticare il cavallo che condividerà la sua carriera di conquistatore: Bucefalo. Filippo ne è orgoglioso. Alessandro viene istruito sulle tragiche sorti degli antichi eroi dal padre in una visita alle catacombe, e sul timore di come la vita possa essere stravolta dagli dei in ogni momento. Filippo gli dice anche: per tutta la tua vita, guardati dalle donne. Sono molto più pericolose degli uomini. Sempre in quei tempi della sua infanzia, Aristotele a lezione teorizza la conquista del mondo esplorando le terre sconosciute, eppure dice anche ad Alessandro, che si domanda perché non conquistano la Persia, che l’Asia, aspirazione dei greci, è un luogo che fa perdere gli uomini che vi s’addentrano. Otto anni dopo Olimpiade vede la nuova moglie di Filippo arrivare, incinta, al palazzo. Ad Alessandro consiglia di prendere moglie prima di partire per l’Asia, assieme al padre, perché potrebbe avere così un figlio di razza macedone e diventare l’erede al trono, scalzando la concorrenza della prole di Euridice, nata Cleopatra, la nipote di Attalo. Ma Alessandro non l’ascolta perché è innamorato di Efestione. Al matrimonio di Filippo con Euridice scoppia tuttavia una tremenda lite tra Attalo e Alessandro, come anche tra questi e Filippo, che lo bandisce dal suo regno e nega che sia suo figlio. Il tutto sotto lo sguardo della madre, che osserva silenziosa da una finestra. All’improvviso tutto cambia, con la morte di Filippo. La storia si sposta direttamente a Gaugamela, accennando appena alla conquista dell’Egitto. Alessandro pone le sue condizioni e spiega il suo audace piano d’attacco ai generali, per la battaglia del mattino dopo: una serie di manovre per raggiungere con la cavalleria il centro dello schieramento e provare a uccidere Dario, il re nemico. La notte vi è un’eclissi di luna, che tutti interpretano di cattivo auspicio. Il giorno dopo, i Macedoni marciano verso il loro destino. Alessandro, dopo aver sacrificato un toro agli dei, arringa i suoi uomini. Le sarisse vibrano nell’aria e gli scudi vengono percossi a ogni esclamazione. Alessandro parte alla carica, mentre Dario, considerato mandante dell’assassinio del padre, osserva indifferente, al centro dello schieramento e attorniato dai suoi 10.000 immortali. Il re persiano manda Besso con la cavalleria pesante all’attacco, per circondare Alessandro, mentre fa sparare frecce a nugoli contro la falange in avanzata. Tutto sembra procedere bene, ma i carri da guerra, seguiti dalla fanteria, che avrebbero dovuto dare il colpo di grazia allo schieramento nemico, vengono fermati dalle falangi, che poi continuano nella loro avanzata massacrando i fanti persiani, i quali sono meno organizzati e attaccano in ordine sparso. Alessandro, con una memorabile cavalcata, elude Besso e nel polverone alzatosi attacca il centro dello schieramento. A quel punto, si avvicina molto allo schieramento avversario e quasi resta ucciso dallo scontro con alcuni nemici, salvato solo dai suoi eteri, compagni della cavalleria, come Clito il Nero, Efestione e Tolomeo, che smontati da cavallo, lo proteggono da ogni lato. Alla fine Alessandro raggiunge, in un caos incredibile, il re Dario e mancatolo di poco con un giavellotto lo mette in fuga. L’esercito è in rotta, ma anche l’ala sinistra, comandata dal vecchio e saggio Parmenione, sta cedendo, poiché è stata lasciata troppo debole per rinforzare le altre ali dello schieramento (pare che i Persiani superassero, con il loro esercito, l’estensione delle linee macedoni di oltre un chilometro). A quel punto Alessandro lascia perdere l’inseguimento e torna indietro a rafforzare l’ala sinistra. La battaglia è vinta. Mentre il sole cade all’orizzonte, Alessandro assiste, in un ospedale da campo improvvisato, alla morte del giovane Glauco, un soldato anonimo che morente lo esorta a dargli il colpo di grazia. Alessandro piange alla vista della strage che quel giorno è stata fatta, per sua volontà, con gli avvoltoi implacabili che cominciano il banchetto, e i cui occhi vengono paragonati a quelli del re di Macedonia. A quel punto, con la sua ambizione è diventato, a 25 anni, Re