giovedì, Ottobre 28, 2021
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Anticipazioni per i Grandi Sceneggiati TV con Giorgio Albertazzi del 16 settembre alle 15.45 su Rai 5: “Dr. Jekyll – 4° parte”

jekyll

Anticipazioni per i Grandi Sceneggiati TV con Giorgio Albertazzi del 16 settembre alle 15.45 su Rai 5: “Dr. Jekyll – 4° parte”

Jekyll sceneggiato RAI anni 60 Giorgio Albertazzi qui con FOTO e VIDEO

Per i Grandi Sceneggiati in TV in onda oggi giovedì 16 ottobre alle 15.45 su Rai 5 la quarta puntata de il “Dr Jekyll”.

Jekyll è una miniserie televisiva italiana in quattro puntate del 1969 scritta, diretta e interpretata da Giorgio Albertazzi. La sceneggiatura è liberamente tratta da Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson.

La miniserie è stata trasmessa dalla Rai dal 16 febbraio al 9 marzo 1969. La serie è stata distribuita in DVD da Fabbri Editori e da EleU Multimedia, su licenza Rai Trade.

Con la interpretazione di Giorgio Albertazzi nel ruolo de  dottor Henry Jekill/Mr. Hyde, Massimo Girotti nel ruolo di John Utterson, Bianca Toccafondi: nel ruolo di Paula Poole e Claudio Gora nel ruolo del professor Hastie Lanyon.

4° parte Dopo aver letto il racconto di Lanyon, Utterson, sconvolto, si accinge a leggere la lunga confessione che ha trovato a casa del dottor Jekyll, la quale svela con ogni dettaglio la doppia personalità dell’amico. Durante i suoi studi sulla psiche umana e le riflessioni morali sulla propria condotta, il dottor Henry Jekyll giunge ad una conclusione:[4]

«Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due.»

Passando non senza esitazioni dalla teoria alla pratica, Jekyll miscela varie sostanze ed ottiene una pozione dagli effetti straordinari che destruttura l’unità dell’essere umano e conferisce esistenza propria e distinta alle inclinazioni nascoste ma presenti nell’animo:[5]

«La droga infatti, di per se stessa, non agiva in un senso piuttosto che nell’altro, non era divina né diabolica di per sé; scuoté le porte che incarceravano le mie inclinazioni…»

Sperimentando la pozione su di sé, il dottor Jekyll subisce una trasformazione tale da far emergere la sua seconda natura, quella delle sue inclinazioni attratte dal male, soppiantando completamente la propria identità personale. Finché ne dura l’effetto, diventa un altro essere con diverso corpo e diversa psiche: Mister Edward Hyde (che in inglese suona come to hide, nascondere). Assumere una seconda volta la pozione nasconde di nuovo la natura malvagia e consente il restaurarsi dell’identità precedente. Le due identità, quindi, sono separate sia nell’aspetto fisico come nelle dinamiche psichiche. La prima identità resta il dottor Jekyll: alto, educato, di buoni principi morali e solidale con i suoi concittadini. La seconda identità, quella che era sempre rimasta nascosta e che perciò fino ad allora non aveva mai potuto crescere, era Mister Hyde: basso, più giovane, gobbo, con braccia corte, mani pelose e tozze, e con i propri istinti l’intelligenza e tutte le energie inclinati gioiosamente al male, alla propria soddisfazione sadica, egoistica, sfrenata, selvaggia e asociale.

La riflessione di Stevenson sulla natura umana, tuttavia, va oltre questa semplice scissione, dal momento che sia Jekyll sia Hyde hanno memoria dell’alter ego. Jekyll narra poi di come col tempo abbia perso il controllo della situazione, non riuscendo più a resistere alla tentazione di trasformarsi, tramite la pozione, in Mister Hyde, che si è fatto nel frattempo sempre più forte. Anche dopo essersi imposto di non farlo più, a seguito dell’omicidio di Carew, inizia a trasformarsi in Hyde senza bisogno della mistura, perché ormai la sua parte dominante è diventata questa. Jekyll è quindi costretto a bere sempre più frequentemente la pozione per riprendere il suo normale aspetto. Infine, la provvista del particolare sale che Jekyll usa per dare efficacia alla pozione inizia ad esaurirsi, ed egli ne ordina quindi altre partite, che però si rivelano inefficienti. Capisce allora che la sua provvista originale doveva essere contaminata e che fu proprio questa ignota impurità a conferirle la sua efficacia. Perduta ogni speranza, Jekyll scrive la sua confessione sotto l’effetto dell’ultima dose di pozione originale rimastagli, per poi tramutarsi definitivamente in Hyde.