giovedì, Ottobre 21, 2021
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Lazio, scatta l’intesa sul rafforzamento del servizio sanitario regionale

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Lazio, scatta l’intesa sul rafforzamento del servizio sanitario regionale

LAZIO – Riceviamo da Cisl Medici Lazio e pubblichiamo: “Dal 29 gennaio 2020, giorno in cui sono stati presi in carico dal Servizio Sanitario Regionale del Lazio i primi due casi di Covid 19 a Roma e in Italia, il nostro Sistema Sanitario ha vissuto un profondo cambiamento.

Tutte le Aziende Sanitarie hanno trasformato, nel giro di pochissimo tempo, la Ioro offerta di cura, avendo come parte principale di queste trasformazioni il personale.

La pandemia ha imposto e impone il capovolgere del paradigma: la Sanità non come mera incidenza sulla spesa, ma come volano di sviluppo. La tutela della salute quale  diritto garantito dall’art. 32 della Costituzione.

Tutto questo è possibile mettendo le donne e gli uomini al centro del progetto di rafforzamento del sistema sanitario pubblico valorizzando l’esperienza acquisita e la professionalità di tutto il personale che è stato chiamato a svolgere un importante  ruolo per la tenuta dei servizi sanitari.

L’Assessorato Regionale e le Organizzazioni Sindacali hanno già condiviso, come primo riscontro fattivo alla professionalità dimostrata dai lavoratori nei momenti difficili dell’emergenza sanitaria, di sottoscrivere, nei mesi passati, degli accordi per riconoscere un premio cd. “Covid” a riconoscimento per la professionalità e l’abnegazione dimostrata da tutto il personale nello svolgimento del proprio lavoro che ha comportato anche la perdita di vite umane.

condividono la necessità di un percorso di rafforzamento del Sistema Sanitario Regionale che ha come colonna portante il servizio pubblico, implementandolo, oltre che per le cure ospedaliere, anche con un sistema di sanità territoriale sempre più diffuso e presente volto sempre più alla prossimità della cura del cittadino.

Il Servizio Sanitario Regionale, al fine di svolgere pienamente tutte le azioni utili ad erogare i servizi necessari alla tutela della salute dei cittadini, sia di natura emergenziale, come la pandemia tuttora in corso, sia a garantire tutte le altre esigenze sanitarie della popolazione, necessita di un ulteriore piano di rafforzamento con una programmazione temporale.

Nel breve/medio periodo, oltre a fronteggiare la pandemia, con l’impegnativa campagna vaccinale dovrà affrontare e gestire la fase post pandemia; nel lungo periodo l’investimento dovrà essere incentrato sulla sanità territoriale per incrementare i servizi di presa in carico e prevenzione precoce delle patologie e nell’assistenza post ospedaliera soprattutto delle fasce d’età più avanzate.

Negli scorsi anni grazie ad importanti intese tra Regione e sindacati si sono affrontate e superate le diverse forme di precariato che si erano determinate a causa del prolungato periodo di commissariamento. Sono state messe in atto diverse procedure di stabilizzazione, utilizzando tutte le possibilità previste dalla normativa vigente a favore del personale dipendente di tutte le professioni e dei vari ruoli del servizio sanitario regionale, trasformando migliaia di lavoratori da precari a stabili con contratto a tempo indeterminato; è stata la più grande campagna di stabilizzazione nei servizi pubblici.

Alla data del 31 dicembre 2020 nell’intero SSR del Lazio risultano essere impiegati circa 51.750 lavoratrici e lavoratori a fronte dei circa 46.400 del 31 dicembre 2019; nel 2020 sono entrate nel SSR n. 8.454 unità di personale di cui n. 5.530 infermieri, n. 1.419 medici e n. 1505 di altre professioni sanitarie, un importante sforzo di reclutamento che ha portato nuova linfa al nostro servizio sanitario, anche in considerazione deII’eIevata età dei dipendenti che supera nella media i 54 anni, e delle cessazioni dal servizio anche in virtù delle norme sul pensionamento.

La maggioranza delle assunzioni sono state con contratti a tempo indeterminato, circa 5.500, a fronte, approssimativamente, di 3.500 a tempo determinato.

Le parti convengono, alla luce delle carenze organiche rilevate in  particolare nell’area dell’emergenza, sia sulla necessità di tenere costantemente attenzionato il dato dei pensionamenti e di tutte le altre forme di cessazione del personale del SSR implementando forme di confronto sindacale previste dalle norme contrattuali, sia suII’opportunità, nel rispetto sempre delle disposizioni statali in tema di tutela del precariato e nell’ambito della cornice economico-finanziaria, di mantenere e consolidare il capitale umano reclutato durante l’attuale pandemia nella previsione del rafforzamento strutturale del SSR, soprattutto nelle aree carenti; ciò anche considerando i percorsi di reinternalizzazione dei servizi già prevista in accordi Regione — Sindacati con particolare riferimento alla gestione diretta dei servizi ARES 118 ed alla realizzazione delle RSA pubbliche.

A tal fine l’Assessorato e le Organizzazioni Sindacali, nel rispetto delle reciproche prerogative, tenuto conto di quanto previsto all’art. 6 del CCNL, ritenendo prioritario rafforzare il SSR, con il necessario capitale umano, sottoscrivono la seguente

INTESA tra le parti che

  1. concordano che tutte le aziende sanitarie completino, nel rispetto dell’accordo sottoscritto nel 2020, la piena corresponsione ai lavoratori di quanto concordato con l’accordo medesimo, relativamente alla premialità COVID. L’emolumento premiale, previsto negli accordi, dovrà essere corrisposto al netto degli oneri riflessi.
  2. concordano che il ricorso alle assunzioni a tempo determinato va considerato un fatto straordinario dovuto all’emergenza pandemica insorta nell’ultimo anno e dichiarano la volontà reciproca di non rideterminare condizioni di precarietà lavorativa nel SSR.  A tale scopo si provvederà a programmare, nel rispetto di quanto previsto dai vigenti CCNL in merito alle relazioni sindacali, con una apposita Cabina di Regia, entro e non oltre la fine del 2021, le procedure concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato per le figure professionali previste, per le aree della dirigenza, dai piani del fabbisogno delle Aziende determinati nel rispetto delle normative vigenti;
  3. condividono che, in considerazione della necessità di garantire i servizi assistenziali durante tutta la fase pandemica e di garantire inoltre, a fine dell’emergenza, l’erogazione dei servizi necessari per la gestione post pandemica (come ad esempio la campagna vaccinale) oltre che i servizi in fase di reinternalizzazione e la realizzazione di nuove RSA pubbliche, e tenuto inoltre conto delle cessazioni per quiescenza previste nell’anno in corso, le Aziende e gli Enti del SSR, al fine di non disperdere l’esperienza e la professionalità acquisita dal personale assunto con contratti a termine, attualmente prorogati dalla regione fino al 31/12/2021 , con apposito confronto sindacale, da tenersi prima della fine dell’anno in corso, e comunque non oltre il 30/11/2021, si determineranno i criteri per la proroga dei contratti a tempo determinato per l’anno 2022, il tutto nel rispetto della normativa vigente e con l’impegno di valorizzare le professionalità maturate.

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