giovedì, Giugno 24, 2021
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Perché la scatola nera piace così tanto agli automobilisti?

Perché la scatola nera

Perché la scatola nera piace così tanto agli automobilisti?

Utilizzata fino a qualche decennio fa sugli aerei per ricostruire le dinamiche degli incidenti, oggi la scatola nera è diventata uno strumento sempre più diffuso tra gli automobilisti.

Poiché gioca un ruolo importante nel mondo delle assicurazioni, conviene saperne di più di questo particolare dispositivo.

La scatola nera, chiamata anche black box, è un dispositivo dotato di GPS, in grado di raccogliere dati preziosi relativi alle abitudini al volante dell’assicurato.

In particolare è in grado di registrare dati relativi alla geolocalizzazione, alla velocità, ai chilometri percorsi, ai sistemi di sicurezza attivati e addirittura alle marce inserite.

Per installare la scatola nera è sufficiente recarsi presso il centro indicato dall’assicurazione, ed il dispositivo in pochi minuti sarà montato sull’auto già funzionante. L’operazione è del tutto gratuita.

La presenza di questo marchingegno consente alle compagnie di monitorare le abitudini al volante dei loro clienti, evitando tentativi di frodi assicurative.

Sono diversi i vantaggi anche per gli assicurati, che possono accedere a prezzi scontati.

Alcune compagnie assicurative, come Genertel, premiano i clienti più virtuosi con degli sconti sul rinnovo dell’assicurazione auto, che possono arrivare fino al 25%.

Genertel inoltre sfrutta la scatola nera anche per fornire assistenza stradale immediata, in caso di incidente o veicolo in panne. Nel dispositivo c’è infatti un GPS incorporato, che segnala immediatamente la posizione del mezzo, facilitando l’intervento dei soccorsi in tempi brevi.

Grazie alla presenza del GPS, risulta anche più facile localizzare il veicolo in caso di furto, in modo da scoraggiare ladri e malintenzionati.

Si potrebbe obiettare che la scatola nera limiti la privacy degli automobilisti, i quali sarebbero costantemente sotto l’occhio del Grande Fratello della compagnia assicurativa.

In realtà non è così e bisogna considerare due aspetti. Per prima cosa i dati relativi alle abitudini ed agli spostamenti del guidatori vengono visionati ed analizzati esclusivamente in caso di incidente.

La compagnia può quindi ricostruire le esatte dinamiche del sinistro, per stabilire le responsabilità. In questo modo l’assicurato è invogliato a seguire una guida più prudente, per evitare ogni tipo di problema.

Secondariamente i dati vengono immagazzinati nel database, ma solo per un periodo limitato. Trascorso un tot di settimane o di mesi le compagnie, per le normative sempre più stringenti sulla privacy, devono infatti cancellare i dati raccolti.

Si tratta di un accordo win-win tra assicurazioni e clienti, poiché entrambi ne traggono beneficio.

Le assicurazioni dirette riducono il tasso di sinistrosità, così da coprire meno danni legati agli incidenti.

I guidatori, a loro volta, possono accedere a tariffe più convenienti e sono spinti a seguire uno stile di guida più virtuoso, a beneficio della loro incolumità e della sicurezza stradale per se stessi e per gli altri.

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