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“Macbeth” di Verdi del 24 gennaio alle 10 su Rai 5: dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 24 gennaio alle 7.45 su Rai 5:con ladirezione di Davide Chailly e la regia di Davide Livermoredalla Scala di Milano– L’opera che ha inaugurato la stagione 2021-2022 del Teatro alla Scala di Milano: è il “Macbeth” di Giuseppe Verdi nell’allestimento firmato da Davide Livermore, che Rai Cultura ripropone oggi sabato 24 gennaio alle 7.45 su Rai 5.

Protagonisti Luca Salsi (Macbeth), Ildar Abdrazakov (Banco), Anna Netrebko (Lady Macbeth), Francesco Meli (Macduff) e Ivan Ayon Rivas (Malcolm). Sul podio il Maestro Riccardo Chailly. La regia televisiva è di Arnalda Canali. Per la prima volta alla Scala l’opera è stata eseguita secondo l’edizione critica del 1865, curata da David Lawton. Nel IV atto, però, è inserita la morte di Macbeth dalla prima versione del 1847, che andò in scena al Teatro della Pergola di Firenze.

Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Trama

Atto I

In Scozia, nell’XI secolo, Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

Atto II

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco.

Atto III

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

Atto IV

L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”).

Caratteristiche generali

La complessa struttura del dramma shakesperiano in cinque atti fu sintetizzata da Francesco Maria Piave, non senza difficoltà, in una struttura in quattro atti che prevede numerosi cambi di scena e scenari variegati, con ben due scene ambientate nel bosco (introduzione dell’atto primo e finale ultimo). Il lavoro di Piave fu rivisto da Andrea Maffei e il risultato finale mostra una notevole aderenza al testo di Shakespeare.

In questa opera Verdi appare ancora legato alle forme tradizionali. L’azione drammatico-musicale si sviluppa infatti attraverso pezzi chiusi. Non mancano tuttavia scene dalla struttura meno segmentata, come la celebre aria del sonnambulismo di Lady Macbeth.

La distinzione tra i personaggi positivi (Malcolm, Macduff, Banco) e la coppia malvagia dei protagonisti si riflette nello stile di canto, spianato e nobile per i primi, incline ad una declamazione drammatica e cupa (inclusi alcuni effetti di sottovoce) per i secondi.

Personaggi

Lady Macbeth

Lady Macbeth è il personaggio psicologicamente più sfaccettato: è malvagia, ma al tempo stesso fragile e compassionevole. È lei a spingere Macbeth, di per sé ignavo, verso la serie di efferati delitti che lo portano al trono. Verdi affidò il ruolo a un soprano drammatico d’agilità, mantenendosi spesso nell’ambito di una tessitura media: alla cantante sono richieste potenza e agilità insolite, una notevole estensione e tenuta nel registro grave e una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto nella scena del sonnambulismo, da eseguire “con un fil di voce”). Se si eccettua l’aria del primo atto «Vieni! t’affretta», con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete», la sua musica ha un tono lugubre e inquietante. Si narra che Verdi, per la prima dell’opera, dicesse che la Lady dovesse avere voce sgradevole e strisciare sul palcoscenico, con caratteri più da demone che da donna.

Tra le più famose Lady spiccano Maria CallasMara ZampieriLeyla GencerBirgit NilssonShirley VerrettGrace BumbryGhena DimitrovaDīmītra Theodossiou, e, recentemente, anche il soprano russo Anna Netrebko.

Macbeth

Macbeth è invece un virile baritono a cui vengono affidate pagine brillanti e insieme di estrema introspezione (vedi il duetto Due vaticini e l’aria finale Pietà, rispetto, amore) che Verdi evidenzia con un’accurata notazione sul rigo musicale a lui relativo.

Le streghe

Fra i gruppi di cui sopra si interpongono le streghe che sono i mezzi del fato. Le loro apparizioni sono due all’inizio dell’atto primo, nell’Introduzione, dove assumono dei caratteri grotteschi e quasi ironici e nell’atto terzo, dove invece sono le misteriose artefici del fato con lugubri toni e tuttavia grande grazia e sensibilità si richiede alle cantanti nel coretto ballabile “Ondine e silfidi”. Molto curioso è il fatto che i tre gruppi di streghe (uno per ciascuna strega dell’originale) mantengano l'”io” dell’originale in luogo di “noi”, ciò che potrebbe suggerire che nelle menti del librettista e del compositore le streghe in scena dovrebbero essere fisicamente solo tre, ma suonare come sei (Verdi aveva previsto un coro di diciotto streghe).

Foto interna ed esterna:https://www.facebook.com/rairadio3/videos/macbeth-in-diretta-dal-teatro-alla-scala-a-partire-dalle-1745/267828131991002/

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Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 17 aprile alle 10 su Rai 5: dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 17 aprile alle 10 su Rai 5:con ladirezione di Davide Chailly e la regia di Davide Livermoredalla Scala di Milano– L’opera che ha inaugurato la stagione 2021-2022 del Teatro alla Scala di Milano: è il “Macbeth” di Giuseppe Verdi nell’allestimento firmato da Davide Livermore, che Rai Cultura ripropone oggi giovedì 17 aprile alle 10 su Rai 5.

