venerdì, Aprile 12, 2024
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Rogo a Cagli, in fiamme 10mila metri quadrati di bosco

tortoreto lido

Rogo a Cagli, in fiamme 10mila metri quadrati di bosco- Vasto incendio durante la giornata di ieri a Cagli.

Stando alle informazioni apprese, per motivi ancora da chiarire, è divampato un rogo in località Smirra, che ha coinvolto 10mila metri quadrati di bosco.

Segnalato l’accaduto, sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco di Cagli, Urbino e Pesaro, che insieme alla Protezione Civile, hanno spento le fiamme e bonificato la zona interessata.

A parte la preoccupazione, fortunatamente, non sono stati registrati feriti o intossicati.

Elisa Cinquepalmi

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Cagli (in antico Cale; Caj in dialetto gallo-piceno[4]) è un comune italiano di 7 955 abitanti[1] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

L’ubicazione attuale della città è su un altopiano stretto dai fiumi Bosso e Burano confluenti al Metauro. Il comune risulta delimitato verso sud dai monti CatriaPetrano e Nerone e più a nord dal monte Paganuccio che, con il Pietralata, forma le scoscese pareti di calcare massiccio del Passo del Furlo. Dista 51 km da Fano in direzione di Roma. Dal punto di vista geologico, il territorio è stato studiato sin dall’Ottocento, in particolare da don Mariano Mariotti (1812-1876). Qui è stato rinvenuto l’ammonite Cagliceras (etimologicamente, Corno di Cagli), un fossile appartenente ai cefalopodi, proveniente dalle rocce calcaree di origine marina affioranti sui monti del circondario e risalenti al Giurassico inferiore, circa 175 milioni di anni fa.

Il toponimo Cagli deriva dall’antico nome latino di Cale, attraverso le forme tardolatine Callis e Callium. L’abitato altomedievale sorgeva però sul Colle della Banderuola a sud-ovest della città moderna.

Nel commentare i versi dell’Eneide di VirgilioServio Onorato spiegava “Cales civitates est Campaniae, nam in Flaminia est, quae Cale dicitur“, e aggiungeva che nella provincia di Galizia un’altra città portava il nome di Cale.

All’atto della traslazione e rifondazione della città nel sito moderno (9 febbraio 1289), per volontà di papa Niccolò IV Cagli fu ridenominata Sant’Angelo Papale, ma nel corso dei secoli prevalse anche nei documenti ufficiali l’antico toponimo ormai modificato dall’evoluzione della lingua.