lunedì, Luglio 4, 2022
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Con caos Superbonus e caro materie-energia opere a rischio

Con caos Superbonus

Con caos Superbonus e caro materie-energia opere a rischio

Roma – Il mix tra le difficoltà nell’attuazione del Superbonus e rincaro di energia e materiali rischia di pregiudicare la realizzazione di tante opere. Il vicepresidente dell’ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Massimo Cerri, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire ha spiegato che “ci troviamo in una situazione paradossale. Perché l’aumento del costo dei materie prime e il caro energia hanno comportato, da una parte, il fatto che non si riescono più a trovare i materiali in commercio e, dall’altra, uno squilibrio in termini di caratterizzazione economica tra il valore dell’investimento, inquadrato nell’ambito del Superbonus, e il reale costo che è cambiato in questi mesi”.

Pertanto “la grande difficoltà del professionista è trovarsi ad avere lavorato con parametri di riferimento instabili e poi, a fronte del lavoro svolto, viviamo una condizione di difficoltà creata allo stesso utente finale”. Insomma “essendo saltato l’equilibrio tra le opportunità fiscali riconosciute col Superbonus e il reale costo delle materie prime- ha aggiunto Cerri- è in fortissima crisi la possibilità di realizzare le opere”.Da questo punto di vista “il caro energia e materiali stanno comportando grosse difficoltà sotto il profilo dell’approvvigionamento dei materiali e dei costi produttivi legati al caro energia. Tutto ciò, associato ai prezzi lievitati, mette in crisi l’economia in generale e non solo il settore delle costruzioni- ha concluso Cerri- Perché questo riverbero lo abbiamo anche negli ambiti industriali. Immaginiamo quale impatto violento questa situazione potrà avere sul Pnrr, su cui tutti stiamo scommettendo ma che rischia di trovarsi in grande difficoltà”.  

Superbonus: serve chiarezza sulle norme e scontare ora credito iva  Chiarezza sulla normativa legata al Superbonus e “scontare” subito i crediti d’imposta. Sono le richieste dell’ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, attraverso il vicepresidente Massimo Cerri, intervistato dall’agenzia Dire. “Chiediamo chiarezza. Abbiamo compreso che le norme hanno lasciato spazio a frodi e tematiche di non regolare attuazione dello strumento normativo ma chiediamo che questo ripensamento avvenga una volta per tutte: regole chiare sulle modalità da attuare”.Poi, sull’Iva: “L’abbiamo appena pagata ma il recupero di quei crediti ci sarà consentito solo tra un anno, se riusciremo ad arrivarci. Perché oggi siamo al rischio di vivere situazioni di fallimento sia nell’ambito degli studi professionali e delle società di ingegneria ma anche tra gli operatori del settore”.Dunque “se avessimo la possibilità intanto di recuperare immediatamente, attraverso una compensazione all’anno in corso sul lavoro svolto, e quindi scontare ora quel credito rispetto a un’ipotesi futura- ha concluso Cerri- questo sarebbe di grande aiuto per noi professionisti”. 

Ok sistema antifrodi ma ora impossibile monetizzare crediti“In stallo sia i professionisti che tutte imprese settore edilizio” “Siamo stati favorevoli al Superbonus per dare un nuovo impulso al settore delle costruzioni. Ma a fronte di una prima fase di enfasi, in cui ci siamo trovati a investire molte risorse per fronteggiare le tante richieste, ora stiamo vivendo una grandissima difficoltà dovuta all’introduzione del decreto Antifrodi”. E’ il grido di allarme lanciato nel corso di un’intervista all’agenzia Dire da parte del vicepresidente dell’ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Massimo Cerri.”Se da una parte è assolutamente necessario che lo Stato faccia in modo che le iniziative vengano condotte nel massimo rispetto delle norme, dall’altro questo ha comportato un blocco totale di questo sistema e sta mettendo in gravissima difficoltà noi professionisti e tutte le imprese del settore dellecostruzioni- ha spiegato- Una difficoltà dovuta a un fondo di incertezza di carattere normativo legato alla gestione del crediti fiscali che si maturano attraverso l’applicazione di questa modalità”.Gli ingegneri vivono “il paradosso per cui il 16 maggio scorso abbiamo versato l’Iva sulle attività già svolte ma a fronte delle quali abbiamo nel nostro cassetto fiscale crediti che non riusciamo a monetizzare in nessun modo- ha proseguito Cerri- Perché gli istituti finanziari e le banche sono in una condizione di immobilismo, a seguito dell’introduzione di nuove norme che hanno reso problematico quel meccanismo che inizialmente sembrava essere un sistema automatico e che avrebbe dovuto favorire la circolarità e la monetizzazione dei crediti”.Tutto questo sta determinando “una fase di stallo- ha concluso Cerri- che riguarda sia noi professionisti sia le imprese del settore edilizio che rappresentano un quarto della nostra economia”.

Fonte “Agenzia Dire”

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