mercoledì, Ottobre 21, 2020
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VITE (A)MARE, SPETTACOLO PER E CON GLI OSPITI DELLO SPRAR

“Vite (A)mare – Teatro e migrazioni” è il titolo dello spettacolo, in programma domani, mercoledì 6 settembre, alle 21, nel teatro della Villa comunale di Roseto (ingresso libero).

 

L’iniziativa è della cooperativa Tre fontane che gestisce lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Roseto degli Abruzzi e con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Gli attori sono i richiedenti asilo, referente del progetto è Antonella Durante.

 

“Vite a mare non è una pièce”, spiega il direttore artistico Riccardo Ricci, “Non ha un inizio e non ha fine. Ha solo un mentre. È  un contenitore di stracci, storie, canti, testimonianze di vita che vengono dal mare. Lo scopo di questo evento non è  commuovere né fare politica ma  raccontare ciò che è sulla riva del nostro mare alla luce del sole”.

 

L’intenzione è quella di utilizzare il teatro come attività di inserimento e recupero dell’identità sociale. Pertanto lo scopo del laboratorio  è stato quello di produrre uno spettacolo figlio delle testimonianze e dei racconti dei suoi protagonisti.

 

“Non è facile affrontare i temi dell’immigrazione”, sottolinea l’assessore alle Politiche sociali, Luciana Di Bartolomeo, “soprattutto in questi giorni. E’ però opportuno, anzi, direi fondamentale, confrontarsi con le storie di persone, uomini, donne e bambini, che hanno affrontato lunghi e tormentati viaggi. L’integrazione è importante e va supportata dalla conoscenza reciproca. Il progetto Vite (a)mare va certamente in questa direzione”.

 

“Il senso di questo progetto”, spiegano gli organizzatori, “nasce dalla volontà di mandare un messaggio chiaro all’opinione pubblica sulla reale entità e condizione dei rifugiati nel nostro Paese. Il laboratorio e il seguente spettacolo hanno la scopo di creare un legame  fra la provincia ospitante e i fruitori del progetto. Gli operatori dello Sprar, i rifugiati, l’esperto, i tecnici, gli psicologi e gli interpreti lavorano insieme per un fine comune. Poiché il rifugiato nel momento in cui riceve ospitalità si libera solo in parte dalla sua condizione il resto del processo va fatto sul territorio. Solo accogliendo e collaborando si può riuscire a trasformare un rifugiato in un connazionale prima e in un lavoratore poi”.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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