Protagonisti Luca Salsi (Macbeth), Ildar Abdrazakov (Banco), Anna Netrebko (Lady Macbeth), Francesco Meli (Macduff) e Ivan Ayon Rivas (Malcolm). Sul podio il Maestro Riccardo Chailly. La regia televisiva è di Arnalda Canali. Per la prima volta alla Scala l’opera è stata eseguita secondo l’edizione critica del 1865, curata da David Lawton. Nel IV atto, però, è inserita la morte di Macbeth dalla prima versione del 1847, che andò in scena al Teatro della Pergola di Firenze.

Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Trama

Atto I

In Scozia, nell’XI secolo, Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

Atto II

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco.

Atto III

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

Atto IV

L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”).

Caratteristiche generali

La complessa struttura del dramma shakesperiano in cinque atti fu sintetizzata da Francesco Maria Piave, non senza difficoltà, in una struttura in quattro atti che prevede numerosi cambi di scena e scenari variegati, con ben due scene ambientate nel bosco (introduzione dell’atto primo e finale ultimo). Il lavoro di Piave fu rivisto da Andrea Maffei e il risultato finale mostra una notevole aderenza al testo di Shakespeare.

In questa opera Verdi appare ancora legato alle forme tradizionali. L’azione drammatico-musicale si sviluppa infatti attraverso pezzi chiusi. Non mancano tuttavia scene dalla struttura meno segmentata, come la celebre aria del sonnambulismo di Lady Macbeth.

La distinzione tra i personaggi positivi (Malcolm, Macduff, Banco) e la coppia malvagia dei protagonisti si riflette nello stile di canto, spianato e nobile per i primi, incline ad una declamazione drammatica e cupa (inclusi alcuni effetti di sottovoce) per i secondi.

Personaggi

Lady Macbeth

Lady Macbeth è il personaggio psicologicamente più sfaccettato: è malvagia, ma al tempo stesso fragile e compassionevole. È lei a spingere Macbeth, di per sé ignavo, verso la serie di efferati delitti che lo portano al trono. Verdi affidò il ruolo a un soprano drammatico d’agilità, mantenendosi spesso nell’ambito di una tessitura media: alla cantante sono richieste potenza e agilità insolite, una notevole estensione e tenuta nel registro grave e una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto nella scena del sonnambulismo, da eseguire “con un fil di voce”). Se si eccettua l’aria del primo atto «Vieni! t’affretta», con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete», la sua musica ha un tono lugubre e inquietante. Si narra che Verdi, per la prima dell’opera, dicesse che la Lady dovesse avere voce sgradevole e strisciare sul palcoscenico, con caratteri più da demone che da donna.

Tra le più famose Lady spiccano Maria CallasMara ZampieriLeyla GencerBirgit NilssonShirley VerrettGrace BumbryGhena DimitrovaDīmītra Theodossiou, e, recentemente, anche il soprano russo Anna Netrebko.

Macbeth

Macbeth è invece un virile baritono a cui vengono affidate pagine brillanti e insieme di estrema introspezione (vedi il duetto Due vaticini e l’aria finale Pietà, rispetto, amore) che Verdi evidenzia con un’accurata notazione sul rigo musicale a lui relativo.

Le streghe

Fra i gruppi di cui sopra si interpongono le streghe che sono i mezzi del fato. Le loro apparizioni sono due all’inizio dell’atto primo, nell’Introduzione, dove assumono dei caratteri grotteschi e quasi ironici e nell’atto terzo, dove invece sono le misteriose artefici del fato con lugubri toni e tuttavia grande grazia e sensibilità si richiede alle cantanti nel coretto ballabile “Ondine e silfidi”. Molto curioso è il fatto che i tre gruppi di streghe (uno per ciascuna strega dell’originale) mantengano l'”io” dell’originale in luogo di “noi”, ciò che potrebbe suggerire che nelle menti del librettista e del compositore le streghe in scena dovrebbero essere fisicamente solo tre, ma suonare come sei (Verdi aveva previsto un coro di diciotto streghe).

Foto interna ed esterna:https://www.facebook.com/rairadio3/videos/macbeth-in-diretta-dal-teatro-alla-scala-a-partire-dalle-1745/267828131991002/

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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Shakespeare del 13 agosto alle 15.35 su Rai 5: “Macbeth – Seconda parte”

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV diWilliam Shakespearedel 13 agosto alle 15.35 su Rai 5: “Macbeth – Seconda parte”– Per il Grande Teatro in TV oggi pomeriggio martedì 13 agosto alle 15.35 andrà in onda su Rai 5 la seconda parte della celebre tragedia “Macbeth” scritta da William Shakespeare nel 1623 e trasmessa dalla Rai nel febbraio 1975 nella versione diretta da Franco Enriquez.

Interpretazione diGlauco Mauri,Valeria Moriconi,Gianni Pulone, Gianni Cavina, Michele Mirabella, Odino Artioli, Giancarlo Palermo, Carlo Hintermann, Alessandro Tei, Sergio Di Giulio, Antonietta Carbonetti, Anita Bartolucci, Norma Martelli, Attilio Corsini, Franco Alpestre, Gianni Giuliano, Gigi Contanti, Giorgio Del Bene, Luigi Uzzo, Roberto SturnoeVasco Santon.

Macbeth, spinto dalla moglie, prende il posto del sovrano legittimo dopo averlo assassinato. Ma la scalata al trono di Scozia è seminata di delitti.

Macbeth (titolo completo The Tragedy of Macbeth) è una fra le più note e citate tragedie shakespeariane. Essa drammatizza i catastrofici effetti fisici e psicologici della ricerca del potere per il proprio interesse personale: l’esito di tale condotta è un gorgo inesorabile di errori ed orrori.

