venerdì, Aprile 12, 2024
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Yemen, Stati Uniti e Gran Bretagna difendono la navigazione nel Mar Rosso e attaccano gli Houthi

yemen tajani

Yemen, Stati Uniti e Gran Bretagna difendono la libera navigazione nel Mar Rosso e attaccano i ribelli Houthi filo-Iranianani – In Yemen dopo lunghe settimane di abbordaggi ed attacchi contro navi commerciali in navigazione nel Mar Rosso verso lo Stretto di Suez da parte dei ribelli sciiti Houti filo-iraniani è scattato stanotte il contrattacco da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Al fine di ristabilire il libero e pacifico transito dei mercantili che attaversono il Golfo di Aden e di scongiurare la grave crisi economica e le fiammate inflazionistiche che reiverebbero da un bollo della navigazione internazionale le forze anglosassoni hanno colpito le basi terroristiche da cui sono partiti gli attacchi contro le navi in transito.

Gli Usa e la Gran Bretagna hanno attaccato infatti postazioni Houthi nello Yemen,dopo che,in supporto alla causa palestinese, i miliziani hanno sfidato il monito di non intralciare il commercio internazionale sul Mar Rosso. L’Australia fa sapere di aver dato “sostegno” ai raid.

Colpiti siti militari in diverse città controllate dagli Houthi, compresa la capitale Sanaa. Per rappresaglia contro gli Stati Uniti l’Iran ha sequestrato una petroliera della compagnia greca Empire Navigation nel Golfo di Oman,contiguo al Mar Rosso

I ribelli Houti appoggiati dall’Iran attaccano una nave maltese nel Mar Rosso al largo dello Yemen – Prosegue lo stillicidio di attacchi terroristici commessi dai ribelli Houti yemeniti appoggiati dal governo islamico dell’Iran contro navi civili in transito nel Mar Rosso a titolo di rappresaglia per i bombardamenti israelini che durano da due mesi sulla Striscia di Gaza.

Stanotte infatti una nave maltese in navigazione nel Mar Rosso al largo dello Yemen ha segnalato tre esplosioni,attribuendole a missili, e ha chiesto l’assistenza di una nave da guerra contro un nuovi attacchi.

La nave,diretta a Alessandria d’Egitto, ha rilevato le esplosioni sul lato destro, quello verso la costa yemenita. Gli Houthi, che controllano la capitale Sanaa, cannoneggiano le navi in transito, per protestare contro l’intervento israeliano a Gaza. Nel Consiglio di sicurezza Onu, l’ “ultimo avvertimento” Usa agli Houthi e la condanna cinese.

Gli Huthi (in arabo الحوثيون‎?al-Ḥūthiyyūn) sono un gruppo armato prevalentemente sciita zaydita (il gruppo annovera però anche dei sunniti[4]) dello Yemen, nato nell’ultimo decennio del XX secolo ma diventato fortemente attivo, in funzione anti-governativa, nel corso del XXI secolo. Hanno dato vita a un’organizzazione armata che si è definita Partigiani di Dio (in arabo أنصار الله‎?Anṣār Allāh) o Gioventù credente (in arabo الشباب المؤمن‎?al-Shabāb al-muʾmin).

Il loro nome deriva da quello del loro primo esponente Ḥusayn Badr al-Dīn al-Ḥūthī, ucciso dalle forze armate yemenite nel settembre del 2004.[5] Vari altri comandanti, tra cui ʿAlī al-QaṭwānīAbū HaydarʿAbbās ʿAyda e Yūsuf al-Madanī (cugino di Ḥusayn al-Ḥūthī), sono anch’essi caduti in combattimento per mano delle forze armate regolari yemenite.[6] Il padre dei fratelli Ḥūthī (Ḥusayn e Muḥammad), Badr al-Dīn al-Ḥūthī, si dice sia stato il capo spirituale del gruppo dopo la morte del figlio Muḥammad.[7]

Gli Ḥūthī appartengono alla variante sciita dell’Islam zaidita, noto anche come “Pentimani”,[25] una branca sciita presente nel solo Yemen. Assai vicini agli Imamiti che sono in maggioranza in IraqLibano e Iran, sono noti per avere posizioni giuridiche e liturgiche assai prossime a quelle della maggioranza sunnita del mondo musulmano.[26] Al contrario dei sunniti, tuttavia, essi credono nella necessità di un Imamato, che sarà legittimato solo da chi sappia guidare i fedeli per l’affermazione del proprio approccio religioso e culturale.[27]

Nel corso degli anni di rivendicazioni, gli Ḥūthī hanno sostenuto che le loro azioni sono condotte in difesa della loro comunità colpita da una sensibile e sistematica discriminazione[28] e per ottenere un miglior trattamento della loro regione (quella a nord) particolarmente povera,[29] mentre il governo di Saleh (filo-saudita, al potere dal 1978 al 2012) ha a sua volta accusato i rivoltosi dell’intenzione di rovesciare il regime al potere e di instaurare la legge islamica sciita zaydita,[28] attizzando inoltre un sentimento anti-statunitense.[30]

Il governo yemenita ha anche accusato gli Ḥūthī di avere legami con stranieri, in particolare col governo iraniano, dal momento che l’Iran è un Paese a maggioranza sciita.[31][32] Come replica, gli Ḥūthī hanno accusato il governo yemenita di essere dietro l’aggressività anti-sciita di organizzazioni terroristiche come Al Qaida e la monarchia dell’Arabia Saudita,[33][34][35] malgrado il clan di appartenenza del penultimo presidente della Repubblica ‘Ali ‘Abd Allah Saleh fosse zaydita.[3

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