mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Bimba sottratta, depositate le firme delle due petizioni avviate sul caso

ASCOLI PICENO – Depositate le firme raccolte nell’ambito delle due petizioni avviate in via seprata relativamente al caso della bimba sottratta ai genitori appena nata. La prima riguarda in maniera specifica la situazione della piccola. L’altra chiede l’attuazione di provvedimenti per modificare uno stato di cose in via generale. Ad Ascoli Piceno, lo ricordiamo, una bambina è stata sottratta ai genitori appena nata in quanto la madre soffrirebbe di una sorta di disabilità psichica  per mano del Tribunale dei minori. Appena dopo il parto alla donna non è stato neanche consentito di allattare la piccola e ci si stava già addirittura muovendo per provvedere all’affidamento della bimba ad altra famiglia.

La piccola, nata a novembre, è attualmente affidata ad una struttura. La mamma è invalida al 100% con diagnosi di ritardo mentale grave-moderato con QI <45. Ciononostante ha conseguito la licenza di terza media e lavorava come aiuto cuoca in una casa di riposo per 4 ore lavorative al giorno percependo circa 400,00 euro al mese: metà versati direttamente a lei e gli altri 200,00 sul suo libretto gestito dall’amministratore di sostegno. Nell’ottobre 2010 conosce il padre della bambina. Anche lui ha avuto dei trascorsi in psichiatria ma si è ristabilito, sebbene secondo lo psicologo abbia un deficit di aderenza alla realtà. Decidono di mettersi insieme e lei lascia il lavoro e si trasferisce a casa del compagno, di proprietà del nonno paterno.

I Servizi Sociali la accusano di mettere a repentaglio la sua stabilità economica e cercano a più riprese di riportarla al lavoro. Ma come riferito anche dalla dottoressa incaricata dal Tribunale, le condizioni della ragazza migliorano grazie all’amore del compagno. Il padre non ha un lavoro stabile, ma ha una casa e può contare sull’aiuto del nonno che è un rispettato dipendente comunale. Decidono di farsi una famiglia e di mettere al mondo un bambino fortemente voluto da entrambi. Sarebbe discriminante asserire che chi è portatore di un handicap non debba avere la possibilità di crescere  figli nati dall’amore. Sarebbe forse sufficiente un sostegno, un aiuto, che consenta ad una famiglia di rimanere unita.. Il provvedimento è stato comunque impugnato e se ne discuterà a settembre.