Fu pubblicato nel Folio del 1623, probabilmente da un copione teatrale. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, Macbeth di Shakespeare è divenuta l’archetipo per eccellenza della brama di potere sfrenata e dei suoi pericoli, definizione che è stata tuttavia spesso giudicata estremamente restrittiva, se non addirittura erronea[1], date le ampie ripercussioni di natura filosofica sui temi del destino, dell’azione e della volontà, e le molte ombre e misteri che ancora aleggiano attorno alla vicenda della coppia Macbeth/Lady Macbeth, la cui vicenda personale è arricchita da un non-detto pregno di ambiguità.

Costituita da solo cinque atti, è la più breve tragedia di Shakespeare[2], ed è spesso stata indicata dalla critica come il suo lavoro più complesso e sfaccettato[3].

Per la trama Shakespeare si ispirò liberamente al resoconto storico sul re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed[4] e a quello del filosofo scozzese Ettore Boezio. Molto popolare è anche la versione operistica di questa tragedia, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.

Trama – Seconda Parte

Atto terzo

Macbeth, che cammina ormai a cavallo fra mondo del reale e mondo soprannaturale, si reca dalle streghe in cerca di certezze. Esse, interrogate, chiamano a rispondere degli spiriti: una testa armata dice a Macbeth “temi MacDuff”, un bambino insanguinato gli dice “nessun nato di donna può nuocerti”, un bambino incoronato gli dice “Macbeth non sarà sconfitto fino a che la foresta di Birnam non muova verso Dunsinane”; infine appare un corteo di otto spiriti a simboleggiare i discendenti di Banquo, alla vista dei quali Macbeth si dispera.

Si avvia una stagione di sanguinaria persecuzione ai danni di tutti i lord di Scozia che il sovrano ritiene sospetti, e in particolare contro MacDuff. Un gruppo di sicari viene inviato al suo castello per ucciderlo, ma una volta lì i mercenari non lo trovano, essendo questi recatosi in Inghilterra per cercare aiuto militare contro Macbeth e avviare una rivolta. Gli assassini a ogni modo perpetrano il massacro della moglie di MacDuff e dei suoi figli, in una scena piena di patetismo e crudeltà.

Lady Macbeth nel frattempo, incapace di raggiungere il marito nelle dimensioni surreali in cui si è perso, non regge più il peso dei suoi delitti e comincia a essere tormentata da visioni e incubi che sconvolgono il suo sonno, portandola a episodi di sonnambulismo che sfociano in crisi disperate dove tenta di ripulire le mani da macchie di sangue incancellabili.

Atto quarto

In Inghilterra MacDuff e Malcolm pianificano l’invasione della Scozia. Macbeth, adesso identificato come un tiranno, vede che molti baroni disertano dal suo fianco. Malcolm guida un esercito con MacDuff e Seyward, conte di Northumbria, contro il castello di Dunsinane, fortezza associata al trono di Scozia dove Macbeth risiede. Ai soldati, accampati nel bosco di Birnam, viene ordinato di tagliare i rami degli alberi per mascherare il loro numero. Con ciò si realizza la terza profezia delle streghe: tenendo alti i rami degli alberi, innumerevoli soldati rassomigliano al bosco di Birnam che avanza verso Dunsinane.

Atto quinto

Alla notizia della morte della moglie (la cui causa non è chiara; si presume che ella si sia suicidata, oppure che sia caduta da una torre in preda al delirio da sonnambula) e di fronte all’avanzata dell’esercito ribelle, Macbeth pronuncia il famoso soliloquio (“Domani e domani e domani”), sul senso vacuo della vita e di tutte le azioni che la costellano, vani atti insignificanti che puntano al raggiungimento di obiettivi che non hanno alcun reale valore.

Richiede poi che gli siano portate armi e armatura, pronto a vendere cara la pelle in quello che già sente essere il suo atto finale.

La battaglia infuria sotto le mura di Dunsinane, e il giovane Seyward, alleato di MacDuff, muore per mano del tiranno, il quale poi affronta MacDuff. Macbeth ritiene di non avere alcun motivo di temere il lord ribelle perché non può essere ferito o ucciso da “nessuno nato da donna”, secondo la profezia delle streghe. MacDuff però dichiara di “essere stato strappato prima del tempo dal ventre di sua madre” e che quindi non era propriamente “nato” da donna. Macbeth tuttavia, nella furia della battaglia accetta tale destino e non dimostra neanche un momento di cedimento, nella sua lucida follia. I due combattono e MacDuff decapita Macbeth, realizzando così l’ultima delle profezie.

Anche se Malcolm, e non Fleance, salí al trono, la profezia delle streghe riguardante Banquo fu ritenuta veritiera dal pubblico di Shakespeare, che riteneva che re Giacomo I fosse diretto discendente di Banquo.

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2022/03/Una-maratona-tv-per-la-Giornata-mondiale-del-Teatro-9b853628-5008-48c1-b405-4c472661f7ee-ssi.html

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Shakespeare in TV del 12 agosto alle 15.40 su Rai 5: “Macbeth – Prima parte”

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV diWilliam Shakespearedel 12 agosto alle 15.40 su Rai 5: “Macbeth – Prima parte”– Per il Grande Teatro in TV oggi pomeriggio giovedì 20 luglio alle 15.45 andrà in onda su Rai 5 la prima parte della celebre tragedia “Macbeth” scritta da William Shakespeare nel 1623 e trasmessa dalla Rai nel febbraio 1975 nella versione diretta da Franco Enriquez.

