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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV del 9 luglio alle 15.45 su Rai 5: “Il Mercante di Venezia” con Gianrico Tedeschi

il mercante di venezia

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV del 9 luglio alle 15.45 su Rai 5: “Il Mercante di Venezia” per la regia di Gianfranco De Bosio e con Gianrico Tedeschi

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Oggi pomeriggio 9 luglio su Rai 5 alle 15.45 per il Grande Teatro sulle reti RAI, va in onda la tragedia “Il Mercante di Venezia” di Willliam Skakespeare  proposto nell’allestimento del 1979 per la regia di Gianfranco De Bosio e con Gianrico Tedeschi.

Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un’opera teatrale di William Shakespeare, scritta probabilmente tra il 1596 e il 1598.

«I hold the world but as the world, Gratiano – a stage where every man must play a part»(IT)«Considero il mondo per quello che è, Graziano: un palcoscenico sul quale ciascuno recita la propria parte.»
(Antonio a Graziano, Atto I, Scena I)

La trama dell’opera riprende abbondantemente quella di una novella trecentesca di ser Giovanni FiorentinoIl Giannetto, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta detta Il Pecorone, che Shakespeare non può aver avuto modo di conoscere nella traduzione di William Painter del 1566, in quanto non conteneva la novella cui Shakespeare si stava ispirando. In particolare, del Giannetto vengono conservati, pressoché intatti, i personaggi corrispondenti a Bassanio, Shylock e Porzia, oltre che la vicenda della penale di una libbra di carne.

VeneziaXVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiare degnamente Porzia, Bassanio chiede al suo carissimo amico Antonio 3.000 ducati in prestito. Antonio, pur essendo amico di Bassanio, non può prestargli il denaro, poiché lo ha interamente investito nei traffici marittimi. Tuttavia Antonio decide di garantire per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani, e ricambia questo sentimento. Soprattutto non sopporta Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente, facendo abbassare il tasso d’interesse nella città, e che lo umilia pubblicamente con pesanti insulti.

Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio, con Antonio come garante. L’ebreo stabilisce che in caso di mancato pagamento, Antonio debba pagare con una libbra di carne dal proprio corpo. Bassanio cerca di far desistere Antonio dall’accettare l’offerta, ma costui è sicuro di poter saldare il debito, dato che tre navi sono in viaggio per riportare a Venezia ricchezze tre volte più grandi di quanto abbia investito. Il tempo concesso per il saldo del prestito è di tre mesi, e le navi ne impiegheranno solo due. Bassanio si reca a Belmonte; secondo la volontà del defunto padre di Porzia, i suoi pretendenti sposi dovranno scegliere lo scrigno giusto tra tre differenti possibilità (oro, argento, piombo). Il principe del Marocco sceglie lo scrigno d’oro (che non è quello giusto), e il principe d’Aragona sceglie lo scrigno d’argento (e nemmeno questo è quello giusto), mentre Bassanio sceglie lo scrigno di piombo, il meno pregiato dei tre, e ottiene il diritto di sposare Porzia, già precedentemente innamorata di lui. L’amico di Bassanio, Graziano, sposa l’ancella di Porzia, Nerissa.

Intanto la sfortuna (nelle vesti della società veneziana!) si accanisce su Shylock: sua figlia Jessica, infatti, consenziente, viene rapita dal cristiano Lorenzo, amico di Antonio e Bassanio, con l’aiuto di Graziano e Salerio. La ragazza è fuggita portando con sé 2.000 ducati e soprattutto gioielli fra i quali l’anello donato a Shylock dalla defunta moglie. L’unica consolazione di Shylock deriva dalla pari sfortuna di Antonio: infatti le sue tre navi sono disperse in mare, per cui egli non potrà più saldare il debito. Nel frattempo Porzia e Nerissa donano ai rispettivi mariti, Bassanio e Graziano, un anello, segno del loro amore. Stringono una promessa, che non dovranno mai separarsene finché l’amore li legherà alle loro consorti.

Shylock decide di portare Antonio di fronte al Doge e alla corte, chiedendo di far valere i suoi diritti. Porzia, che viene a sapere del processo in arrivo, si traveste da avvocato, all’insaputa di tutti, per salvare Antonio. Nerissa la segue vestendosi da scrivano.

Giunta in tribunale, Porzia, travestita, esibisce la lettera del Dottor Bellario, giurista e consulente del Doge, in cui si spiega che al processo sarebbe stato presente il suo sostituto, il giovane avvocato Baldassarre (cioè lei stessa). Al processo assistono anche Bassanio e Graziano.Shylock After the Trial: immagine che descrive la settima scena del secondo atto, realizzata da Sir John Gilbert nell’Ottocento.

Porzia/Baldassarre invita Shylock ad accettare i 6000 ducati offerti da Bassanio, ormai ricco per avere sposato Porzia, al fine di estinguere il debito dell’amico. L’odio di Shylock verso i cristiani, fomentato dall’abbandono della figlia, gli impedisce di accettare. Al contrario, chiede a gran voce che gli sia pagato il debito con la libbra di carne di Antonio, come da accordo. Nonostante la crudeltà della proposta, il Doge, dice Baldassarre, deve necessariamente applicare la legge e permettere a Shylock di prendersi la libbra di carne, perché in caso contrario si creerebbe un precedente dannoso per lo stato.

