venerdì, Ottobre 30, 2020
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Mario Vespasiani – nubivagant – inaugurazione a Ripatransone

MARIO VESPASIANI
nubivagant
inaugurazione sabato 23 dicembre ore 17,00
 
One Lab Contemporary
Ripatransone
 
 
 
Mario Vespasiani dopo la mostra al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle e la recente presentazione della sua trilogia alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, prosegue col progetto nubivagant – che sarà inaugurato sabato 23 dicembre nello studio One Lab Contemporary di Ripatransone  la sua particolare riflessione sul tema del cielo che dall’arte tocca la scienza, l’astronomia e la teologia. 
La sua ricerca nel corso del tempo ha esaminato i temi principali della pittura, dal ritratto al paesaggio, dagli animali alla natura morta, dai moti spirituali al genere astratto, con una particolare attenzione al ruolo dei simboli, in quanto ogni immagine è intesa come una soglia in grado di condurre a nuovi livelli di significato. Vespasiani presenta in questa occasione parte delle sue ricerche che guardano verso l’alto, in cui sembrano riflettersi tutti gli aspetti della vita quotidiana, attraverso proiezioni inconsce che possono risultare oscure e indecifrabili come rivelative e illuminanti.
 
Saranno in mostra opere che riguardano i simboli cari a Vespasiani che hanno un più o meno evidente riferimento col cielo: quali le stelle, le eclissi, le nuvole, il vento, la tempesta, il fulmine, il colore blu, l’albero, l’oscurità, le lacrime, i velivoli o personaggi come Giuseppe da Copertino il santo dei voli, il capitano Nobile, la Regina del cielo. 
Anche l’installazione delle opere si distacca dall’allestimento minimalista adoperato in passato, per divenire un laboratorio alchemico dove le tele si toccano e si sovrappongono, come ad unire i vari piani e i diversi punti di partenza. La scelta del termine inglese nubivagant ha significato per Vespasiani concentrare in una parola il senso di immaterialità e movimento, di ascese e vertigini, per portare a leggere l’opera più con i sensi che con la ragione, emancipando il quadro dal suo impatto immediato, dall’immagine che convenzionalmente abbiamo assegnato ad ognuno di questi temi. Fare oggi pittura per Mario Vespasiani vuol dire fare esperienza della figurazione al suo limite, vuol dire mostrare l’energia della creazione stessa, l’eccesso che la abita e che spalanca la visione su un altrove dove la figura si carica di forza e mistero.
 
Vespasiani adopera spesso il termine di “risonanza” per descrivere i suoi lavori, come richiami ad una dimensione sacra in cui tutti gli elementi sono in contatto tra loro. La sua particolare cifra espressiva, la via del colore, è attenta perfino alle fioche luci sull’orizzonte o delle profondità dell’universo, focalizzandosi più che su una precisione fotografica sulla densità segnica, che si scioglie o si addensa, abbaglia o inghiotte. Questo tipo di memoria non è mai obiettiva, perché stimola un’interpretazione: non ci chiede cosa ci ricorda quello che stiamo vedendo, ma come reinterpretarlo, come renderlo nuovamente vivo: nubivagant è allora l’incontro del tempo trascorso con un altro tempo, è quel flashback, che ravviva più che il passato il pensiero. I volti e gli oggetti perdono sostanza, caricandosi di colori, delle tonalità a noi contemporanee. Le opere, frammenti di una totalità, chiedono di essere seguite, poiché vagano verso un centro comune, coscienti che la finalità ultima di ogni cosa è di vibrare all’unisono, per ritrovare la concretezza dell’insieme.
 
Il simbolo ha la capacità di unire entità contrastanti, di mantenere una vitalità e un’ambiguità che ancora oggi intreccia connessioni dal passato al presente con l’esistenza in tutte le sue forme ed è proprio nell’attraversare lo sguardo di Mario Vespasiani che questi soggetti diventano “immagine senza tempo” in un percorso che gli spettatori sono invitati a compiere,
perché l’arte non è un intrattenimento bensì la possibilità di incontrare ciò che esiste dentro noi stessi, con cui ancora non abbiamo familiarizzato.
 
 
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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