Interpretazione diGianni Pulone, Gianni Cavina, Michele Mirabella, Odino Artioli, Giancarlo Palermo, Carlo Hintermann, Alessandro Tei, Sergio Di Giulio, Antonietta Carbonetti, Anita Bartolucci, Norma Martelli, Valeria Moriconi, Attilio Corsini, Glauco Mauri Franco Alpestre, Gianni Giuliano, Gigi Contanti, Giorgio Del Bene, Luigi Uzzo, Roberto SturnoeVasco Santon.

Macbeth, spinto dalla moglie, prende il posto del sovrano legittimo dopo averlo assassinato. Ma la scalata al trono di Scozia è seminata di delitti.

Macbeth (titolo completo The Tragedy of Macbeth) è una fra le più note e citate tragedie shakespeariane. Essa drammatizza i catastrofici effetti fisici e psicologici della ricerca del potere per il proprio interesse personale: l’esito di tale condotta è un gorgo inesorabile di errori ed orrori.

Fu pubblicato nel Folio del 1623, probabilmente da un copione teatrale. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, Macbeth di Shakespeare è divenuta l’archetipo per eccellenza della brama di potere sfrenata e dei suoi pericoli, definizione che è stata tuttavia spesso giudicata estremamente restrittiva, se non addirittura erronea[1], date le ampie ripercussioni di natura filosofica sui temi del destino, dell’azione e della volontà, e le molte ombre e misteri che ancora aleggiano attorno alla vicenda della coppia Macbeth/Lady Macbeth, la cui vicenda personale è arricchita da un non-detto pregno di ambiguità.

Costituita da solo cinque atti, è la più breve tragedia di Shakespeare[2], ed è spesso stata indicata dalla critica come il suo lavoro più complesso e sfaccettato[3].

Per la trama Shakespeare si ispirò liberamente al resoconto storico sul re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed[4] e a quello del filosofo scozzese Ettore Boezio. Molto popolare è anche la versione operistica di questa tragedia, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.

Trama

Atto primo

La tragedia si apre in una cupa Scozia d’inizio Basso Medioevo, in un’atmosfera di lampi e tuoni; tre Streghe (Le Sorelle Fatali, ispirate certamente alle Norne del mito norreno e alle Parche/Moire della tradizione greco-romana) decidono che il loro prossimo incontro dovrà avvenire in presenza di Macbethdi Shakespeare.

Nella scena seguente, un sergente ferito riferisce al re Duncan di Scozia che i suoi generali, Macbeth e Banquo, hanno appena sconfitto le forze congiunte di Norvegia e Irlanda, guidate dal ribelle Macdonwald. Macbeth, congiunto del re, è lodato per il suo coraggio e prodezza in battaglia.

La scena cambia: Macbeth e Banquo appaiono sulla scena, di ritorno ai loro castelli, facendo considerazioni sulla vittoria appena conseguita e sul tempo “brutto e bello insieme”, che caratterizza la natura ambigua e carica di soprannaturale della brughiera desolata e pervasa di nebbia che stanno attraversando. Le tre streghe, che li stavano aspettando, compaiono e pronunciano profezie. Anche se Banquo per primo le sfida, esse si rivolgono a Macbeth. La prima lo saluta come “Macbeth, sire di Glamis”, titolo che Macbeth già possiede, la seconda come “Macbeth, sire di Cawdor”, titolo che non possiede ancora, e la terza “Macbeth, il Re”. Macbeth di Shakespeare è stupefatto e silenzioso, così Banquo ancora una volta tenta di fronteggiarle, intimorito dall’aspetto delle Sorelle Fatali e dalle condizioni particolari e misteriose del momento. Le streghe dunque informano anche Banquo di una profezia, affermando che sarà il capostipite di una dinastia di re. Poi le tre streghe svaniscono, lasciando nel dubbio Macbeth e Banquo sulla reale natura di quella strana apparizione.

Sopraggiunge dunque il re, che annuncia a Macbeth di Shakespeare la concessione a suo favore del titolo di generale dell’armata Scozzese: la prima profezia è così realizzata. Immediatamente Macbeth incomincia a nutrire l’ambizione di diventare re.

Macbeth scrive alla moglie (Lady Macbeth) riguardo alle profezie delle tre streghe.

Quando Duncan decide di soggiornare al castello di Macbeth a InvernessLady Macbeth escogita un piano per ucciderlo e assicurare il trono di Scozia al marito. Anche se Macbeth mostra dei tentennamenti, volendo ritornare sui propri passi e smentendo le ambizioni manifestate nella lettera inviata alla moglie, Lady Macbeth alla fine lo persuade a seguire il piano.

Nella notte della visita, Lady Macbeth ubriaca le guardie del re, facendole cadere in un pesante sonno. Macbeth, con un noto soliloquio che lo porta a vedere di fronte a sé l’allucinazione di un pugnale insanguinato che lo guida verso l’omicidio del suo stesso re e cugino, si introduce nelle stanze di Duncan e lo pugnala a morte. Sconvolto dall’atto si rifugia da Lady Macbeth, la quale invece non si perde d’animo e recupera la situazione lasciando la coppia di armi usate per l’assassinio presso i corpi addormentati delle guardie, imbrattando i loro volti, le mani e le vesti col sangue del re.

