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Il film omaggio a Gigi Proietti in TV: “Febbre da cavallo”martedì 2 novembre 2021

Febbre da cavallo

Il film omaggio a Gigi Proietti in TV: “Febbre da cavallo” martedì 2 novembre 2021 alle 21:10 su RAI Movie

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Febbre da cavallo è un film del 1976 diretto da Steno. Interpretato da Gigi Proietti ed Enrico Montesano, con Francesco De RosaMario CarotenutoCatherine SpaakGigi BallistaEnnio Antonelli e Adolfo Celi,[1] la sceneggiatura venne ideata da Massimo Patrizi con la collaborazione di Alfredo Giannetti, e fu poi rimaneggiata in fase di pre-produzione. Considerato, con il passare degli anni, un film di culto della commedia italiana,[1][2][3] ha lanciato le carriere dei protagonisti Proietti e Montesano, oltre a essere ricordato per la sua particolare scalata al successo nel corso degli anni.[1]

I protagonisti principali sono tre amici con la passione per le scommesse ippiche costretti a inventare stratagemmi e raggiri di ogni genere per raggranellare il denaro necessario per sovvenzionare la loro costosa e fallimentare passione. La sfortuna e la loro atavica imperizia li portano a indebitarsi al punto da doversi inventare una grossa quanto assurda truffa per truccare una corsa.[1][2] Febbre del gioco, ossessione della scommessa e della fortuna si mescolano in una Roma un po’ scalcagnata e fumettistica, popolata da figure goliardiche che si alleano per non deprimersi.[4]

Dopo aver ottenuto tiepidi incassi nelle sale, all’epoca della sua uscita, i molteplici passaggi televisivi, in particolare sulle TV locali romane, lo hanno nel tempo rilanciato[2][3][5] fino a farne un’opera cult[1] per appassionati della commedia leggera all’italiana nonché per frequentatori più o meno assidui di sale scommesse e ippodromi, generando altresì gag e scene comiche rimaste nell’immaginario collettivo.[3]

Nel 2002 è stato girato un sequelFebbre da cavallo – La mandrakata, diretto da Carlo Vanzina e con Proietti e Montesano a riprendere i propri ruoli; nel 2010 il film è stato ripresentato alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.[6]

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Bruno Fioretti detto “Mandrake“, indossatore morto di fame, Armando Pellicci detto “Er Pomata”, disoccupato, ricco solo di grandi risorse truffaldine, e Felice Roversi, guardamacchine abusivo sono tre amici alle prese col vizio delle scommesse ippiche. I tre trascorrono gran parte del loro tempo cercando di mettere insieme i soldi per scommettere, solitamente all’ippodromo di Tor di Valle ma anche in altri ippodromi italiani.

Un giorno i tre si recano all’Ippodromo di Agnano per assistere alla corsa di Can Can, ma il loro cavallo viene battuto dall’indigeno Mambo. Ritornati mestamente a casa, Gabriella, la fidanzata di Mandrake, stanca delle continue mancanze del compagno — che oltre a sperperare denaro, quando perde ai cavalli, per una sorta di complesso di colpa, non riesce a fare l’amore — chiede consiglio a una cartomante, che, nemmeno a farlo apposta, la induce a giocare una Tris. I tre cavalli indicati dalle carte e dallo stesso Mandrake (Soldatino, King e D’Artagnan) sono tra i peggiori in circolazione; soprattutto Soldatino, il cavallo di proprietà dell’avvocato De Marchis, compagno di scommesse dei tre amici, che, non avendo soldi, è costretto a privarlo persino della biada, subendo inoltre le ire del driver Stelvio Mazza, in perenne attesa degli arretrati.L’avvocato De Marchis, Mandrake, Felice e Pomata alla sbarra

