lunedì, Luglio 4, 2022
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Brancati in TV dell’11 giugno alle 16 su Rai 5: “La governante”

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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Vitaliano Brancati dell’11 giugno alle 16 su Rai 5: “La governante”

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Per il Grande Teatro in TV di Vitaliano Brancati in onda oggi sabato 11 giugno alle 16 su Rai 5 il dramma “La governante” nella versione andata in onda nell’ottobre 1978 sulla Rai con la regia di Giorgio Albertazzi e la sua stessa interpretazione insieme ad Anna Proclemer, Lydia Mancinellì, Gabriele Antonini, Elisabetta Pozzi;, Nunzia Greco, Gianrico Tedeschi e Umberto Spadaro.

Caterina Leher è la governante francese della famiglia Platania, borghesi siciliani trapiantati a Roma. La donna è considerata un modello di integrità in quanto calvinista, ma nasconde il segreto della propria omosessualità.

Per esorcizzare la passione che prova verso la cameriera Jana, accusa la giovinetta di avere lei delle mire nei suoi confronti, causandone il licenziamento.

Dopo la morte della ragazza in un incidente, Caterina soccomberà al rimorso, venuto a sommarsi al conflitto interiore con il proprio “peccato”.

Vitaliano Brancati (Pachino24 luglio 1907 – Torino25 settembre 1954) è stato uno scrittoresceneggiatoredrammaturgo e saggista italiano.

Nato a Pachino, in provincia di Siracusa, il 24 luglio 1907 da una famiglia non aliena da interessi letterari – sia il nonno che il padre erano stati autori di novelle e di poesie – compì gli studi inferiori a Modica dove visse dal 1910 al 1919 e quelli superiori a Catania dove si trasferì con la famiglia nel 1920. Nella città etnea frequentò la facoltà di Lettere presso la locale università, laureandosi nel 1929 con una tesi su Federico De Roberto; successivamente insegnò per diversi anni a Caltanissetta nell’Istituto Magistrale, frequentato in quegli anni da Leonardo Sciascia che però non fu suo alunno.

Successivamente si trasferì a Roma dove, oltre a insegnare, inizia l’attività di giornalista, dapprima per il quotidiano Il Tevere e, in seguito, dal 1933 in poi, per il settimanale letterario Quadrivio. La sua formazione giovanile viene segnata da un’ideologia irrazionalista che entra in crisi quando da Catania si trasferisce a Roma dove ha modo di frequentare intellettuali crociani e democratici che gli aprono un orizzonte culturale europeo.