martedì, Febbraio 7, 2023
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Verga in TV del 29 novembre alle 16.10 su Rai 5: “Dal tuo al mio”

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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Giovanni Verga del 29 novembre alle 16.10 su Rai 5: “Dal tuo al mio” con Amedeo Nazzari – Per il Grande Teatro di Giovanni Verga in TV in onda oggi martedì 29 novembre alle 15.40 su Rai 5 il dramma Dal tuo al mio” scritto nel 1903 e proposto nella versione trasmessa nel marzo 1969 dalla Rai con la regia di Mario Landi.

Tra gli interpreti Amedeo Nazzari, Giovanni Pallavicino, Nino Pavese e Marina Malfatti.

Dal tuo al mio è un dramma di Giovanni Verga composto nel 1903 da cui l’autore trasse poi un romanzo dove si assiste all’evolversi del suo pensiero sociale. Quando il movimento operaio si rafforzò e cominciò ad organizzarsi, passò da una adesione commossa alla diffidenza.

Un barone rovinato dai debiti è costretto ad abbandonare la sua unica ricchezza, una zolfora, nelle mani dell’avido e prepotente suocero della figlia.

Giovanni Carmelo Verga di Fontanabianca (Catania2 settembre 1840[1][2] – Catania27 gennaio 1922) è stato uno scrittoredrammaturgo e senatore italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del Verismo.

Di nobili natali[3], visse in un ambiente di tradizioni liberali. Si dedicò inizialmente alla scrittura di romanzi avventurosi su influsso delle opere di Dumas padre[4] e in seguito ad altri di argomento passionale tra cui Storia di una capinera che riscosse un discreto successo. Si trasferì a Firenze nel 1869 e 3 anni dopo a Milano dove frequentò circoli letterari conoscendo Arrigo Boito e Giuseppe Giacosa. Con la novella Nedda si attuò la sua conversione al Verismo che lo condusse a scrivere nel 1881 la sua opera più completa I Malavoglia che con Mastro-don Gesualdo del 1889 costituiscono due fra i più notevoli romanzi della letteratura italiana.[4]

La nuova concezione verista di Verga pose il cardine dell’opera letteraria sulla “sparizione” dell’autore, facendo in modo che nella narrazione i fatti si sviluppassero da soli, come per una necessità spontanea.[5] Il linguaggio di Verga è rude e spoglio come un riflesso del mondo che rappresenta, fatto sia di povera gente come ne I Malavoglia, sia di ricchi come in Mastro-don Gesualdo, tutti comunque dei “vinti” nella lotta quotidiana della vita.

Lo scrittore si occupò anche di teatro, sceneggiando alcune sue novelle di cui la più famosa è Cavalleria rusticana musicata in seguito da Pietro Mascagni. Verga divenne Senatore del Regno d’Italia nel 1920 su nomina del re Vittorio Emanuele III.

Foto interna ed esterna: https://www.youtube.com/watch?v=KgBHq57Y3Tw