giovedì, Maggio 13, 2021
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > Il nome Geova nei libri russi: tutti gli scrittori da…”bandire”

Il nome Geova nei libri russi: tutti gli scrittori da…”bandire”

il nome geova

Il nome Geova nei libri russi: tutti gli scrittori da…bandire

Nelle accuse di estremismo che hanno portato alla proscrizione dei Testimoni di Geova in Russia nel 2017, che ha avuto come sviluppo lo scioglimento degli enti giuridici e una violenta persecuzione verso singoli e famiglie del movimento, c’è quella di possedere e leggere pubblicazioni estremiste. Tra queste la Traduzione del Nuovo Mondo ovvero la Bibbia prodotta e usata – insieme ad altre- dai Testimoni di Geova.

Per aggirare l’articolo 3.1 della Legge Federale che vieta di considerare estremista la Bibbia, il Corano e altri testi religiosi, una perizia di “esperti” ha stabilito che la Traduzione del Nuovo Mondo “non è una Bibbia” e che il nome personale di Dio, rappresentato dal Tetragramma, viene reso “Geova”. Una colpa grave per le autorità russe.

Una decisone grottesca, visto che sia la Bibbia Sinodale Ortodossa che altre decine di versioni russe riportano il nome di Dio nella grafia Geova. La versione di Makarios, per esempio, in lingua russa del XIX secolo, prodotta da traduttori ortodossi, riporta il nome Geova più di 3.500 volte.

Ma c’è qualcos’altro che sfugge agli esperti, ai censori e persecutori dei Testimoni di Geova in Russia. Il nome Geova è stato usato da decine di poeti, scrittori, drammaturghi, critici letterari, storici e altri intellettuali. Questo a partire dal 18° secolo sino ai nostri giorni, attraversando il periodo zarista, rivoluzionario, sovietico e post-sovietico. Ignorare la circostanza, in un paese che in passato ha fatto dei propri scrittori delle autorità in campo morale sociale, mostra palesemente la cattiva fede di chi vuole eliminare minoranze religiose come quella dei testimoni di Geova.

Ecco alcuni celebri esempi di citazioni del nome di Dio Geova.

Nicolaj Karamzim. Il principale artefice della lingua russa letteraria moderna che libera dalle catene anacronistiche dello slavo ecclesiastico. Traducendo la poesia dall’ inglese di Alexander Pope, Preghiera universale, lascia il nome Geova in russo, nello stesso luogo della versione originale.

Alexander Puskin. Da molti considerato il più grande poeta russo di tutti i tempi, autore dell’Evgenij Onegin, Il Cavaliere di Bronzo e di altre famose opere in poesia e prosa. In Lettera a Vigel una simpatica poesia dove si parla addirittura di omosessualità, Puskin cita Geova che colpisce con i tuoni la città dissolta, ovvero Sodoma.

Ivan Turgenev, noto scrittore, in grado di dare una profonda impronta alla vita sociale e spirituale della Russia del suo tempo. Autore di opere di carattere realistico come Padri e figli, Fumo, Terre Vergini, a lui si deve la prima menzione del termine “nichilista”. Mentre si trova a Berlino riceve una lettera da un amico che lo informa della morte di un amico comune in Italia sulla strada per il Lago di Como. Descrivendo la sua tristezza si lascia andare a una riflessione: “Dovremmo credere che tutto ciò che è bello, santo, amore e pensiero è la fredda ironia di Geova?” Una citazione tanto più realistica perché espressa in un contesto di dubbio e perplessità, fatta di fronte un fatto tragico e inspiegabile per lo scrittore.

Ivan Gongarov. E’ l’autore del celeberrimo Oblomov dal quale sarebbe disceso l’aggettivo oblomovismo, un atteggiamento apatico e indolente e di remissiva fatalità. In Cliff romanzo meno fortunato, per due volte adopera Geova. Nella mente di una nipote si forma l’immagine mentale della nonna ambientata nei tempi antichi e nasce la citazione della “corona posta dalla mano  Geova sul capo d’Israele” e “dalla mano di Geova che la stava conducendo”.

