martedì, Novembre 30, 2021
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Sangue e vetro rotto sul lungomare sangiorgese: una denuncia

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Sangue e vetro rotto sul lungomare sangiorgese: una denuncia

Nella notte dello scorso fine settimana, al personale della Polizia di Stato impegnato nei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore di Fermo per il contrasto alla commissione di reati, per la sicurezza dei cittadini e per intervenire tempestivamente su ogni possibile episodio di violenza commesso da giovani che da tempo si incontrano e talvolta si scontrano sul litorale sangiorgese, sono pervenute segnalazioni di una lite molto animata o, addirittura, di una rissa in corso nei pressi del lungomare centro.

Giunti sul posto, gli operatori hanno individuato, nell’area indicata, tre giovani i quali, alla vista delle pattuglie in servizio, hanno provato ad allontanarsi ma sono stati fermati ed identificati.

Uno di loro, in particolare, indossava un giubbino che presentava alcuni strappi e tracce ematiche causate, come dichiarato dai ragazzi, da un loro coetaneo che, molto “brillo”, era caduto per terra battendo la testa sul marciapiede e contro una fioriera ferendosi la mano con i cocci di vetro di un bicchiere o di una bottiglia che teneva in mano. Il ragazzo ferito si era poi allontanato.

Al quarto giovane, richiamato sul posto, venivano prestate le cure necessarie dal personale sanitario del 118 fatto giungere dai poliziotti e successivamente trasportato presso l’ospedale Murri dal quale è stato dimesso poche ore dopo.

Immediati sono partiti gli accertamenti della Squadra Mobile per ricostruire l’episodio sia per quanto riguarda il sangue rilevato sul marciapiede sia per il danneggiamento del vetro di una porta segnalato alcune ore dopo dai residenti in via Nazario Sauro con evidenti tracce ematiche sia sui resti della vetrata sia nell’area adiacente la stessa.

Gli investigatori hanno raccolto le testimonianze dei giovani fermati e di altre persone che avevano assistito a parte degli eventi, ricomponendo le tessere del puzzle degli accadimenti e riconducendo la vicenda ad un canone più “normale” di ubriachezza e non di risse o aggressioni.

È la notte di un giovane che ha ecceduto con l’assunzione di alcool e che nel suo barcollare ed instabilità psico-fisica causata dall’ebbrezza si è provocato le lesioni alla testa ed alla mano infrangendo il vetro della porta, perché, come noto, gli effetti dell’alcool compromettono l’equilibrio fisico e quello mentale.

Un incerto passo falso ed il ragazzo “inciampa”, cadendovi sopra, sul cane di un ragazzo che staziona sul lungomare il quale, vedendo che l’animale si lamentava, ha ammonito il giovane brillo che le eventuali spese del veterinario sarebbero state a suo carico.

Ma il rimprovero ha prodotto l’effetto di aumentare la circolazione del sangue e l’effetto del gin ingurgitato ed il ragazzo si è allontanato per poi tornare, poco dopo, con la mano sanguinante per numerosi tagli che gli amici avevano pensato fossero stati causati dai vetri della bottiglia del superalcolico.

Al suo ritorno, altra “scaramuccia”, tra i fumi dell’alcool, questa volta con gli amici di sempre, al giubbino di uno dei quali il giovane si è aggrappato per non cadere a terra, provocando alcuni strappi e macchiandolo di sangue per poi crollare sul selciato ferendosi, sullo spigolo del marciapiede, alla testa e nei pressi dell’occhio.

Tempi, condizioni fisiche, modalità, situazioni, lesioni, danneggiamento sono gli elementi che gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricondotto ad unità come la trama di un tessuto; indizi divenuti prove grazie alle testimonianze raccolte e analizzate.

Insomma, una indagine tempestiva prima che gli indizi si disperdessero o venissero volontariamente compromessi, che ha ridotto la gravità dell’evento che qualcuno aveva segnalato come rissa, divenuta poi lite e terminata come comportamento pericoloso per sé e per gli altri causato dallo stato di ebbrezza.

Resta l’importanza delle immediate segnalazioni, da parte dei cittadini, di tali avvenimenti al 112 per consentire l’intervento più celere possibile, evitare che la situazione degeneri o si aggravi e cristallizzare ogni elemento utile per lo sviluppo delle indagini della Squadra Mobile e consentirne l’esito positivo, come in questo caso.

Nei confronti del quarto ragazzo, di Monte Urano, è stata depositata alla Procura della Repubblica la denuncia per il danneggiamento aggravato della porta a vetri.

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