Al mattino, poco dopo l’arrivo di MacDuff, nobile scozzese venuto a recare omaggio al sovrano, viene scoperto l’omicidio. In un simulato attacco di rabbia, Macbeth uccide le guardie prima che queste possano rivendicare la loro innocenza.

Atto secondo

MacDuff è subito dubbioso riguardo alla condotta di Macbeth, ma non rivela i propri sospetti pubblicamente. Temendo per la propria vita, il figlio di Duncan, Malcolm, scappa in Inghilterra. Su questi presupposti Macbeth, per la sua parentela con Duncan, sale al trono di Scozia.

A dispetto del suo successo, Macbeth non è a suo agio circa la profezia per cui Banquo sarebbe diventato il capostipite di una dinastia di re, temendo di essere a sua volta scalzato. Così lo invita a un banchetto reale e viene a sapere che Banquo e il giovane figlio, Fleance, usciranno per una cavalcata quella sera stessa. Macbeth ingaggia due sicari per uccidere Banquo e Fleance (un terzo sicario compare misteriosamente nel parco prima dell’omicidio: secondo una parte della critica potrebbe essere immagine e personificazione stessa dello spirito dell’Assassinio). Banquo viene dunque massacrato brutalmente, ma Fleance riesce a fuggire. Al banchetto, che dovrebbe celebrare il trionfo del re, Macbeth è convinto di vedere il fantasma di Banquo che siede al suo posto, mentre gli astanti e la stessa Lady Macbeth non vedono nulla. Il resto dei convitati è spaventato dalla furia di Macbeth verso un seggio vuoto, finché una disperata Lady Macbeth ordina a tutti di andare via.

Atto terzo

Macbeth, che cammina ormai a cavallo fra mondo del reale e mondo soprannaturale, si reca dalle streghe in cerca di certezze. Esse, interrogate, chiamano a rispondere degli spiriti: una testa armata dice a Macbeth “temi MacDuff”, un bambino insanguinato gli dice “nessun nato di donna può nuocerti”, un bambino incoronato gli dice “Macbeth non sarà sconfitto fino a che la foresta di Birnam non muova verso Dunsinane”; infine appare un corteo di otto spiriti a simboleggiare i discendenti di Banquo, alla vista dei quali Macbeth si dispera.

Si avvia una stagione di sanguinaria persecuzione ai danni di tutti i lord di Scozia che il sovrano ritiene sospetti, e in particolare contro MacDuff. Un gruppo di sicari viene inviato al suo castello per ucciderlo, ma una volta lì i mercenari non lo trovano, essendo questi recatosi in Inghilterra per cercare aiuto militare contro Macbeth e avviare una rivolta. Gli assassini a ogni modo perpetrano il massacro della moglie di MacDuff e dei suoi figli, in una scena piena di patetismo e crudeltà.

Lady Macbeth nel frattempo, incapace di raggiungere il marito nelle dimensioni surreali in cui si è perso, non regge più il peso dei suoi delitti e comincia a essere tormentata da visioni e incubi che sconvolgono il suo sonno, portandola a episodi di sonnambulismo che sfociano in crisi disperate dove tenta di ripulire le mani da macchie di sangue incancellabili.

Atto quarto

In Inghilterra MacDuff e Malcolm pianificano l’invasione della Scozia. Macbeth, adesso identificato come un tiranno, vede che molti baroni disertano dal suo fianco. Malcolm guida un esercito con MacDuff e Seyward, conte di Northumbria, contro il castello di Dunsinane, fortezza associata al trono di Scozia dove Macbeth risiede. Ai soldati, accampati nel bosco di Birnam, viene ordinato di tagliare i rami degli alberi per mascherare il loro numero. Con ciò si realizza la terza profezia delle streghe: tenendo alti i rami degli alberi, innumerevoli soldati rassomigliano al bosco di Birnam che avanza verso Dunsinane. Alla notizia della morte della moglie (la cui causa non è chiara; si presume che ella si sia suicidata, oppure che sia caduta da una torre in preda al delirio da sonnambula) e di fronte all’avanzata dell’esercito ribelle, Macbeth pronuncia il famoso soliloquio (“Domani e domani e domani”), sul senso vacuo della vita e di tutte le azioni che la costellano, vani atti insignificanti che puntano al raggiungimento di obiettivi che non hanno alcun reale valore.

Richiede poi che gli siano portate armi e armatura, pronto a vendere cara la pelle in quello che già sente essere il suo atto finale.

La battaglia infuria sotto le mura di Dunsinane, e il giovane Seyward, alleato di MacDuff, muore per mano del tiranno, il quale poi affronta MacDuff. Macbeth ritiene di non avere alcun motivo di temere il lord ribelle perché non può essere ferito o ucciso da “nessuno nato da donna”, secondo la profezia delle streghe. MacDuff però dichiara di “essere stato strappato prima del tempo dal ventre di sua madre” e che quindi non era propriamente “nato” da donna. Macbeth tuttavia, nella furia della battaglia accetta tale destino e non dimostra neanche un momento di cedimento, nella sua lucida follia. I due combattono e MacDuff decapita Macbeth, realizzando così l’ultima delle profezie.

Anche se Malcolm, e non Fleance, salí al trono, la profezia delle streghe riguardante Banquo fu ritenuta veritiera dal pubblico di Shakespeare, che riteneva che re Giacomo I fosse diretto discendente di Banquo.

