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Anticipazioni per il Grande Teatro di Bulgakov in TV dell’11 novembre alle 15.45 su Rai 5: “Uova fatali – Parte 2”

uova fatali

Anticipazioni per il Grande Teatro di Michail Afanas’evič Bulgakov in TV dell’11 novembre alle 15.45 su Rai 5: “Uova fatali – Parte 2 – Per il Grande Teatro di Michail Afanas’evič Bulgakov in TV oggi 11 novembre alle 15.45 va in onda su Rai 5 la prima parte del dramma “Uova fatali” nella versione diretta da Ugo Gregoretti ed andata in onda sulla Rai nel febbraio e marzo 1977 con ‘interpretazione di Gastone Moschin.

Sceneggiato tratto da un racconto del 1924 di Michail Bulgakov e ambientato in un fantascientifico 1928, che narra le avventure dello scienziato Vladimir Pérsikov, professore di zoologia presso la IV Università Statale e direttore dell’Istituti Zootecnico di Mosca, alle prese con un singolare virus.

Uova fatali è uno sceneggiato televisivo in due puntate prodotto e trasmesso dalla RAI nel 1977, diretto da Ugo Gregoretti e ispirato all’omonimo romanzo fantastico di Michail Afanas’evič Bulgakov.

Nella storia dello sviluppo tecnico della televisione italiana (all’epoca dominata dalla RAI, essendo ancora insignificante il contributo delle neonate stazioni TV locali, ed ancora di là da venire il duopolio con Mediaset), lo sceneggiato si distinse per aver pionieristicamente fatto ampio uso della ripresa in chroma key. Nell’occasione vennero usate come sfondo anche immagini tratte da L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov.

Alle due puntate fece seguito, in data 8 marzo 1977, un documentario intitolato I segreti delle «Uova fatali» ovvero I trucchi, le fatiche e i retroscena di una produzione televisiva nello Studio 1 di Torino, in cui il regista Gregoretti descrive le tecniche di ripresa e gli effetti speciali utilizzati[1].

Lo sceneggiato è stato pubblicato su DVD nel 2009[2] ed è stato successivamente ritrasmesso da Rai Storia[3].

Il professor Persikov, direttore dell’istituto di zoologia di Mosca negli anni venti, riesce a mettere a punto un potente raggio in grado di accelerare vertiginosamente la riproduzione delle cellule animali, provocando in tal modo la “resurrezione” involontaria di mostruosi rettili, che causeranno uno sconvolgimento nel rigido ordine della società sovietica dell’epoca.

Alla voce del regista, fuori campo, erano affidati il commento e la lettura di brani originali tratti dall’opera di Bulgakov.

Uova fatali (in russo: Роковые яйца?traslitteratoRokovye jajca, pronuncia [rəkɐˈvɨjə ˈjajtsə]) è un romanzo breve scritto da Michail Afanas’evič Bulgakov nel 1925.

Trama

Cap. 7

Tutte le galline dell’URSS sono morte e Aleksandr Semënovič Rokk, direttore del sovchoz “Raggio Rosso”, si reca da Persikov con un documento ufficiale perché vuole gli apparecchi per far rinascere le galline dalle uova. Ne porta via tre, nonostante le preoccupate proteste del professore. È un uomo con gambe corte, piedi piatti, occhi piccoli, abbigliamento antiquato, che prima della rivoluzione era un flautista estraneo alla politica.

Capp. 8–9

Koncovka, nel governatorato di Smolensk, nel sovchoz di Rokk arrivano tre casse di uova, grandi e sporche, che vengono messe sotto il raggio degli apparecchi. Subito si diffonde una strana inquietudine percepita dai cani, dagli uccelli e dalle rane del circondario e quando si aprono le uova sono spariti i pulcini. Rokk va allo stagno per un bagno e nell’erba gli compare davanti un enorme rettile di 10 metri. Quando si avvicina la moglie, il serpente subito la sbrana mentre Rokk riesce a fuggire. Terrorizzato si reca dalla polizia per denunciare il fatto: due agenti armati si recano al sovchoz e non trovano anima viva; solo la serra pullula di enormi serpenti che li attaccano e li sbranano.

Capp. 10–12

Quando a Persikov vengono consegnate delle uova di gallina, invece di quelle di struzzo e di anaconda che aveva chiesto, tutto risulta chiaro, ma ormai è troppo tardi. Dal governatorato di Smolensk la popolazione in preda al panico fugge verso Mosca, dove viene dichiarato lo stato di guerra. L’esercito affronta col gas le bestie che si riproducono velocemente e bombarda le enormi uova, ma non riesce a fermare l’assalto. La folla inferocita assale e distrugge l’Istituto di zoologia e uccide Pankrat, Persikov e Mar’ja Stepanovna. Solo un’ondata di gelo inaudito, -18° nella notte fra il 19 e il 20 agosto 1928, riesce a fermare i rettili che stanno circondando Mosca. Sul terreno resta un putrido marciume che provoca epidemie. L’Istituto viene ricostruito nel ’29 e il nuovo direttore è Ivanov, il quale tenta invano di ottenere il raggio rosso.

Foto interna ed esterna: https://www.youtube.com/watch?v=XoEkNZQzTmY