domenica, Maggio 19, 2024
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Salemme in TV del 6 aprile alle 21.15 su Rai 5: “Bello di papà”

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Salemme in TV del 6 aprile alle 21.15 su Rai 5: “Bello di papà” – Antonio, scapolo impunito, fidanzato da dodici anni, eterno Peter Pan, con una cura maniacale per la sua casa e i suoi oggetti, è determinato a non avere figli, ma si trova costretto a improvvisarsi papà di Emilio, suo caro amico quarantenne che, sotto ipnosi, su consiglio di uno psicanalista, deve rivivere la sua infanzia per risolvere il trauma infantile della mancanza del padre.

La situazione si rivela frutto di un escamotage orchestrato dalla sua compagna per mostrargli le gioie della paternità e convincerlo ad avere un bambino. Prosegue con lo spettacolo “Bello di papà”, in onda sabato 6 aprile alle 21.15 su Rai 5, il ciclo teatrale che Rai Cultura dedica a Vincenzo Salemme.

Commedia di Giuseppe Martotta e Belisario Randone è diretta da Vincenzo Salemme, mentre la regia televisiva è di Cristina Fayad. Nel cast, Vincenzo Salemme, Antonella Elia, Massimiliano Gallo, Domenico Aria, Roberta Formilli, Antonio Guerriero, Biancamaria Lelli, Marcello Romolo.

Vincenzo Salemme (Bacoli24 luglio 1957) è un attoredrammaturgocomicoregista e sceneggiatore italiano.

Diplomatosi presso il liceo classico “Umberto I” di Napoli, per poi iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università Federico II. Nel 1976 è stato scritturato dalla compagnia teatrale di Tato Russo e ha debuttato come attore nella commedia Ballata e morte di un capitano del popolo, tratta da un romanzo di Luigi Compagnone. Nel 1977 si è trasferito a Roma ed è entrato a far parte della compagnia di Eduardo De Filippo. Con la compagnia di De Filippo ha partecipato a Quei figuri di tanti anni fa, come comparsa, Il cilindroIl contratto e Il sindaco del rione Sanità che sono state poi trasmesse da Rai Uno tra il 1978 e il 1979.

La collaborazione con la compagnia di Eduardo De Filippo è continuata fino al 1984 (anno della morte di Eduardo) e proseguita poi con il figlio, Luca De Filippo, fino al 1992. In un’intervista del 2018, Salemme ha ricordato di come De Filippo gli abbia insegnato ad “italianizzare” le parole in napoletano per rendere le esibizioni nel resto d’Italia comprensibili a tutti.[1]

Foto interna ed esterna: https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2024/03/Tutto-Salemme-2a29dfa6-be74-4efe-98cf-bb4c809e88c4-ssi.html