giovedì, Ottobre 21, 2021
Home > Anticipazioni TV > Anticipazioni per “La Salome di Strauss” del 20 febbraio alle 19.50 su RAI 5: dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “La Salome di Strauss” del 20 febbraio alle 19.50 su RAI 5: dalla Scala di Milano

salomè

Anticipazioni per “La Salome di Strauss” del 20 febbraio alle 19.50 su RAI 5: con la regia di Damiano Michieletto e la direzione di Riccardo Chailly dalla Scala di Milano

(none)

Una serata di grande opera in TV con uno spettacolo in prima assoluta firmato da Damiano Michieletto. Sabato 20 febbraio, a partire dalle 19.50 su Rai5 e dalle 20.00 su Radio3, Rai Cultura popone la Salome di Richard Strauss con il Maestro Riccardo Chailly sul podio, registrata al Teatro alla Scala di Milano. 
Il nuovo allestimento di Salome del Teatro alla Scala, affidato a Michieletto, avrebbe dovuto andare in scena nel marzo 2020: le prove erano già avanzate quando, il 23 febbraio, l’attività dei teatri è stata interrotta dalla prima ordinanza di contenimento della pandemia. A un anno di distanza lo spettacolo arriva sulla scena del teatro milanese, prima nuova produzione scaligera dopo il lockdown. Sul podio il Direttore musicale del Teatro alla Scala Riccardo Chailly, già previsto nella produzione originale del 2020, che sostituisce l’indisposto Zubin Mehta e che realizza così la sua prima collaborazione, a lungo progettata, con Michieletto. Lo spettacolo è stato registrato il 18 e 19 febbraio e viene trasmesso con l’introduzione di Stefania Battistini e la regia televisiva di Arnalda Canali. 
«Ho voluto rappresentare la dinastia di Erode come l’emblema di una crudele tragedia familiare – dice Michieletto – Salome è orfana del padre, ammazzato da sua madre Erodiade che ne ha sposato il fratello. La ragazza è descritta da Oscar Wilde, nel testo su cui Strauss si basa per la sua opera, come una colomba, pallida, con manine bianche e piccoli piedi: è un’adolescente traumatizzata dall’ambiente familiare violento e malato che è la corte di Erode, al quale viene offerta dalla stessa madre. In questo incubo familiare compare Giovanni il Battista, che rappresenta la voce della verità, quella che fa emergere il passato di violenza e sangue. È confinato in una cisterna descritta come una tomba, di cui è pericoloso sollevare il coperchio. Jochanaan è come un’epifania: viene a squarciare il velo sotto il quale venivano nascosti i segreti della dinastia di Erode».
Lo spettacolo di Damiano Michieletto si avvale delle scene di Paolo Fantin, dei costumi di Carla Teti, delle luci di Alessandro Carletti e della coreografia di Thomas Wilhelm. La regia televisiva è di Arnalda Canali.
In scena nei panni della protagonista Elena Stikhina al debutto scaligero, insieme a Wolfgang Koch come Iochanaan, Gerhard Siegel come Herodes e Linda Watson come Herodias.

Salomè (Salome) è un’opera in un atto e un balletto di Richard Strauss, su libretto dello stesso compositore, basato sulla traduzione in tedesco di Hedwig Lachmann dell’omonimo dramma in francese di Oscar Wilde.

Fu rappresentata il 9 dicembre 1905 alla Königliches Opernhaus di Dresda, diretta da Ernst von Schuch,e raccolse un successo clamoroso. Richard Strauss diresse la prima rappresentazione italiana al Teatro Regio di Torino il 22 dicembre 1906, con protagonista Gemma Bellincioni.

A suggerire a Strauss di musicare la Salomè di Wilde fu il poeta Anton Lindner che ne curò anche una prima riduzione del testo. Strauss preferì però ricorrere alla traduzione tedesca della scrittrice Hedwig Lachmann. Il libretto musicato corrisponde quindi quasi integralmente all’originale di Wilde. La partitura, cominciata nel 1902 fu completata a Berlino il 20 giugno 1905.

Trama

La vicenda è ambientata nella reggia di Erode a Gerusalemme.

Scena prima. Mentre è in corso uno splendido banchetto, il paggio di Erodiade mette in guardia Narraboth dal lasciarsi ammaliare dal fascino lunare di Salomè. Intanto si ode la voce del profeta Jokanaan (Giovanni Battista), imprigionato in una cisterna, che annuncia l’arrivo del Messia.

Scena seconda. Salomè compare sulla terrazza e, incuriosita dalla profetica voce di Jokanaan, ordina alle guardie di infrangere gli ordini di Erode e di liberare l’uomo dalla cisterna.

Scena terza. Jokanaan, liberato dalla sua prigione, condanna fermamente i peccati di Erode e di Erodiade. Salomè lo osserva e il profeta, quando se ne accorge, scaccia la giovane, che è sempre più attratta da lui e che vorrebbe baciarlo. Narraboth, sentendosi tradito da Salomè, si pugnala. Jokanaan maledice la giovane e fa ritorno nella cisterna.

Scena quarta. Escono sulla terrazza Erode ed Erodiade. Erodiade è turbata dalla presenza del profeta e accusa il marito di esserne spaventato. Frattanto gli Ebrei e i Nazareni disquisiscono sull’identità del profeta, ritenuto da alcuni il Messia, da altri il profeta Elia. Erode, indifferente, chiede a Salomè di danzare per lui promettendo di darle qualsiasi cosa desideri. Dopo aver danzato la “Danza dei sette veli”, la giovane chiede di ricevere su un piatto d’argento la testa mozzata di Jokanaan. Erode tenta invano di dissuaderla e alla fine deve esaudire la richiesta della figliastra. Ricevuta la testa, Salomè ne bacia la bocca coperta di sangue. Erode, sdegnato, ordina ai soldati di ucciderla.