Il caso vuole che i tre brocchi siano presenti insieme proprio in una corsa a Cesena valevole come Tris. Mandrake sembra così deciso a seguire il consiglio della compagna, ma viene convinto da Pomata a puntare su un altro cavallo (Antonello da Messina, il superfavorito). Il pronostico della cartomante risulta però esatto: Soldatino, King e D’Artagnan vincono la corsa e l’esterrefatto Mandrake, per salvare la propria relazione con Gabriella, le mostra una giocata falsa riempiendola di vane promesse per l’avvenire. Furioso con Pomata per il suo pronostico errato, Mandrake comincia ad aspettarlo sotto casa, insieme a “Er Ventresca”, creditore che da tempo aspetta di riscuotere da Armando trecentomila lire, riuscendolo a trovare nel momento in cui questi ha allestito la camera ardente per la defunta nonna in casa sua. Gli ospiti sono accolti dalla sorella di Armando, Giuliana che per la sua tremenda alitosi è soprannominata Tornado il vento che uccide. La morte della nonna è, in realtà, una messinscena architettata da Pomata per sfuggire ai numerosi creditori, tra cui appunto Mandrake. Una volta calmate le acque, i tre si vedono costretti a ideare una “super-mandrakata” (così Mandrake definisce le sue geniali truffe) in combutta con Pomata, Felice, De Marchis e l’amica Mafalda.

Dato lo straordinario vigore trovato da Soldatino, che ha cominciato a vincere brillantemente tutte le corse in cui gareggia, i compari decidono che Mandrake si sostituisca, nell’imminente Gran Premio degli Assi di Tor di Valle, all’imbattibile Jean-Louis Rossini, driver dell’unica vera rivale del cavallo di De Marchis, Bernadette, per rallentarla e vincere puntando su Soldatino, la cui quota di scommessa è comunque ancora molto alta. In questo modo De Marchis ha anche l’opportunità di trionfare sull’eterno rivale il Conte Dallara, proprietario di Bernadette, che data l’ascesa di Soldatino ha deciso di puntare sulla vincita sicura, dato che Rossini non ha mai perso una corsa. La prima parte del piano riesce perfettamente, con Mandrake pronto per far di tutto per perdere, e Pomata che, travestitosi da commissario di polizia, rapisce Rossini facendogli credere di essere al centro di un complotto, portandolo in un casale fuori città, per farlo “tenere a bada” da Mafalda.

Poco prima della corsa, Stelvio Mazza, stufo dell’avvocato de Marchis che non si decide a pagargli gli arretrati, rifiuta di guidare Soldatino, e al suo posto si auto-candida Pomata, che è un ex driver con regolare patentino. La corsa parte e tutto sembra andare per il verso giusto finché Mandrake, preso dall’impeto della competizione e cercando di non rendere evidente la farsa, dimentica di dover perdere e conduce Bernadette sempre più vicina a Soldatino, che si trova in prima posizione; dopo un testa a testa tra Mandrake e Pomata, Bernadette riesce ad avere la meglio, venendo condotta alla vittoria da Mandrake, suscitando le ire degli amici e dell’avvocato.

Tutta la combriccola finisce in tribunale e qui Mandrake tenta di dissuadere il giudice con un estenuante filippica su “chi è” il giocatore di cavalli in senso lato, per poi terminare con la richiesta delle attenuanti per totale infermità mentale. In questo frangente, Gabriella rivela di aver giocato segretamente la Tris vincente, realizzando così i soldi della vincita, ma proprio quando la condanna sembra ormai scontata, si scopre che anche il giudice è uno scommettitore incallito. Al termine di un processo ormai sui generis tutti vengono assolti. Gabriella riesce finalmente a farsi sposare da Mandrake, che, col suo tacito consenso, fugge durante il viaggio di nozze per recarsi all’ippodromo di Cesena. Tutto torna come prima, con la novità che il giudice entra a far parte del gruppo di scommettitori.

