sabato, Ottobre 1, 2022
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Sperimentale Teatro A a Pieve Torina con lo spettacolo “È fresca ss’acqua, donne?”

PIEVE TORINA – Grande attesa per il Festival Marche Storie – Racconti e Tradizioni dai borghi in festa, che avrà luogo a Pieve Torina il 18 settembre, con un programma ricco, tra cui lo spettacolo che avrà come protagonisti, gli attori dello Sperimentale Teatro A (STA), “È fresca ss’acqua, donne?” Viaggio dentro Storia e Leggenda lungo il Percorso delle Acque.

L’evento inizialmente previsto per le giornate del 16, 17 e 18 settembre è stato “condensato” e spostato nella sola giornata di domenica 18 settembre per via dei recenti eventi atmosferici che hanno spinto la Regione Marche a proclamare due giornate di lutto regionale in cui saranno sospesi tutti gli eventi di spettacolo.

Domenica quindi l’appuntamento è previsto per le ore 16:00 presso il Ponte Romano di Pieve Torina, da dove avrà luogo lo spettacolo itinerante che procederà fino alla vicina frazione di Fiume: Un Viandante s’incammina lungo il Sentiero delle Acque, ai margini di Pieve Torina, che s’interna nella Valle dell’Angelo fino all’antico Mulino ad acqua di Fiume, attratto dalla nascosta bellezza dei luoghi.

Un percorso segnato da enigmatici incontri di conoscenza: figure di diversa suggestione e natura, artigiani di un tempo oppure persone comuni appartenenti all’insediamento della sommersa civiltà Picena, o forse divinità del bosco, misteriose forme delle acque, perfino il Diavolo, bianco antagonista dell’Arcangelo, nonché strani personaggi in abiti antichi, colti in un momento della loro vita reale, una vita che presto si comprende appartenere a un altro tempo della storia dei luoghi.

Tutti gli rivelano qualcosa, saggezze storiche, segreti e buffe dicerie, leggende e miti, perfino primitive ricette di cucina, rivelazioni che finiscono per apparire quasi iniziatiche.

Coloro che lo seguono sul cammino, condividendo attraverso le Acque il percorso della Memoria, divengono a poco a poco essi stessi “Il Viandante”, viaggiatori dentro la Natura e la Storia e con esse dentro la Conoscenza e i Saperi.

Sulla piazza di Fiume ad attendere i Viandanti si trova La Vecchia, depositaria di Saperi arcaici e Memoria, che trasmette alle giovani generazioni, ancora oralmente, i Segreti della Montagna, i Misteri celati nelle Leggende.

Tra questi il mistero delle Sacre Acque legate alla grotta dell’Arcangelo Michele, cui è dedicato il tempio dell’Eremo di Sant’Angelo in Prefolio, o Eremo dei Santi, che sovrasta la vallata e la stessa Pieve Torina, la presenza di molte grotte, gli ingoiatoi, il “pozzo senza fondo”.

Determinante la metafora costituita dalla scena centrale dello spettacolo, fondata sulla Simultaneità di Tempi e Spazi Paralleli della medesima realtà: quella del Bosco – quella del Paese.

Entrambe le realtà sono vere. Nessuna è immaginaria, esistono simultaneamente in ognuno dei due spazi: è questa la Magia del Luogo, il Segreto della Vecchia e/o della Montagna.

Espressione di antiche Sapienze custodite nel mistero, solo parzialmente rivelate.

Enigmatica figurazione di un territorio carico di conoscenze e di bellezza.

Ancora da scoprire nel profondo.

Prelude inoltre alla prossima dilatazione dello spazio della rappresentazione verso un “Altrove”.

Il passaggio per i luoghi di un Cantore girovago e dei suoi Musici (Gruppo musicale storico “La Macina”), nel creare una suggestione antica della festa, apporta un contributo di cultura popolare orale con canti recuperati, nella sua ultracinquantennale ricerca sul campo, dall’etnomusicologo Gastone Pietrucci, il Cantore, aprendo su un paesaggio musicale e testuale di arcaiche risonanze che allarga l’orizzonte dello spettacolo a un vasto completo panorama.

La sosta conclusiva è presso il duecentesco Mulino ad acqua di Fiume, ove, dopo una visione miracolosa, si leva un antico, rarissimo Canto di Lavandaia (ritrovato da Maria Novella Gobbi che ne è anche l’interprete), una inusitata Annunciazione di cultura popolare orale ove l’acqua per lavare i panni diviene l’acqua della nascita poi quella della morte.

Da qui brevi storie scandite da divertenti detti proverbiali, dall’acqua conducono al pane, concludendo l’ancestrale “rito” dell’Acqua che alimenta la Vita, verso la consapevolezza che nelle nostre radici risiede il fondamento di ogni vero grande progresso dell’Umanità.

Significativamente, i Personaggi “Ragazzini” offrono tocchi di pane fresco ai Viandanti che hanno partecipato all’evento.

Lo spettacolo, incentrato sul tema dell’acqua, è costruito sulle memorie raccolte, e scrupolosamente registrate, nella iniziale fase di ricerca condotta presso i più anziani del luogo: storie e leggende, accadimenti di vita, canti, filastrocche e proverbi, culture del cibo e dei sapori.

Quelli trascritti in parte a fondamento della drammaturgia.

Elisa Cinquepalmi

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