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2022/03/Una-maratona-tv-per-la-Giornata-mondiale-del-Teatro-9b853628-5008-48c1-b405-4c472661f7ee-ssi.html

Anticipazioni TV

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 16 aprile alle 10 su Rai 5: dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 16 aprile alle 10 su Rai 5:diretto da Riccardo Muti per la regia di Graham Vick dalla Scala di Milano– Nell’ambito della storica collaborazione tra Rai e Scala – che in questo periodo, attraverso Rai Cultura, ha già portato su RaiPlay importanti spettacoli – arrivano in Tv sulla Rai le grandi opere scaligere. 

In onda stamattina mercoledì 16 aprile alle 10 su Rai 5 l’opera “Macbeth” di Giuseppe Verdi, diretta da Riccardo Muti per la regia di Graham Vick nella versione andata in scena alla Scala nel novembre 1997.

Dal Teatro alla Scala Macbeth di Verdi. Domina la scena un cubo mastodontico, “un luogo della mente”, secondo il regista Graham Vick, che segnala le oscure simmetrie di un’opera scandita come un incubo. Nel cast Renato Bruson Maria Guleghina Carlo Colombara. Sul podio il M° Muti. Regia tv di Carlo Battistoni.

Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Trama

Atto I

In Scozia, nell’XI secolo, Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

Atto II

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco.

Atto III

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

Atto IV

L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”).

Foto interna: https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2022/03/Una-maratona-tv-per-la-Giornata-mondiale-del-Teatro-9b853628-5008-48c1-b405-4c472661f7ee-ssi.html

Foto esterna: https://www.raicultura.it/musica/articoli/2021/12/Macbeth-1997-43f48234-37a4-4702-9740-d87fb9f4fb0b.html

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Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 3 aprile alle 10 su Rai 5: dal Teatro Regio di Parma

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 3 aprile alle 10 su Rai 5:diretto da Philippe Auguin per la regia di Daniele Abbado dal Teatro Regio di Parma– E’ lo spettacolo che ha inaugurato la diciottesima edizione del Festival Verdi di Parma e Busseto, il “Macbeth” di Giuseppe Verdi che Rai Cultura propone su Rai5 oggi mercoledì 3 aprile alle 10. Registrata al Teatro Regio di Parma nel settembre 2018, l’opera è proposta nella prima versione scritta da Giuseppe Verdi per il Teatro della Pergola di Firenze nel 1847. L’allestimento è firmato da Daniele Abbado, con i costumi di Carla Teti e le luci di Angelo Linzalata.

Sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia e del Coro del Teatro Regio di Parma istruito da Martino Faggiani, Philippe Auguin dirige la partitura nell’edizione critica a cura di David Lawton. Protagonisti sul palco specialisti del repertorio verdiano come il baritono Luca Salsi (Macbeth), il basso Michele Pertusi (Banco), il soprano Anna Pirozzi (Lady Macbeth) e il tenore Antonio Poli (Macduff). Completano il cast Matteo Mezzaro (Malcom), Gabriele Ribis (Il medico), Alexandra Zabala (La dama di Lady Macbeth) e Giovanni Bellavia (Sicario e Il domestico di Macbeth).

Primo dei tre titoli shakespeariani di Verdi composto su libretto di Francesco Maria Piave con interventi di Andrea Maffei, il melodramma dà corpo alle pulsioni distruttive che abitano nei recessi dell’animo umano.

«È all’amore di Verdi per il teatro shakespeariano – racconta Daniele Abbado nelle sue note di regia – che si deve questa grande creazione. Nel Macbeth che andrà in scena al Festival Verdi sono partito proprio dalla ricerca delle risonanze tra le due opere e da quanto Verdi ha trasferito e a tratti rinnovato nella sua scrittura. È un progetto che vive di un doppio registro: da una parte un mondo di immagini generate da buchi neri, da una nebbia costante, immagini che questi buchi neri inevitabilmente riassorbono; dall’altra un mondo di apparizioni, allucinazioni, drammatiche e a volte quasi carnascialesche. Alla fine dell’opera, l’immagine di una natura ostile, nell’assenza d’amore. Assenza di Dio». Regia televisiva di Arnalda Canali.

Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Trama

Atto I

In Scozia, nell’XI secolo, Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

Atto II

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth di Verdi è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco.

Atto III

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

Atto IV

L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”).

Caratteristiche generali

La complessa struttura del dramma shakesperiano in cinque atti fu sintetizzata da Francesco Maria Piave, non senza difficoltà, in una struttura in quattro atti che prevede numerosi cambi di scena e scenari variegati, con ben due scene ambientate nel bosco (introduzione dell’atto primo e finale ultimo). Il lavoro di Piave fu rivisto da Andrea Maffei e il risultato finale mostra una notevole aderenza al testo di Shakespeare.

In questa opera Verdi appare ancora legato alle forme tradizionali. L’azione drammatico-musicale si sviluppa infatti attraverso pezzi chiusi. Non mancano tuttavia scene dalla struttura meno segmentata, come la celebre aria del sonnambulismo di Lady Macbeth.

La distinzione tra i personaggi positivi (Malcolm, Macduff, Banco) e la coppia malvagia dei protagonisti si riflette nello stile di canto, spianato e nobile per i primi, incline ad una declamazione drammatica e cupa (inclusi alcuni effetti di sottovoce) per i secondi.

