giovedì, Dicembre 1, 2022
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Eremo di Santa Maria di Pietrabona, fiore all’occhiello di Castel di Ieri

L’affresco della Madonna di Pietrabona a Castel di Ieri, definito “di passaggio” con elementi sia pagani che cristiani.

L’AQUILA – Tornando sulle tracce degli antichi riti e culti ancestrali che persistono nell’Abruzzo contemporaneo, ho recentemente visitato uno dei luoghi dove a tutt’oggi si celebra ancora una antica processione che affonda le sue origini nel culto italico – romano della Dea Bona: Castel di Ieri in Provincia di L’Aquila nel Parco Regionale del Sirente Velino. 

Sulla continuità dei culti e riti nei millenni che configurano la Nazione Antropologica Italica si veda il mio speciale su Agenzia Stampa Italia e per maggiori approfondimenti il mio libro “C.Vignali, Tracce di Riti e Culti Ancestrali nell’Abruzzo Contemporaneo, YouCanPrint, 2022“.

Nel territorio di Castel di Ieri, Comune della Provincia di L’Aquila ai piedi della montagna sacra del Sirente, lungo il tracciato dell’antica strada consolare romana Claudia – Valeria che in quel punto segue il Tratturo Celano – Foggia e il corso del Rio Oscuro, c’è un luogo fisico nel quale ci sono ancora le tracce di questo ancestrale culto dedicato alla Dea Bona, ossia l’Eremo di Santa Maria di Pietrabona, un toponimo dal nome eloquente, un luogo mistico dove la natura abbraccia la vera essenza del divino, fra il materiale e lo spirituale, il mondo dei vivi e quello delle anime, nel quale ogni pietra, ogni più piccolo particolare non è stato lasciato al caso.

L’Eremo di Santa Maria di Pietrabona,  costruito sui resti di una area sacra dedicata a Bona Dea (V secolo a.e.c.), si trova su un terrazzo roccioso a circa 700 m Slm di altezza, fra il Vallone di Rio Oscuro e una ripida parete rocciosa, raggiungibile attraverso un sentiero che passa per il   bosco sacro dell’omonimo vallone di Rio Oscuro.

La struttura rupestre, accessibile tramite un’ampia scalinata, antica dimora di eremiti non più abitata dalla Seconda Guerra Mondiale, realizzata con pietre sulle quali sono incisi sconosciuti simboli religiosi, ha una parte più antica che include l’area sacra, e una più moderna compresa di alloggi, sacrestia, cripta e l’orto degli eremiti che però è inagibile.

Ara della Dea Bona da cui deriva il toponimo “Pietrabona”

– Ma chi era la Dea Bona? Quali caratteristiche ha il suo culto? 

Il culto della Dea Bona, signora dal nome impronunciabile, divinità delle erbe, della fertilità e della guarigione, era misterico con riti tassativamente proibiti agli uomini e riservati in forma privata solo alle sue sacerdotesse e più in generale a tutte le donne. La Dea Bona era una delle Gran Madri Italiche, il cui culto si rifà alla antica cultura del “Matriarcato“.

– Ma quali sono le tracce sia materiali che rituali della sopravvivenza dell’antico culto di Bona Dea a Castel di Ieri? 

1) La presenza dell’antichissimo altare dedicato alla Gran Madre Bona collocato in alto a destra sguardo all’ingresso delle chiesetta, vicino a una apertura dalla quale si scorge l’ossario. Toccando in preghiera l’altare il fedele poteva fare il rito magico – religioso della “Strofinazione”. A lato dell’altare nella roccia c’è un locale chiuso da una porticina, probabilmente il luogo dove si andava in meditazione e preghiera o si passava la notte in attesa di un segno / sogno della divinità, compiendo il rito dell’ “Incubazione”. 

2) La presenza di un pozzo sacro dove si attinge acqua santa considerata miracolosa con  cui bagnarsi e compiere il rito magico – religioso dell’ “Abluzione”. 

3) La sincretica presenza all’interno della Chiesetta di Santa Maria di Pietrabona di un affresco sacro della Madonna definito “di passaggio” perché con elementi sia pagani che cristiani, verosimilmente opera di un eremita. Qui, la Madonna di Pietrabona (protettrice dei lattanti, dei bambini malati e delle partorienti) è raffigurata con un bimbo in braccio e uno in pancia, simbolo di fertilità che richiama le Gran Madri della Prisca Religio trasformate nel Medioevo nella figura della Madonna per convertire le  popolazioni locali (Sulle Gran Madri Italiche vedi anche il mio articolo su “Saturnia Tellus“). A questi elementi pagani si affiancano elementi cristiani come “Dio Padre onnipotente”, gli angeli e ai lati San Domenico e San Francesco. 