del Mondo. Dopo la presa di coscienza del senso di quella immensa e sanguinosa battaglia, segue la trionfante entrata a Babilonia, con i Greci in parata e accolti dalla popolazione festante. Alessandro intuisce che tutte queste ricchezze porterebbero alla corruzione dell’anima, e ancora di più mentre osserva l’harem di Dario. A un certo punto arriva Statira II, la principessa figlia di Dario che implora per la vita sua e della sua famiglia. Alessandro acconsente affinché venga trattata da principessa, come è il suo rango, ma i suoi generali non sembrano gradire. In seguito riceve una lettera dalla madre che lo sprona a sposarla e a svegliarsi perché i suoi compagni d’arme potrebbero rivoltarsi come serpenti, contro di lui, in ogni momento. Già vi sono complotti da parte di alcuni di loro, come Antipatro. Olimpiade vorrebbe che lui la invitasse a Babilonia per aiutarlo a mantenere il controllo della situazione. Alessandro parla con Efestione e gli confida il suo pensiero, alla luce della notte di Babilonia. Lui vorrebbe portare la libertà e la civiltà a tutte le genti del mondo, mentre i suoi generali sono intenti solo ad arricchirsi. Non è più questione di combattere o di conquistare. È un nuovo mondo da costruire. Parmenione gli aveva detto: “questo non era il piano di tuo padre” e Alessandro di rimando “e io non sono mio padre”. È chiaro che i suoi compagni non riescono a capire l’idea di Alessandro, sono intenti a placare solo desideri ben più vili. Solo Efestione gli resta vicino. Lui e l’enigmatico Bagoa, bellissimo eunuco di corte. La caccia a Dario prosegue, fino a quando i suoi generali lo uccidono e lo fanno trovare da Alessandro. Ma lui decide di punirli per il tradimento del loro re e continua ad attaccarli. Arriva in Afghanistan orientale, in terre “mitiche” come la Sogdiana e la Battriana. “I nostri geografi dicono che qui si incontrano l’Asia e l’Europa. In realtà ci eravamo persi”, il racconto che fa la voce fuoricampo di Tolomeo. Alla fine, in visita a una tribù di montagna decide di sposare Rossane. Questo scatena una discussione micidiale con i suoi generali, per niente contenti di questa scelta. I suoi generali gli chiedono di smetterla di costruire città e strade in Asia. Vogliono tornare a casa. Loro vorrebbero anche “un erede macedone” come gli chiede Parmenione, e non figlio di una barbara. Ma Alessandro impone la sua volontà e se la prende soprattutto con Cassandro, che si crede migliore degli asiatici per pregiudizi ancestrali. Alla fine, dopo 10 anni di suppliche della madre per sposarsi con una macedone, avviene il matrimonio con Rossane, figlia di un capo tribù asiatico. La prima notte di nozze quasi si trasforma in un dramma perché Rossane scopre che Alessandro ed Efestione hanno una relazione. Ne segue una battaglia sul letto coniugale, ma alla fine Rossane cede e buttato via il pugnale che ha puntato alla gola di Alessandro, fanno invece l’amore. Di lì a poco viene scoperto un complotto per avvelenare Alessandro. Nel complotto è coinvolto Filota, compagno da una vita di Alessandro e figlio di Parmenione, che viene processato, torturato e condannato a morte. Ma anche il padre, che non si sa se sia coinvolto, viene fatto uccidere. Alessandro si consola dalle amarezze della vita e dei tradimenti, con l’eunuco Bagoa, silenzioso compagno che sembra avere sostituito Efestione, a poco a poco. Alessandro si ritrova a osservare le montagne dell’Hindu Kush, così alte e fredde, senza attraversamenti possibili, come gli conferma Tolomeo. Alessandro sceglie allora di deviare verso sud, andando in India. Lì le piogge torrenziali e la foresta arrestano le speranze di una facile conquista, non meno delle tribù e dei branchi di scimmie aggressive. Poi incomincia a piovere per 60 giorni e alla fine arrivano anche i serpenti. La pazienza, anche di persone fedeli come il generale Cratero, figura defilata ma fondamentale per la storia, comincia a vacillare. Ma peggio di tutto questo, avviene la lite con Clito, che rimprovera ad Alessandro, durante una festa, di avergli dato una satrapia tanto a est da casa, a cui