Personaggi
Lady Macbeth

Lady Macbeth di Verdi è il personaggio psicologicamente più sfaccettato: è malvagia, ma al tempo stesso fragile e compassionevole. È lei a spingere Macbeth, di per sé ignavo, verso la serie di efferati delitti che lo portano al trono. Verdi affidò il ruolo a un soprano drammatico d’agilità, mantenendosi spesso nell’ambito di una tessitura media: alla cantante sono richieste potenza e agilità insolite, una notevole estensione e tenuta nel registro grave e una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto nella scena del sonnambulismo, da eseguire “con un fil di voce”). Se si eccettua l’aria del primo atto «Vieni! t’affretta», con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete», la sua musica ha un tono lugubre e inquietante. Si narra che Verdi, per la prima dell’opera, dicesse che la Lady dovesse avere voce sgradevole e strisciare sul palcoscenico, con caratteri più da demone che da donna.

Tra le più famose Lady spiccano Maria CallasMara ZampieriLeyla GencerBirgit NilssonShirley VerrettGrace BumbryGhena DimitrovaDīmītra Theodossiou, e, recentemente, anche il soprano russo Anna Netrebko.

Macbeth

Macbeth è invece un virile baritono a cui vengono affidate pagine brillanti e insieme di estrema introspezione (vedi il duetto Due vaticini e l’aria finale Pietà, rispetto, amore) che Verdi evidenzia con un’accurata notazione sul rigo musicale a lui relativo.

Le streghe

Fra i gruppi di cui sopra si interpongono le streghe che sono i mezzi del fato. Le loro apparizioni sono due all’inizio dell’atto primo, nell’Introduzione, dove assumono dei caratteri grotteschi e quasi ironici e nell’atto terzo, dove invece sono le misteriose artefici del fato con lugubri toni e tuttavia grande grazia e sensibilità si richiede alle cantanti nel coretto ballabile “Ondine e silfidi”. Molto curioso è il fatto che i tre gruppi di streghe (uno per ciascuna strega dell’originale) mantengano l'”io” dell’originale in luogo di “noi”, ciò che potrebbe suggerire che nelle menti del librettista e del compositore le streghe in scena dovrebbero essere fisicamente solo tre, ma suonare come sei (Verdi aveva previsto un coro di diciotto streghe)..

Foto interna ed esterna:https://www.raiplay.it/programmi/macbethteatroregiodiparma

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Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 21 marzo alle 10 su Rai 5: dal Teatro Regio di Parma

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 21 marzo alle 10 su Rai 5:diretto da Philippe Auguin per la regia di Daniele Abbado dal Teatro Regio di Parma– Nell’ambito dell’omaggio al direttore d’orchestra Bruno Bartoletti ad oltre dieci anni dallasu scomparsa, Rai Cultura ripropone giovedì 21 marzo alle 10 su Rai 5, il “Macbeth” di Giuseppe Verdi da lui diretto al Teatro Regio di Parma, con la regia di Liliana Cavani.

Interpreti principali: Leo Nucci nel ruolo eponimo, Sylvie Valayre in quello della Lady, Enrico Iori in quello di Banco. Regia televisiva di Andrea Bevilacqua.

Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Trama

Atto I

In Scozia, nell’XI secolo, Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

Atto II

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth di Verdi è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco.

Atto III

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

Atto IV

L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”).

Caratteristiche generali

La complessa struttura del dramma shakesperiano in cinque atti fu sintetizzata da Francesco Maria Piave, non senza difficoltà, in una struttura in quattro atti che prevede numerosi cambi di scena e scenari variegati, con ben due scene ambientate nel bosco (introduzione dell’atto primo e finale ultimo). Il lavoro di Piave fu rivisto da Andrea Maffei e il risultato finale mostra una notevole aderenza al testo di Shakespeare.

In questa opera Verdi appare ancora legato alle forme tradizionali. L’azione drammatico-musicale si sviluppa infatti attraverso pezzi chiusi. Non mancano tuttavia scene dalla struttura meno segmentata, come la celebre aria del sonnambulismo di Lady Macbeth.

La distinzione tra i personaggi positivi (Malcolm, Macduff, Banco) e la coppia malvagia dei protagonisti si riflette nello stile di canto, spianato e nobile per i primi, incline ad una declamazione drammatica e cupa (inclusi alcuni effetti di sottovoce) per i secondi.

Personaggi
Lady Macbeth

Lady Macbeth di Verdi è il personaggio psicologicamente più sfaccettato: è malvagia, ma al tempo stesso fragile e compassionevole. È lei a spingere Macbeth, di per sé ignavo, verso la serie di efferati delitti che lo portano al trono. Verdi affidò il ruolo a un soprano drammatico d’agilità, mantenendosi spesso nell’ambito di una tessitura media: alla cantante sono richieste potenza e agilità insolite, una notevole estensione e tenuta nel registro grave e una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto nella scena del sonnambulismo, da eseguire “con un fil di voce”). Se si eccettua l’aria del primo atto «Vieni! t’affretta», con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete», la sua musica ha un tono lugubre e inquietante. Si narra che Verdi, per la prima dell’opera, dicesse che la Lady dovesse avere voce sgradevole e strisciare sul palcoscenico, con caratteri più da demone che da donna.

Tra le più famose Lady spiccano Maria CallasMara ZampieriLeyla GencerBirgit NilssonShirley VerrettGrace BumbryGhena DimitrovaDīmītra Theodossiou, e, recentemente, anche il soprano russo Anna Netrebko.