Protagonisti

  • Bruno Fioretti detto Mandrake (per via delle sue «innate doti trasformistiche» e per il «sorriso magico») si definisce attore ma si arrangia facendo talvolta l’indossatore. Riesce a sbarcare il lunario principalmente facendosi mantenere da Gabriella (la sua fidanzata e proprietaria di un bar) che mal sopporta la sua passione per i cavalli.
  • Armando Pellicci detto er Pomata (per via dell’abbondante brillantina nei capelli) è un ex driver, ora disoccupato, che vive sulle spalle della sorella Giuliana e dell’anziana nonna. Fumatore accanito, Pomata è il “tecnico ippico” del gruppo: conosce infatti a memoria tutti i cavalli e fantini immaginabili e si definisce «computer equino», anche se questa peculiarità non lo aiuta a indovinare alcuna scommessa.
  • Felice: è un parcheggiatore con poca iniziativa che fa da spalla ai suoi due amici, Pomata e Mandrake; a causa delle continue scorribande dei tre protagonisti, finisce sempre per fare tardi al cambio di turno al lavoro, attirandosi così ogni volta le ire del suo collega sardo.
  • Gabriella: è la fidanzata di Mandrake e non sopporta il passatempo (e le perdite) del compagno; possiede un bar, che è la fonte primaria di “sostentamento” dello stesso Mandrake. Alla fine delle numerose vicende riuscirà finalmente a farsi sposare da Bruno, accettandone la passione per il gioco.
  • Giuliana: è la sorella di Pomata; lavora in banca ed è costretta a mantenere il fratello nullafacente e l’anziana nonna. Soprannominata Tornado, il vento che uccide a causa del suo terribile alito, nessun uomo riesce ad avvicinarsi a lei, condannandola così a rimanere zitella in eterno.
  • Mafalda: è un’amica di Mandrake, anche lei indossatrice anche se il suo vero mestiere è quello di prostituta. Sarà lei a trattenere l’imbattibile driver Jean-Louis Rossini durante la “mandrakata” finale al Gran Premio degli Assi.
  • Spartaco detto Er Ventresca è (insieme a Bellicapelli e Er Roscio) uno dei più assidui creditori di Pomata, visto che da ben cinque anni aspetta di riavere indietro trecentomila lire. Uomo corpulento e manesco, Ventresca, che ha ormai perso la pazienza, da un po’ di tempo staziona davanti al portone del palazzo dove abita Pomata per reclamare il proprio denaro o, quantomeno, togliersi la soddisfazione di picchiare il debitore; Pomata, per sfuggire alle sue grinfie, è costretto a inventarsi sempre nuovi stratagemmi per uscire e rientrare a casa senza subirne l’aggressione.
  • Otello Rinaldi detto Manzotin è un macellaio, nonché «il burino più infame di tutti i burini». Anche lui assiduo frequentatore degli ippodromi, è la vittima preferita delle piccole truffe di Mandrake, Pomata e Felice. Complice l’ingenuità di suo figlio, Manzotin diventa il protagonista di una storica “mandrakata”.
  • L’avvocato De Marchis: in realtà non un vero avvocato, è anche lui (come Mandrake, Pomata e Felice) un appassionato di cavalli; sposato, riesce a frequentare le tribune vip degli ippodromi grazie al fatto di possedere una piccola scuderia per la quale corre un solo cavallo, Soldatino, i cui continui insuccessi lo hanno portato ad accumulare una serie infinita di debiti.
  • Il conte Dallara: è l’antagonista dell’avvocato De Marchis: è infatti il proprietario dell’omonima e quotata scuderia per la quale corre Bernadette, cavalla che, al contrario di Soldatino, è sempre vincente.
  • Jean-Louis Rossini: è l’imbattibile driver italo-francese che il Conte Dallara, preoccupato dai recenti exploit di Soldatino, ingaggia per guidare la sua Bernadette nel Gran Premio degli Assi. Il grande guidatore è poi a sua volta vittima della “mandrakata” organizzata da Mandrake, Pomata, Felice e dall’avvocato De Marchis ai danni di Bernadette al Gran Premio: Jean-Louis viene prelevato da Pomata che, spacciandosi per un commissario di Polizia incaricato di proteggerlo da sedicenti rapitori, lo conduce in un alberghetto di periferia dove viene “tenuto a bada” da Mafalda, allo scopo di impedirne la partecipazione al Gran Premio degli Assi.
  • Il giudice: è chiamato a decidere riguardo alla colpevolezza di Mandrake, Pomata, Felice, Mafalda e dell’avvocato De Marchis al processo per la tentata truffa al Gran Premio degli Assi, ma in realtà è lui stesso un appassionato di cavalli e scommettitore che da trent’anni frequenta gli ippodromi.

Regia di Steno

Con: Gigi Proietti, Enrico Montesano, con Francesco De RosaMario CarotenutoCatherine SpaakGigi BallistaEnnio Antonelli e Adolfo Celi 

Fonte: WIKIPEDIA