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Anticipazioni per il Grande Teatro di Niccodemi in TV del 5 marzo alle 15.40 su Rai 5: “La nemica”

la nemica

Anticipazioni per il Grande Teatro di Dario Niccodemi in TV del 5 marzo alle 15.40 su Rai 5: “La nemica – Per il Grande Teatro di Dario Niccodemi in TV andrà in onda oggi martedì 5 marzo alle 15.40 su Rai 5 il dramma “La nemica” proposto nell’allestimento Rai andato in onda nel febbraio 1965 con la regia di Claudio Fino.

Interpretazione di Elena Zareschi.

La Duchessa di Nièvres vive in un sontuoso castello nei pressi di Parigi con la vecchia madre e con i due figli, il maggiore dei quali soffre profondamente del fatto di non sentirsi amato dalla madre. Tre atti di Dario Niccodemi regia Claudio Fino con Elena Zareschi, Isabella Riva, Lidia Alfonsi. 

La nemica è un film del 1952, diretto da Giorgio Bianchi, tratto dall’omonima opera teatrale di Dario Niccodemi.

Trama

Roberto e Gastone sono cresciuti come fratelli, in realtà il primo è figlio illegittimo del duca che in punto di morte ha chiesto alla moglie Anna di accettare come figlio suo. Mentre tutti apprezzano il buon cuore e la generosità di Roberto, solo Anna si dimostra ostile nei suoi confronti, non accetta infatti l’idea che il titolo e i possedimenti passino al figlio illegittimo e non a suo figlio Gastone.

La duchessa ha anche intenzione di fare sposare il figlio Gastone a Fiorenza, figlia di un diplomatico, ma la ragazza è interessata a Roberto, così come l’intrigante Marta, figlia del notaio di famiglia e quindi a conoscenza dei loro segreti.

Anche Roberto è innamorato di Fiorenza e soffre per l’ostilità di Anna, Marta fa alcune allusioni circa la sua nascita e lui crede che sia figlio di Anna e di un suo amore illegittimo e affronta la donna dicendole di non amarla di meno pur se lei non è stata fedele al padre.

A questo punto Anna svela tutta la verità a Roberto che, disperato, parte per la guerra, seguito dal fratello Gastone che però rimane ucciso.

Ora Anna ha un unico figlio, l’illegittimo Roberto, che finalmente accoglie come proprio, e con cui condividerà lo struggente ricordo di Gastone.

Dario Niccodemi (Livorno27 gennaio 1874 – Roma24 settembre 1934) è stato un commediografosceneggiatore e capocomico italiano.

Dario Niccodemi nacque a Livorno nel 1874. Quando era ancora bambino la sua famiglia si trasferì a Buenos Aires. Intorno ai vent’anni iniziò la collaborazione con alcuni quotidiani argentini e scrisse due commedie in spagnolo: Duda suprema (1897) e Por la vida (1898). Nel 1900 conobbe l’attrice francese Réjane, in quel periodo in tournée in Sudamerica, e la seguì in Francia divenendone suo segretario e amante. Per lei tradusse e adattò opere teatrali italiane. Introdotto negli ambienti teatrali allora dominati da Bataille e Bernstein trovò l’ispirazione per comporre varie commedie in francese, interpretate dalla stessa Réjane: L’hirondelle (1904), Suzeraine (1906), Le refuge (1909), La flamme (1910), L’aigrette (1912), Les requins (1913); tradotte e interpretate anche in Italia.

Tornò in Italia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e scrisse L’ombra, la sua prima commedia scritta in italiano e portata in scena da Irma Gramatica l’11 marzo 1915, a cui seguirono altre commedie di successo e i relativi soggetti cinematografici, tra cui: Scampolo (1915)[1]La nemica (1916)[2][3]La maestrina (1917)[4].

