venerdì, Dicembre 2, 2022
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La sentenza: “genitore” sui documenti della figlia minore al posto di padre e madre

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La sentenza: “genitore” sui documenti della figlia minore al posto di padre e madre – Una sentenza che sta facendo discutere e che di certo sarà a lungo oggetto di polemiche e di pareri contrastanti.

La vicenda riguarda una coppia di mamme. I giudici del tribunale civile di Roma (XVIII Sezione) hanno decretato che sul documento “dovrà comparire la dicitura neutra ‘genitore’”.  Un primo ricorso al Tar era stato spiccato contro il decreto del 31 gennaio del 2019 dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che imponeva sul documento la dicitura “padre” e “madre”, anziché quella di “genitore”. Poi le due donne si sono rivolte al tribunale ordinario.

Non è nostro intento sindacare sul fatto che due donne o due uomini possano crescere un minore. E’ assolutamente vero che genitore è chi cresce un figlio, non solo ed esclusivamente chi lo genera. Di certo però, e questo lo dice la natura, per far nascere un bambino sono necessarie una componente femminile ed una maschile: da qui le parole mamma e papà. Lungi da noi l’idea di voler mettere in dubbio il diritto di coppie dello stesso sesso che con amore vogliono crescere dei figli. E siamo in attesa di vedere quali ripercussioni generali potrà avere la sentenza del Tribunale di Roma. Probabilmente, però, la dicitura neutra “genitore” potrebbe creare un po’ di confusione.

Senza entrare nelle logiche religiose, filosofiche, giuridiche, sulle quali oggi notiamo grande confusione e ideologizzazione, quando si scrive genitore, ci chiediamo semplicemente quale discriminazione possa ingenerare la dicitura mamma e papà.

Nel frattempo Palazzo Chigi ha fatto sapere che “l’ordinanza del Tribunale civile di Roma sulla qualifica di genitore nella carta di identità elettronica risale al 9 settembre 2022 e non è stata impugnata dal Ministero dell’Interno. La decisione sarà esaminata dal Governo con particolare attenzione perché presenta evidenti problemi di esecuzione e mette a rischio il sistema di identificazione personale”

Questa la reazione di Matteo Salvini: “Usare sulla carta d’identità le parole ‘padre’ e ‘madre’ (le parole più belle del mondo) secondo il Tribunale civile di Roma sarebbe una violazione delle norme comunitarie e internazionali, da qui la decisione di sostituirle con la più neutra parola ‘genitore’. Illegali o discriminanti le parole ‘mamma’ e ‘papa”? Non ho parole, ma davvero”.

Ettore Lembo

Foto di Rita-und mit da Pixabay

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/11/16/genitore-al-posto-di-padre-e-madre.-il-tribunale-da-lok_546cb9a1-7928-46a8-a3ce-75d804bad233.html

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