capisce non farà mai ritorno. Poi insiste dicendogli che non è giusto che lui accetti le genuflessioni dei sudditi e infine lo accusa di essere un tiranno che si circonda di servi asiatici. Sono tutti assai ubriachi e Alessandro alla fine, quando Clito nomina anche sua madre, lo uccide con un giavellotto, spinto da un attacco d’ira. È il dramma più nero, Efestione cerca di consolare Alessandro ma senza successo: dopo 3 giorni è ancora in uno stato confusionale. Teme che Clito abbia detto la verità e capisce di avere fallito nelle sue idee. Il pensiero corre a qualche anno prima, quando Alessandro e Filippo marciano insieme verso i giochi nuziali (della sorella di Alessandro) in una città greca. Là Filippo viene ucciso da Pausania, capo della sua guardia scelta. Alessandro, sconvolto per l’assassinio viene subito acclamato re. Il tutto sotto gli occhi compiaciuti della madre. Si ritorna al presente. Alessandro, con i capelli lunghi e la barba incolta, arringa i suoi a continuare ad avanzare a est. Cratero gli chiede di poter tornare a casa, perché loro sono uomini semplici e vorrebbero rivedere le proprie famiglie prima di raggiungere gli antenati nell’Ade. Alessandro gli dice a un certo punto: “Tu sogni, Cratero. La vostra semplicità si è perduta quando avete preso mogli asiatiche, vi siete arricchiti e innamorati di tutte le cose che distruggono l’uomo”. La battaglia successiva, combattuta a Idaspe contro Re Poro, è il momento culminante dell’avanzata di Alessandro. Dalla giungla sbucano immensi elefanti da guerra, riccamente ornati, corazzati, e con numerosi guerrieri in groppa: è l’esercito di Re Poro che avanza contro la falange macedone, che viene massacrata. Intanto Alessandro arriva a combattere contro i fanti nemici, li sbaraglia e tenta di salvare la Falange. Ma i cavalli hanno paura di avvicinarsi agli elefanti. Alessandro, solo e disperato, arringa i suoi macedoni e si lancia all’attacco del Re Poro. In una scena cardine del film, carica contro l’elefante del re, ma Bucefalo viene colpito a morte e lui stesso ferito gravemente. I suoi uomini lo vedono in azione, lo vedono cadere, si rianimano come una furia sovrumana e mettono in fuga gli Indiani: la battaglia dell’Idaspe è vinta per poco, ma Alessandro una volta guarito dalle ferite, decide che ne ha abbastanza e torna verso Babilonia. Sbaglia drammaticamente a sceglier la via più breve e molti muoiono, dopo essere sopravvissuti a tante battaglie, nel deserto. A Babilonia, Alessandro subisce la morte di Efestione, a causa, pare, del tifo. È presente quando muore, anche se quasi non se ne accorge, mentre parla di come le loro vite saranno belle negli anni a venire, di nuove spedizioni, anche contro Roma. Tempo dopo Alessandro si stava divertendo a una festa quando (dopo aver bevuto un’enorme anfora di vino) avverte un malanno. Muore pochi giorni dopo, circondato da spiriti e persone reali. In seguito alla sua morte, senza testamento, il mondo cade nelle guerre e divisioni ancora una volta. Solo Tolomeo, dopo tutti quegli anni, è sopravvissuto per raccontare la storia del grande Alessandro, ma la verità, come confessa allo scriba prima di fagli cancellare quella parte, è che i sognatori uccidono chi sta loro vicino, e quindi devono morire prima che questo accada ai loro seguaci. Alessandro l’hanno ucciso loro, in fondo. Eppure Tolomeo non può fare a meno di pensare con affetto al suo Re: a quello che ha provato a fare per cambiare il mondo (“il suo fallimento, e che fallimento, ha superato in gloria tutti i trionfi”) e di come il mondo ricorderà comunque sempre e solo coloro che seguiranno i propri grandi sogni, come Alessandro. Su un commosso Tolomeo che ammira la statua del Gran Re, con in sottofondo Dreamer After All di Vangelis, finisce la storia. “…Gloria e Memoria apparterranno sempre a coloro che seguiranno la propria grande visione e il più grande di questi è colui che chiamano “Mégas Aléxandros”, Alessandro il Grande…” (Tolomeo)

Regia di Oliver Stone.

Con: Colin Farrell,, Angelina JolieVal KilmerJared LetoAnthony Hopkins e Jonathan Rhys-Meyers.

Fonte: WIKIPEDIA