Nikolay Leskov, scrittore considerato nazionalista e conservatore. Figlio di un ecclesiastico scrisse spesso in favore del clero, anche per riabilitarlo. La sua opera più famosa è L’angelo suggellato dove si parla di vecchi credenti e icone miracolose. Per decine di volte utilizza la forma Geova nelle lettere e nei racconti in maniera pacata, convinto evidentemente, che il lettore sa a chi ci si riferisca.

Anton Cechov. Con lui la letteratura russa compie un passo decisivo verso l’epoca moderna. Famosi i suoi racconti e le opere teatrali come Il gabbiano, Il giardino dei Ciliegi e Zio Vania. In uno dei drammi teatrali,  Ivan,  si recita con queste parole: “Vogliono sorprendere Geova con il loro temperamento religioso…”

Ivan Bunin, scrittore e poeta premio Nobel nel 1933 nel poema Caino e in altri opere e resoconti di viaggi usa il nome di Dio, Geova.

Vladimir  Majakovskij poeta futurista dalla potente energia creativa, morto suicida nel 1930. Definito un cosiddetto “compagno di strada” del governo rivoluzionario ha scritto pietre miliari nella poesia russa, acquisendo una fama internazionale già in vita. In Guerra e pace, accosta il nome Geova ad Allah e Buddha.

Marina Cevtaeva. Poetessa emigrata a Praga e poi a Parigi. Rientrò in Russia nel 1939 con marito e figli arrestati dalle autorità sovietiche. Morì suicida nel 1941. Nella corrispondenza con Boris Pasternark e nelle poesia Daniel e Poesia della fine cita Geova. In Daniel si legge il verso: “Che ho bisogno di amare Geova”.

Eugeny Evtuskenko è considerato uno dei massimi poeti sovietici, attivo specialmente nel periodo definito del “disgelo”. Non solo poeta, ma anche scrittore regista e sceneggiatore, nella Canzone dei Tartari cita il nome Geova.

Alexander Solzhenitsin. Famoso dissidente sovietico incontrò i Testimoni di Geova prigionieri nei campi di lavoro sovietici come ricordato in Arcipelago Gulag. In due suoi scritti, un manoscritto e nel libro pubblicato nel 2004, Addio al mito impiega il nome Geova.

Abbiamo lasciato per ultimo Lev Tolstoj e Fedor Dostoevskij. I due sono considerati non solo grandi scrittori realisti ottocenteschi, ma due degli autori più importanti dell’intera letteratura mondiale.

Fedor Dostoevskij in un carteggio con lettori ebrei argomenta sulla questione ebraica, come riportato nel Diario di uno scrittore. Menziona Geova per identificare il Dio degli ebrei.

Lo scomunicato Lev Tolstoj, nella Unificazione e traduzione dei quattro vangeli del 1908, citando il Salmo 81 scrive: “Ho detto voi siete dèi voi e figli dell’Altissimo Geova”.

Dicevamo che ci sono altri numerosi letterati e accademici che riconoscono Geova come il nome del Dio della Bibbia. La grafia Geova è in uso da secoli, e non può essere attribuita come ideazione ai Testimoni di Geova.

Come diceva Lenin citando Cernysevskij – per rimanere in ambito letterario russo- dunque Che fare? Sulla base delle decisioni del comitato di esperti si dovrebbe censurare praticamente tutta la letteratura russa, parte di quella sovietica e degli anni 2000…

Una situazione assurda, beffarda e crudele nello stesso tempo. Ci sarebbe da ridere se nonché, centinaia di persone, compresi giovanissimi, anziani e disabili vengono inquisiti, arrestati e torturati. Fra i motivi, leggere la Bibbia, pregare e utilizzare come hanno fatto in tanti prima di loro, il nome di Dio, Geova.

Roberto Guidotti

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net