giovedì, Luglio 7, 2022
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Carlo Terron in TV del 18 giugno alle 15.45 su Rai 5: “Giuditta”

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Carlo Terron in TV del 18 giugno alle 15.45 su Rai 5: “Giuditta”

Per il Grande Teatro in TV oggi pomeriggio 18 giugno alle 15.45 va in onda su Rai5 il dramma “Giuditta” scritta nel 1949 da Carlo Terron proposto nella versione trasmessa sulla Rai nell’ottobre 1978 con la regia di Davide Montemurri e la interpretazione di Emilio Bonucci, Osvaldo Ruggeri, G. Mauri, Magda Mercatali, David Villon e Luciano Casasole.

La vicenda biblica di Giuditta e Oloferne è trasposta nel clima convulso della seconda guerra mondiale: ambientato in un paese europeo sotto il giogo dell’occupazione nazista, il dramma, composto nel 1949, racconta la vicenda di Giuditta, giovane sorella di partigiani, costretta ad ospitare un generale tedesco.

Carlo Terron (pron. Terrón; Verona11 aprile 1910 – Milano16 luglio 1991) è stato un drammaturgogiornalistatraduttore e psichiatra italiano.

Carlo Terron nacque a Verona l’11 aprile del 1910, primogenito di Antonio Terron, commerciante, e Pia Perina; la sorella minore, Maria Teresa, visse con lui per tutta la vita. Si diplomò al liceo scientifico negli anni in cui iniziò la collaborazione con l’Arena di Verona, vincendo i Littoriali della Gioventù con due saggi sul melodramma.

Nel 1933 si laureò in Medicina a Padova[1] con la specializzazione in malattie del sistema nervoso e divenne presto primario dell’Ospedale Psichiatrico di Verona. Durante il periodo bellico, venne arruolato come ufficiale medico; partecipò alla guerra in Albania dove creò il reparto psichiatrico dell’ospedale di Tirana. Catturato dai tedeschi nel 1942, riuscì a fuggire durante il viaggio verso la Germania rientrando poi a Verona, dove trovò alloggio nei locali adibiti ai medici dell’ospedale psichiatrico, avendo una bomba distrutto la sua abitazione[2].

Finita la guerra, nel 1945 si trasferì a Milano e divenne questo, un periodo di produzione molto intensa, pur riuscendo a mantenere la sua professione di medico lavorando alla mutua di Piazza Firenze, e diventando redattore del Corriere della Sera e collaboratore al mensile La Lettura.

Nel 1949 vinse il Premio Riccione con la commedia Giuditta e questo lo rese noto nel mondo teatrale, tanto da poter iniziare la collaborazione con diverse testate giornalistiche. Nel 1952, su invito di Sergio Pugliese, partecipò al progetto per la creazione della neonata Rai, compiendo vari viaggi all’estero, dove i canali televisivi avevano già alcuni anni di esperienza, diventando poi nel 1954 direttore del settore prosa e musica. Nel 1960 vinse il premio IDI, con il dramma Lavinia tra i dannati[3], commedia che vide tra i protagonisti Anna Proclemer. Tra i suoi lavori, Baciami, Alfredo, recitato da Valeria Valeri e Alberto Lupo nel 1969, è sicuramente uno dei più conosciuti dal grande pubblico. La sua collaborazione con il quotidiano La Notte, iniziata nel 1955, proseguirà fino al 1977.

L’originalità e la quantità delle sue opere rivelano un autore di grande sottigliezza intellettuale[4] e di forte tensione morale, sapendo raccontare con i suoi personaggi un paese in trasformazione. Nel 1997 la Fondazione Teatro Carlo Terron, in collaborazione con la rivista Sipario, ha istituito il Premio Carlo Terron dedicato al teatro amatoriale[5].

I suoi resti sono tumulati a Milano, al cimitero di Chiaravalle[6].