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Nazione Antropologica Italica da tutelare

ROMA – C’è sempre più la necessità di tutelare la nazione antropologica italica dalle tendenze più radicali della Globalizzazione.

Nel XXI secolo, la disinformazione o l’informazione faziosa dilagante non solo sui social, ma spesso anche su certi organi d’informazione istituzionali, ha provocato la tendenza, soprattutto nelle nuove generazioni dei Millennium, di fare proprie interpretazioni storiche faziose, influenzate dal modo di vedere il mondo della società globalizzata, facendo proprie culture provenienti da altri continenti e civiltà a noi estranee.

In questo modo, si inducono scelte e mode sbagliate che storicamente e culturalmente rischiano di cancellare la continuità ideale che esiste dai popoli italici fino ai giorni nostri e che ha delineato la nazione antropologica italica fin dalla preistoria con i culti naturalistici e, successivamente, in età storica, con la sovrapposizione sincretica dei culti naturali con quelli provenienti dall’Oriente politeisti- antropomorfi che potremmo definire “ellenisti” e ancora dopo, con la sovrapposizione dei culti classici con quelli monoteisti provenienti dal Medioriente, come quello di Mitra e, definirivamemte con il Cristianesimo. Ma, rischia di venire meno anche l’identità ideale della cosiddetta nazione politica italica, perfezionatasi prima con la pace fra Romani e Italici alla fine della Guerra Sociale dell’ 87 prima dell’avvento dell’era comune e, poi definitivamente, con la divisione dell’Italia in regioni con Ottaviano Augusto, riscoperta nel Rinascimento, faticosamente perfezionatasi (e con tanto sangue versato di innocenti soprattutto con i massacri compiuti al Sud dall’esercito sabaudo) con l’unità giuridica della Penisola nel 1860.

È proprio questo filo conduttore della Nazione Antropologica Italica ( ancor prima di quella politica ideale), mai spezzato nei secoli e arrivato fino ai giorni nostri, culturale, di usi, costumi, tradizioni e riti religiosi che ci fa considerare questi popoli i nostri avi fondatori della Patria e non dei semplici popoli antichi, vissuti prima di noi, come invece sono considerati ad esempio, negli Usa patria del capitalismo globalizzato, i nativi americani.

Bisogna pertanto tutelare le nostre tradizioni e divulgare la storia e cultura italiana.

Nella foto Teodorico Re d’Italia del V secolo di origine ostrogota, ma vissuto e cresciuto con costumi romani, grande sovrano che riuscì a coniugare l’anima latino – italica con quella germanica che caratterizza la base prevalente della nazione Italiana a livello etnico – linguistico, dopo la caduta dell’Impero Romano e, che amalgamatasi e maturata nel corso dei secoli del lungo Medioevo, ė giunta fino a noi.

Al fine della tutela della Nazione Antropologica Italica si colloca la mia opera “Tracce di Riti e Culti Ancestrali nell’Abruzzo Contemporaneo”, di cui farò a breve una seconda edizione.

Cristiano Vignali