martedì, Dicembre 7, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Jean-Paul Sartre del 6 aprile alle 15.45 su Rai 5: “Le Mani Sporche – prima parte”

le mani sporche

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Jean-Paul Sartre del 6 aprile alle 15.45 su Rai 5: “Le Mani Sporche – prima parte”

Lucia Mosca on Twitter: "(Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di  Molière del 22 febbraio alle 15.45 su Rai 5: “Il misantropo”) Segui su: La  Notizia - https://t.co/OcN4KZlJWI… https://t.co/bUS2bZ9xXI"

Per il Grande Teatro in TV oggi pomeriggio martedì 6 aprile alle 15.45 va in onda su Rai 5 la prima parte del dramma “Le Mani Sporche” scritto da Jean-Paul Sartre nel 1948.

Le mani sporche è un’opera teatrale del 1948, scritta da Jean-Paul Sartre. Fra tutte le sue opere teatrali questa è stata la più discussa e contrastata[1] a causa del suo contenuto politico, dei problemi sollevati, della strumentalizzazione di cui essa fu oggetto. La vicenda narrata, seppur trasposta in un mondo fittizio, è ispirata dall’assassinio di Lev Trockij da parte del suo segretario Ramón Mercader, agente stalinista.[2]

La storia ha due inizi. Il primo è questo: Hugo, un giovane intellettuale, è appena uscito di prigione dove ha scontato due anni per l’uccisione del capo di partito Hoederer. Egli si reca direttamente a casa di Olga, amica e compagna di partito, perché si sente braccato e vuole nascondersi. Sono i suoi stessi compagni che vogliono liquidarlo? Grazie all’intervento dell’amica, il partito acconsente a dargli una possibilità affinché arrivi a dimostrare la vera ragione per cui ha eseguito l’ordine. Assassinio politico, un banale accidente o un delitto passionale ? A questo punto la storia si riavvolge di colpo su se stessa , “comincia dall’inizio”. Il lungo flashback si traduce nella soggettiva di ciascun personaggio che è chiamato a testimoniare i fatti accaduti due anni prima. Si delineano così risvolti imprevisti. La vicenda si ricostruisce a quadri come i tasselli di un mosaico dove le figure di Hugo, della moglie Jessica, di Hoederer e di Olga giocano a turno un ruolo determinante. È una partita alla quale Hugo non può assolutamente sottrarsi per poter spezzare il cerchio che lo isola e da cui viene condizionato . Dice Sartre “..ogni personaggio non sarà che la scelta di una via d’uscita e varrà la via d’uscita scelta.. In un certo senso, ogni situazione è una trappola per sorci: muri da ogni parte. Ciascuno inventando la propria via d’uscita, inventa se stesso..“. Hugo può rompere quel cerchio a patto di sapere quale valore può assumere il suo atto. Spezzare il cerchio è spesso “trasgredire”, venir meno a regole “incrostate”, affrontare consci della propria libertà nuove scelte: dall’affermazione individuale alla presa di coscienza del valore collettivo di esse.

Il dramma di Sartre viene proposto nella versione messo in onda dalla Rai nel 1978 con la serie televisiva diretta da Elio Petri.

Le mani sporche è uno sceneggiato televisivo in tre puntate, trasmesso per la prima volta dalla RAI nel 1978[1], per la regia di Elio Petri e con Marcello Mastroianni, Giovanni Visentin, Anna Maria Gherardi e Giuliana De Sio basato sull’omonimo dramma teatrale di Jean-Paul Sartre (Le mani sporche). Oltre alla regia, Elio Petri ne curò la traduzione dal francese e l’adattamento televisivo.

La storia è ambientata in Illiria, paese immaginario dell’Europa centrale, verso la fine della seconda guerra mondiale. Il paese, alleato dei tedeschi che lo occupano, è in guerra contro l’Unione Sovietica.

Trama

Prima puntata

Hugo Barine è un giovane, che per l’uccisione di Hoederer, capo del partito proletario clandestino, ha scontato due anni di prigionia. Appena uscito dal carcere si reca a casa di Olga, dirigente dello stesso partito, che gli comunica l’intenzione dei propri compagni di farlo fuori. Per l’attrazione che nutre nei confronti di Hugo, Olga tenta di convincere i vertici del partito che Hugo può ancora essere recuperabile e per far ciò chiede ai suoi compagni di darle qualche ora per parlare con il giovane. Così Hugo comincia a raccontare i fatti che l’hanno condotto in prigione, apparentemente per ragioni passionali. Il racconto riporta l’orologio del tempo indietro, a due anni prima, allorquando il giovane Hugo si propone di uccidere Hoederer, accusato dall’ala più dogmatica di voler condurre il partito ad un’alleanza con quello conservatore della borghesia e con i simpatizzanti del reggente. Pertanto Hugo, insieme alla giovane moglie Jessica, si reca nell’abitazione di Hoederer, che aveva chiesto nel frattempo al partito un giovane per il ruolo di suo segretario.