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Anticipazioni per il Grande Teatro di Gigi Proietti “A me gli occhi, please” del 2 novembre alle 15.50 su Rai 5

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Anticipazioni per “A me gli occhi, please” del 2 novembre alle 15.50 su Rai 5: omaggio a Gigi Proietti

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Un Gigi Proietti leggendario

Nel giorno del primo anniversario della scomparsa di Gigi Proietti, Rai Cultura propone il leggendario show teatrale del grande attore “A me gli occhi, please”, in onda martedì 2 novembre alle 15.50 su Rai5. Articolato in due puntate con la regia di Roberto Lerici, registrato al Teatro Tenda di Roma e andato in onda in tv nel 1976, lo spettacolo presenta alcuni dei cavalli di battaglia del mattatore romano che si cimenta in imitazioni, improvvisazioni con maschere tradizionali e interpretazioni di personaggi della cultura popolare capitolina, stornelli, barzellette, monologhi istrionici, canzoni. Lo show, anche in virtù dei risvolti in parte drammatici presenti nella drammaturgia, è riconosciuto come una delle prove teatrali di Proietti più riuscite e uniche di sempre.

Gigi Proietti, all’anagrafe Luigi Proietti (Roma2 novembre 1940 – Roma2 novembre 2020), è stato un attorecomicodoppiatorecabarettistaconduttore televisivoscrittoreregistacantante e direttore artistico italiano.

Artista di formazione teatrale, campo nel quale ha mietuto notevole successo sin dagli inizi degli anni sessanta. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano; nel 1963 grazie a Giancarlo Cobelli esordì nel Can Can degli italiani,[1] per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino all’incontro con Carlo Molfese con il quale mise in scena A me gli occhi, please, nel 1976 al Teatro Tenda di piazza Mancini a Roma, esempio di teatro-grafia che segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, attraversando i più importanti teatri italiani. Lo spettacolo segnò un record di oltre 500 000 presenze al Teatro Tenda di Roma[2][3].

Affermatosi come attore teatrale, ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò fugacemente tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta: prese parte allo sceneggiato Il circolo Pickwick di Ugo Gregoretti, collaborazione che proseguì successivamente con esperienze televisive di minor rilevanza. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta fu inoltre protagonista di svariati spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieciFatti e fattacciFantastico e Io a modo mio. Verso la fine degli anni settanta ha anche aperto il Laboratorio di esercitazioni sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano.

Nonostante il sodalizio con il cinema non abbia spesso dato i frutti sperati, ha raggiunto la consacrazione cinematografica nel 1976 con Febbre da cavallo, nel ruolo dell’incallito scommettitore Mandrake, che con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio film di culto[4], che ha ripreso nel 2002, anno nel quale ha iniziato un forte sodalizio con i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina.

A partire dagli anni novanta, parallelamente al successo ottenuto in teatro, è stato protagonista di svariate serie televisive di successo, prima fra tutte la serie per la Rai Il maresciallo Rocca, iniziata nel 1996 e divenuta una delle serialità di maggior audience della televisione italiana, spianandogli inaspettatamente la strada verso una vera e propria seconda giovinezza.[5] Sempre per la Rai è stato anche San Filippo Neri nella miniserie Preferisco il Paradiso, il cardinale Romeo Colombo da Priverno in L’ultimo papa re, il misterioso generale Nicola Persico in Il signore della truffa, e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri in Una pallottola nel cuore.

Ha avuto anche esperienze come cantante, facendo parte del gruppo musicale Trio Melody, insieme a Stefano Palatresi e Peppino di Capri, oltre che come poeta e scrittore. Nel 2017, a vent’anni dall’ultima esperienza, è tornato in televisione come protagonista del programma Cavalli di battaglia, tratto dall’omonima tournée celebrante i suoi 50 anni di carriera. A me gli occhi please.