Macbeth

Macbeth è invece un virile baritono a cui vengono affidate pagine brillanti e insieme di estrema introspezione (vedi il duetto Due vaticini e l’aria finale Pietà, rispetto, amore) che Verdi evidenzia con un’accurata notazione sul rigo musicale a lui relativo.

Le streghe

Fra i gruppi di cui sopra si interpongono le streghe che sono i mezzi del fato. Le loro apparizioni sono due all’inizio dell’atto primo, nell’Introduzione, dove assumono dei caratteri grotteschi e quasi ironici e nell’atto terzo, dove invece sono le misteriose artefici del fato con lugubri toni e tuttavia grande grazia e sensibilità si richiede alle cantanti nel coretto ballabile “Ondine e silfidi”. Molto curioso è il fatto che i tre gruppi di streghe (uno per ciascuna strega dell’originale) mantengano l'”io” dell’originale in luogo di “noi”, ciò che potrebbe suggerire che nelle menti del librettista e del compositore le streghe in scena dovrebbero essere fisicamente solo tre, ma suonare come sei (Verdi aveva previsto un coro di diciotto streghe)..

Foto interna ed esterna:https://www.amazon.com/Cavani-Liliana-Macbeth/dp/B004P96WH2

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Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 23 febbraio alle 21.15 su Rai 5: dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “Macbeth” di Verdi del 23 febbraio alle 21.15 su Rai 5:con ladirezione di Claudio Abbado e la regia di Giorgio Strehlerdalla Scala di Milano– Per la Grande Musica Lirica in TV stasera giovedì 23 febbraio alle 21.15 su Rai 5 andrà in onda dal Teatro alla Scala il Macbeth di Verdi, nello storico allestimento andato in scena nel 2004 firmato dalla regia di Giorgio Strehler con la direzione musicale di Claudio Abbado.

Nel cast Piero Cappuccilli, Nicolai Ghiaurv, Shirley Verrett, Stefania Malagù, Veriano Luchetti, Antonio Savastano e Giovanni Foiani. Regia tv di Carlo Battistoni.

Macbeth è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile. Da allora è entrata stabilmente in repertorio.

Trama

Atto I

In Scozia, nell’XI secolo, Macbeth e Banco sono di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

Atto II

Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco.

Atto III

Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth.

Atto IV

L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”).

Caratteristiche generali

La complessa struttura del dramma shakesperiano in cinque atti fu sintetizzata da Francesco Maria Piave, non senza difficoltà, in una struttura in quattro atti che prevede numerosi cambi di scena e scenari variegati, con ben due scene ambientate nel bosco (introduzione dell’atto primo e finale ultimo). Il lavoro di Piave fu rivisto da Andrea Maffei e il risultato finale mostra una notevole aderenza al testo di Shakespeare.

In questa opera Verdi appare ancora legato alle forme tradizionali. L’azione drammatico-musicale si sviluppa infatti attraverso pezzi chiusi. Non mancano tuttavia scene dalla struttura meno segmentata, come la celebre aria del sonnambulismo di Lady Macbeth.

La distinzione tra i personaggi positivi (Malcolm, Macduff, Banco) e la coppia malvagia dei protagonisti si riflette nello stile di canto, spianato e nobile per i primi, incline ad una declamazione drammatica e cupa (inclusi alcuni effetti di sottovoce) per i secondi.

Personaggi

Lady Macbeth

Lady Macbeth è il personaggio psicologicamente più sfaccettato: è malvagia, ma al tempo stesso fragile e compassionevole. È lei a spingere Macbeth, di per sé ignavo, verso la serie di efferati delitti che lo portano al trono. Verdi affidò il ruolo a un soprano drammatico d’agilità, mantenendosi spesso nell’ambito di una tessitura media: alla cantante sono richieste potenza e agilità insolite, una notevole estensione e tenuta nel registro grave e una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto nella scena del sonnambulismo, da eseguire “con un fil di voce”). Se si eccettua l’aria del primo atto «Vieni! t’affretta», con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete», la sua musica ha un tono lugubre e inquietante. Si narra che Verdi, per la prima dell’opera, dicesse che la Lady dovesse avere voce sgradevole e strisciare sul palcoscenico, con caratteri più da demone che da donna.

Tra le più famose Lady spiccano Maria CallasMara ZampieriLeyla GencerBirgit NilssonShirley VerrettGrace BumbryGhena DimitrovaDīmītra Theodossiou, e, recentemente, anche il soprano russo Anna Netrebko.

Macbeth

Macbeth è invece un virile baritono a cui vengono affidate pagine brillanti e insieme di estrema introspezione (vedi il duetto Due vaticini e l’aria finale Pietà, rispetto, amore) che Verdi evidenzia con un’accurata notazione sul rigo musicale a lui relativo.

Le streghe

Fra i gruppi di cui sopra si interpongono le streghe che sono i mezzi del fato. Le loro apparizioni sono due all’inizio dell’atto primo, nell’Introduzione, dove assumono dei caratteri grotteschi e quasi ironici e nell’atto terzo, dove invece sono le misteriose artefici del fato con lugubri toni e tuttavia grande grazia e sensibilità si richiede alle cantanti nel coretto ballabile “Ondine e silfidi”. Molto curioso è il fatto che i tre gruppi di streghe (uno per ciascuna strega dell’originale) mantengano l'”io” dell’originale in luogo di “noi”, ciò che potrebbe suggerire che nelle menti del librettista e del compositore le streghe in scena dovrebbero essere fisicamente solo tre, ma suonare come sei (Verdi aveva previsto un coro di streghe).

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