4) Il toponimo Santa Maria di “Pietrabona” che richiama la presenza dell’altare – ara – pietra consacrata alla Dea Bona.

5) La Processione del Martedi di Pasqua quando  la statua della Madonna dalla chiesa madre del paese viene portata in processione fino all’eremo, dove viene celebrata una messa in suo onore. Successivamente, dopo aver pranzato nei pressi dell’Eremo di Santa Maria di Pietrabona, gli abitanti di Castel di Ieri ritornano in corteo alla Chiesa Madre del paese dove viene riposizionata la statua. Il rito antichissimo, ha il fine di garantirsi il favore  per i raccolti della Primavera.  

– Come può avvenire il miracolo di Bona Dea nell’Eremo di Castel di Ieri?

Dunque, nell’Eremo di Santa Maria di Pietrabona, il miracolo di Bona Dea, successivamente cristianizzata in Santa Maria di Pietrabona, può  avvenire tramite tutti e tre i riti oggetto del mio studio: per “Strofinazione”, per “Incubazione”, per “Abluzione”.

La nuova amministrazione comunale di Castel di Ieri del Sindaco Fernando Fabrizio, in virtù del lavoro dell’Assessore al ramo Michela Fabrizi sta cercando di valorizzare a pieno ai fini turistico – esperenziali il sito dell’Eremo di Santa Maria di Pietrabona che insieme al Tempio Italico rappresentano le due punte diw diamante del patrimonio storico e artistico di Castel di Ieri.

L’Assessore di Castel di Ieri Michela Fabrizi

A tal proposito, abbiamo intervistato l’Assessore Michela Fabrizi alla quale abbiamo posto alcune domande:

 – Ci parli in breve delle origini di questo posto, Santa Maria di Pietrabona…..

“Le prime tracce scritte dell’Eremo di Santa Maria di Pietrabona di Castel di Ieri sono nella Bolla papale di Licio VI del 1183, mentre dagli studi fatti si è visto che la parte più antica risalirebbe al V secolo prima di Cristo” ha detto Michela Fabrizi.

 – Questo era un luogo sacro per le popolazioni dei Peligni Superequani? 

“Diciamo di si. Era un luogo sicuramente abitato dalle popolazioni locali agro – pastorali. Dobbiamo pensare che nelle vicinanze c’erano un fiume alimentato dal Fucino e dei villaggi agro – pastorali, era una zona fertile e produttiva lungo la strada consolare romana Claudia – Valeria che seguiva in questo punto il corso del Tratturo Celano – Foggia. Dunque, l’Eremo di Santa Maria di Pietrabona ha avuto varie funzioni in base all’evolversi della società” ha spiegato l’assessore del Comune di Castel di Ieri.

– Come volete utilizzare l’Eremo di Santa Maria di Pietrabona ai fini turistico – culturali?

“Stiamo raccogliendo fondi dal 2020 per eseguire lavori di manutenzione e restauro dell’affresco della Madonna. Stiamo lavorando alla valorizzazione dell’Eremo di Santa Maria di Pietrabona anche più del Tempio Italico. Il fine – ha continuato l’assessore Michela Fabrizi – è quello di creare un movimento turistico particolare e diverso dal Tempio o da qualsiasi altro sito archeologico, poiché riteniamo l’Eremo un canale straordinario di promozione territoriale. È un luogo molto spirituale, ma anche misterioso, pertanto sia con la Bona Dea, sia con l’orto dell’eremita che con la natura ricca e incontaminata, grazie alla nostra posizione all’interno del Parco Regionale Sirente – Velino, possiamo costruire intorno all’eremo offerte di itinerari variegati e molto interessanti, in linea con l’andamento delle tendenze turistiche di questo tempo” ha concluso l’assessore del Comune di Castel di Ieri Michela Fabrizi. 

L’Ossario di Santa Maria di Pietrabona dove ci sono i resti umani non solo degli eremiti ma anche dei pestilenti e dei malati in genere perché Bona è famosa per le sue doti curative.

Per maggiori informazioni sull’Eremo di Santa Maria di Pietrabona a Castel di Ieri si vedano i riferimenti online messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale:

Discover Castel di Ierihttps://discover-casteldiieri.it/

Pagina FB dell’Eremo di Santa Maria di Pietrabona: https://www.facebook.com/profile.php?id=100064042304101

Cristiano Vignali