Baldassarre invita Shylock a procedere, ma gli comunica che, dato che il contratto parla solo di carne, se verserà anche una sola goccia di sangue, sarà considerato colpevole di aver attentato alla vita di un cittadino veneziano, e quindi i suoi beni saranno confiscati e divisi tra Antonio e lo stato, e lui condannato a morte. Il Doge gli concede in grazia la vita e Antonio rinuncia alla sua parte purché venga ceduta, alla morte di Shylock, in eredità alla figlia Jessica. Inoltre si stabilisce che Shylock debba convertirsi al cristianesimo, pena assai più pesante per l’usuraio. In queste condizioni, Shylock, sconfitto, rinuncia ai suoi propositi.

Bassanio si complimenta con Baldassarre per aver salvato il suo amico e gli chiede come possa ringraziarlo. Il finto avvocato gli chiede solo il suo anello. Bassanio esita, a causa del valore affettivo dell’anello, ma spinto dall’onore e dalla gratitudine finisce per cederlo. Lo stesso è obbligato a fare Graziano per lo scrivano/Nerissa.

Quando tutti i cristiani giungono a Belmonte, Porzia e Nerissa chiedono ai mariti gli anelli, ma entrambi spiegano l’accaduto. Quindi le due donne fanno credere di aver trascorso una notte con i nuovi possessori dell’anello, Baldassarre e lo scrivano, per riottenere gli anelli, prima di rivelar loro la vera identità dell’avvocato e del suo assistente. Antonio fa di nuovo da garante per Bassanio che giura di non separarsi mai più dal suo anello. Successivamente Nerissa riferirà a Lorenzo che i beni di Shylock diventeranno suoi e di Jessica dopo la morte dell’usuraio.

Nel frattempo si scopre che le tre navi di Antonio sono tornate sane e salve in porto.

Datazione

In via ipotetica, si può assumere che Shakespeare si sia accinto nella composizione de Il Mercante di Venezia tra il 1596 ed il 1598. Per ricostruire l’evolversi negli anni del dramma, vengono valutati riferimenti a fatti di storia e cronaca contenuti negli atti: per esempio, Salerio cita la nave Andrew, che pare essere un riferimento all’imbarcazione spagnola St. Andrew catturata dagli Inglesi a Cadice nel 1596. Inoltre, la commedia è stata anche menzionata da Francis Meres nel 1598.

Sempre nello stesso anno, il 22 luglio 1598 l’opera è stata registrata nel Register of the Stationers Company da James Roberts, sotto il titolo The Merchant of Venice, otherwise called The Jew of Venice. Il 28 ottobre 1600 Roberts trasferì i suoi diritti sull’opera all’editore Thomas Heyes, che la pubblicò nel First Quarto in quello stesso anno. Fu stampata di nuovo in un’edizione abusiva nel 1619 (il cosiddetto False Folio) da William Jaggard. L’edizione del 1600 è generalmente considerata accurata e affidabile, ed è la base del testo pubblicato nel First Folio (1623), che comprende anche una serie di indicazioni di scena.[1]

Struttura

L’opera è suddivisa in cinque atti e comprende due trame che si svolgono in parallelo e si intrecciano. La prima è quella centrata sul prestito che Shylock concede ad Antonio con il pegno della libbra di carne; la seconda riguarda il corteggiamento di Porzia con la scelta tra i tre scrigni. Il luogo dell’azione si alterna tra Venezia, città di commercio e di affari, del nuovo mondo borghese, e Belmonte, il ricco e fiabesco palazzo di Porzia in cui si svolge la celebrazione dell’amore. Se Venezia è il mondo della cruda realtà quotidiana, Belmonte è il mondo del romanzo e dell’evasione dalla realtà. Anche per quanto riguarda lo stile, le scene di Venezia utilizzano prevalentemente il verso sciolto discorsivo o il linguaggio clownesco, mentre in quelle di Belmonte prevale un tono più elaborato e retorico, che spicca, ad esempio, nei discorsi dei corteggiatori di Porzia.[2]

Nel teatro inglese dell’epoca la commedia comprendeva tipicamente una trama principale e una secondaria; ma nel Mercante le due trame hanno lo stesso rilievo (si noti che Porzia, tra tutti i personaggi, ha la parte più lunga). Le due trame e i due luoghi a cui sono legate, dunque, si confrontano e si rispecchiano uno nell’altro; secondo Melchiori, “la concretezza dell’uno mette in risalto l’inconsistenza dell’altro, tanto da porre in dubbio i valori che entrambi rappresentano”.[3]

La vicenda è articolata in una parte introduttiva e in tre sequenze di due giornate ciascuna; in tutte è presente l’alternanza di luogo tra Venezia e Belmonte.[4] L’introduzione comprende le prime due scene del primo atto e contiene l’avvio delle due trame. La prima sequenza comprende la terza scena del primo atto e l’intero secondo atto, con la firma del contratto, il corteggiamento fallito del principe del Marocco, la fuga di Jessica, il corteggiamento fallito del principe d’Aragona. La seconda sequenza comprende il terzo atto, con il corteggiamento riuscito di Bassanio, la notizia della rovina di Antonio (sono dunque trascorsi i tre mesi previsti dal contratto di prestito), e la decisione di Porzia di intervenire al processo sotto travestimento. La terza sequenza comprende il quarto e quinto atto, con il processo (che conclude la trama del prestito) e il successivo ritrovarsi della maggior parte dei personaggi a Belmonte con la felice conclusione della trama amorosa.