martedì, Dicembre 7, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Strindberg del 22 giugno alle 15.40 su Rai 5: “Pasqua” con Giulia Lazzarini

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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Strindberg del 22 giugno alle 15.40 su Rai 5: “Pasqua” con Giulia Lazzarini

Lucia Mosca on Twitter: "(Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di  Molière del 22 febbraio alle 15.45 su Rai 5: “Il misantropo”) Segui su: La  Notizia - https://t.co/OcN4KZlJWI… https://t.co/bUS2bZ9xXI"

Per il Grande Teatro in TV in onda oggi martedì 22 giugno alle 15.40 su Rai 5 il dramma Pasqua” di August Strindberg con l’interpretazione di Giulia Lazzarini e Valentina Fortunato, nella versione andata in onda nel 1961 sulla Rai.

E l’anno 1900, August Strindberg sente il forte richiamo della religione cristiana, e usa le sue opere e il suo teatro per indagare su certe ragioni profonde del male, sul bisogno di umanità e di affetto. In Pasqual’autore  introduce, però,  una luce di speranza che è difficile trovare nel resto delle sue produzioni, e già il titolo è indicativo di una possibilità di rinascita e di vita. Il dramma è diviso in tre atti che si svolgono ognuno nei tre giorni che precedono la resurrezione, il giovedì, il venerdì e il sabato santo.  Un uomo in galera per oscuri fatti di speculazioni e raggiri economici e la sua famiglia che vive nel cono d’ombra di questa infamante vicenda. Ma sarà il creditore più accanito e severo a cancellare il debito con i figli di colui che lo aveva mandato sul lastrico, riportando tranquillità in quel nucleo familiare.
Riprendiamo un’edizione radiofonica del 1961 per la regia di Corrado Pavolini interpretata da Giulia Lazzarini, Valentina Fortunato, Davide Montemurri, Elena Da Venezia e Camillo Pilotto.

Pasqua (in svedese Påsk) è un dramma del drammaturgo svedese August Strindberg.

Scritto nel 1900, racconta la vicenda della famiglia Heist, di cui il capofamiglia è in carcere, mentre i figli e la moglie si trovano alle prese con un creditore, Lindkvist, che cerca di ottenere da loro quanto gli è dovuto. Dramma anomalo di Strindberg per il finale felice, nel quale il creditore cancella i debiti che la famiglia ha verso di lui per ricambiare un gesto di gentilezza avuto in passato dal capofamiglia.[1]

Johan August Strindberg (Stoccolma22 gennaio 1849 – Stoccolma14 maggio 1912) è stato un drammaturgoscrittore e poeta svedese.

Per la vastità e la rilevanza della produzione (che ricopre praticamente tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi, a cui se ne aggiungono ventidue di corrispondenze), il suo nome affianca il norvegese Henrik Ibsen all’apice della tradizione letteraria scandinava e raggiunge per riconoscimento unanime un seggio tra i massimi artisti letterati del mondo.

La vita di Strindberg fu tumultuosa, tessuta di esperienze complesse e scelte radicali e contraddittorie, a tratti rivolta contemporaneamente a molteplici discipline non direttamente attinenti alla figura ufficialmente letteraria dell’autore: sculturapittura e fotografiachimicaalchimiateosofia. Sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere, elementi dunque reciprocamente contaminati nell’atto creativo e fondamentali per la sua interpretazione.

Fu il destinatario di uno dei biglietti della follia di Friedrich Nietzsche.