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Chieti, incontro tra sindacati e Sanmarco: esubero di 80 lavoratori. La Fiom non demorde

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Chieti, incontro tra sindacati e Sanmarco: esubero di 80 lavoratori. La Fiom non demorde

CHIETI – Riceviamo e pubblichiamo – Nella giornata del 15 marzo 2021 presso lo stabilimento della Sanmarco si è tenuto un incontro FIM, FIOM e UILM unitamente alle RSU, in tale incontro l’azienda ha dichiarato un esubero di 80 Lavoratori nonostante siano usciti più di 20 lavoratori in maniera incentivata. Il numero 80 era già stato dichiarato nel 2020 prima delle 20 uscite.

L’azienda ha comunicato che non intende fare la rotazione rispetto alla cassa integrazione COVID e che l’organico attualmente presente in fabbrica è la “squadra” che è stata decisa. Probabilmente potrà essere integrata con 2 o 3 Lavoratori. L’azienda ha comunicato che chi sta attualmente fuori non ha speranza di rientrare e ha chiesto alle Organizzazioni Sindacali di far prendere coscienza ai Lavoratori di questa situazione.

La FIOM, non condividendo, ha fatto presente che per effettuare i licenziamenti collettivi si dovranno rispettare i criteri di legge. La risposta aziendale è stata: “ci farete causa”.

In questi giorni, davanti l’azienda c’è un piccolo gruppo di Lavoratori che sta manifestando legittimamente il proprio dissenso testimoniando le difficoltà che tali scelte comportano alle proprie famiglie. Purtroppo, anche stare davanti la fabbrica rischia di essere discriminatorio perché sembra esserci un sistema di delazione, anche se non si capisce da chi è stato messo in piedi. L’azienda, durante la riunione ha fatto sentire alla delegazione sindacale la registrazione di un Lavoratore del presidio affermando di averne altre. Dopo aver fatto sentire brevemente questa registrazione per dare dimostrazione di quanto è venuta in possesso, ha affermato di voler denunciare quanti continuassero ad esprimere opinioni negative nei confronti dell’azienda e di chi la rappresenta. Immaginiamo che l’azienda conosca anche i nomi di chi è oggetto della registrazione.

Come FIOM, oltre ad evidenziare un atteggiamento deontologicamente non corretto dell’azienda, abbiamo provato un certo disagio e ci è sembrato di essere più in un contesto simile alla Romania di Ceausescu che in un’azienda incline alle relazioni industriali come previsto dal CCNL e dalle norme.

Sarebbe opportuno che gli organi competenti attenzionassero questa azienda per indagare cosa realmente accade dentro e fuori la fabbrica.

Come FIOM, riteniamo legittimo che un Lavoratore che si senta messo fuori, sapendo che non riporterà più il salario alla propria famiglia e che deve ancora pagare il mutuo della casa, possa esprimere liberamente la propria opinione rispetto all’operato aziendale.

Anche l’accordo sottoscritto il 2 febbraio 2021, a nostro parere è a dir poco paradossale e fa ben capire il comportamento aziendale. In tale accordo, oltre a parlare di licenziamenti in un periodo in cui i licenziamenti sono bloccati causa COVID, l’azienda ha inventato un meccanismo che propone come incentivo, nei fatti, la cassa integrazione.  Inoltre, prevede la scrittura di un verbale transattivo che indichi la data del licenziamento. Già questo, a nostro parere dovrebbe essere oggetto di attenzione da parte dell’INPS. Il paradosso si raggiunge quando nell’accordo è scritto che se il Lavoratore dovesse ripensarci, lo stesso dovrà restituire la cassa integrazione all’azienda, strumento la cui titolarità è dell’INPS. Pensare di fare accordi che prevedono incentivi legati ad uno strumento universale e che rientra nella fiscalità generale è quanto meno singolare. Probabilmente l’INPS dovrebbe verificare tale accordo. Infine, leggendo attentamente la parte finale dell’accordo è ancora una volta evidente il meccanismo di costrizione aziendale.

Stante questa situazione, sapendo che Anas e Poste Italiane hanno un codice etico per il proprio personale che condanna simili atteggiamenti, ci domandiamo se lo stesso codice etico valga anche nei confronti dei fornitori.

La FIOM continuerà ad appoggiare i Lavoratori della Sammarco affinché possano esprimere liberamente la propria opinione.

La FIOM continuerà sostenere i Lavoratori della Sanmarco affinché non si rassegnino al destino tracciato dall’azienda”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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