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Ma i Pooh non sono solo quelli di Piccola Katy e Tanta voglia di lei

Ma i Pooh

Ma i Pooh non sono solo quelli di Piccola Katy e Tanta voglia di leiPiccola Katy, Tanta voglia di lei, Pensiero, Chi fermerà la musica, Uomini soli. Sono queste canzoni insieme ad altre i cavalli di battaglia dei concerti dei Pooh. Sia per le esibizioni del passato come per quelle che si terranno a luglio a San Siro, all’Olimpico di Roma, all’Arena di Verona e in tante altre città italiane. Sono le canzoni che hanno reso celebri i Pooh e che intere generazioni hanno e continuano a canticchiare.

Il pubblico in genere li ha sempre seguiti e ammirati, mentre la critica musicale non mai apprezzato in maniera completa, specialmente in passato, il repertorio, considerato un po’ troppo vicino al genere canzonettistico e commerciale. Contestualmente ai concerti, alcuni già sold aut, i Pooh con Riccardo Fogli hanno pubblicato AMICIXSEMPRE 2023 in quattro CD. Si tratta di 56 canzoni che ripercorrono la storia del gruppo che esordì nel lontano 1966. I Pooh hanno promesso di suonare e cantare tutte le canzoni del disco, precisando che sarà un concerto lunghissimo.

La vera novità è che stavolta compaiono in scaletta canzoni pressoché sconosciute alla maggioranza del pubblico e degli stessi fan. I Pooh hanno inserito Il tempo, una donna la città canzone dalla durata di 10 minuti suonata solo nel tour del 2013. Per i veri amanti e profondi conoscitori dei Pooh si tratta di un brano che può rivaleggiare per bellezza e valore musicale con Parsifal parte 1 e 2, considerato dai critici musicali il capolavoro della band. Altro brano poco noto e quasi mai proposto dal vivo è L’anno il posto, l’ora del 1973 dall’album Parsifal. Il testo narra gli ultimi pensieri di un pilota il cui aereo sta per schiantarsi. L’album Parsifal contiene anche Infinti noi e la hit Io e te per altri giorni ed è inserito  tra i migliori dischi italiani di tutti i tempi dalla rivista Rolling Stones.

Altro pezzo sconosciuto ai più che verrà proposto è Orient exspress del 1974 cantato interamente da Dodi Battaglia.

Son pezzi del periodo progressive dei Pooh, quelli che gli intenditori ritengono il migliore musicalmente parlando. Per la ricercatezza dei suoni, gli assoli di chitarra e testi non banali. Eppure altri brani di quel lignaggio ancora non escono fuori, quasi fossero perle da dissotterrare. Non emergono ancora pezzi come Se sai se puoi se vuoi, Uno straniero venuto dal tempo, Padre del fuco padre del tuono padre del nulla, Gitano, Quinta stagione, Oceano, 1966, Odissey, Fantastic fly e qualche altra canzone.  

Un repertorio poco commerciale prodotto verso la metà degli anni ‘70 che sottolinea il talento musicale cristallino della band che da alcuni è stata paragonata – in alcuni frangenti- a mostri del rock come i Genesis e addirittura i Pink Floyd. D’altra parte quando i Pooh hanno pigiato sull’acceleratore del pop- rock hanno dimostrato anche dal vivo, di non essere secondi a nessuno con brani come Rotolando respirando, L’ultima notte di caccia, Viva, Inca. Lo stesso Red Canzian nei concerti solisti tenuti negli anni scorsi spiegava e puntualizzava l’estrema somiglianza tra gli accordi di chitarra di Parsifal e quello celeberrimo, ma posteriore di Shine on you crazy diamont suonato da David Gilmour dei Pink Floyd.

Certo il grande pubblico preferisce e canta a squarciagola le canzoni più conosciute, quelle che contengono frasi orami popolari in generale come “mi dispiace devo andare, forse un uomo non sarò” oppure “dammi solo un minuto un soffio di fiato, un attimo ancora” o “chi fermerà la musica, l’aria diventa elettrica”. Ci sarebbe anche “non restare chiuso qui pensiero…” dell’altrettante famosa Pensiero con il testo che narra la vicenda di un uomo rinchiuso in prigione per uno sbaglio giudiziario e scambio di persona; testo non proprio leggerissimo e che pochi hanno sottolineato. Oppure uno dei brani di esordio, Brennero 66, racconta degli atti terroristici anche mortali in Alto Adige a metà degli anni 60. Ma qui il discorso sulle tematiche sociali ci porterebbe lontano.

Tornando alla produzione “nascosta” dei Pooh, va ricordato che proprio perché si tratta dei Pooh, non è detto che un giorno anche quella parte mancante la si possa ascoltare in qualche live. In fondo si tratta della più longeva band italiana che sembra non avere nessuna intenzione di smettere di suonare.

Roberto Guidotti

Foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Pooh#/media/File:Pooh_in_concert.JPG

CC BY-SA 3.0

File:Pooh in concert.JPG

Creato: 26 luglio 2004

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