Le commedie di Niccodemi (Giuseppe Donateo: “fece entrare il teatro italiano nel Novecento”, v. bibliografia) si svolgono in un contesto sentimentale e ironico nel quale i personaggi hanno per modello la società borghese di inizio Novecento. Di lui scrisse Antonio Gramsci: “Il Niccodemi è un Giorgio Ohnet in ritardo, e Giorgio Ohnet era già in ritardo a Eugenio Sue, a Victor Hugo e alla infinita schiera degli scrittori di appendici”[5]. Ebbe come estimatore Lev Tolstoj, che scrisse di preferire La nemica di Niccodemi ai drammi di Pirandello e ai romanzi di Verga[6]. Le commedie di Niccodemi sono state interpretate da attori di grande prestigio, tra i quali sono da ricordare: Tina Di LorenzoIrma GramaticaMaria MelatoDina GalliEmma GramaticaRuggero RuggeriAntonio GandusioErmete ZacconiIsa MirandaPaola Pezzaglia (“Forse la miglior «Nemica» sulle scene”, secondo lo stesso Niccodemi), Luigi Cimara; poi Vittorio GassmanEnrico Maria SalernoAnna Maria Guarnieri.

Il successo di Scampolo lo convinse a ricavarne un romanzo (Il romanzo di scampolo, 1918) e un libretto d’opera, messo in musica da Ezio Camussi (1925).

Nel 1919, e sino al 1925, gli fu affidata la carica di Presidente della Società Italiana Autori, succedendo a Marco Praga.La Compagnia Niccodemi, dopo una rappresentazione di Fuochi d’artificio di Luigi Chiarelli (1923). Da sinistra a destra, Marini, Rissone, Vera Vergani, Luigi Chiarelli, Armani, Luigi Almirante, Puccini, Luigi Cimara, Brizzolari e Dario Niccodemi. Gli attori vestono ancora i panni di scena.

Nel febbraio 1921 costituì una nuova compagnia teatrale assumendone la direzione. Ne facevano parte: Luigi Cimara (primo attore), Vera Vergani (prima attrice), Luigi AlmiranteJone FrigerioMario Brizzolari, Margherita Donadoni, Giuditta RissoneRuggero LupiSergio Tofano (dal 1924), Anna Magnani (dal 1927). La compagnia debuttò il 4 marzo al Teatro Valle di Roma con Romeo e Giulietta di William Shakespeare, tradotto e adattato dallo stesso Niccodemi. Il successivo 9 maggio, in prima assoluta e sempre al Teatro Valle andarono in scena i Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello: fu una rappresentazione che sconcertò gli spettatori, non preparati a un’azione teatrale che sconvolgeva le tradizionali regole teatrali.
Tra i due spettacoli Niccodemi fece rappresentare un proprio testo, L’alba, il giorno e la notte, interpretato dai soli Vera Vergani e Luigi Cimara, delicato esempio di teatro intimista che si svolge nell’arco di una giornata, suddivisa in tre parti: alba, giorno, notte.
Fu forse la compagnia teatrale più apprezzata, in Italia e all’estero, attiva per tutti gli anni Venti del Novecento, che portava in scena principalmente autori contemporanei: Marcel AchardLuigi AntonelliRiccardo BacchelliGiuseppe Antonio BorgeseÉdouard BourdetLuigi ChiarelliLucio D’AmbraGabriele D’AnnunzioArnaldo Fraccaroli, Simon Gantillon, Paul GéraldyGiuseppe Giacosa, Frederick Lonsdale, Sabatino LopezFausto Maria MartiniWilliam Somerset MaughamLuigi PirandelloGino Rocca, Jean Sarment, George Bernard ShawGuglielmo Zorzi. Nell’estate 1930 la Compagnia Niccodemi tenne le ultime repliche al Teatro Olimpia di Milano e si sciolse.

Dopo il 1930, colpito da encefalite letargica, ritornò a Livorno, da Amalita, unica rimasta dei suoi tre figli.