venerdì, agosto 23, 2019
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GLS Dolphins Ancona, verso la festa dei 35 anni organizzata dai Veterans, parte prima

Settimana speciale in casa GLS Dolphins Ancona che domenica sera festeggerà con una mega cena allo stadio Dorico i propri trentacinque anni di esistenza ed attività ininterrotta. Unica società italiana di football americano a potersi vantare di questo primato. La cena sarà preparata e gestita dai Veterans, l’associazione degli ex giocatori dei Dolphins.

In questo primo articolo, in tutto saranno due, assieme ad un Veterans andremo a ricordare come sono nati i Dolphins, quanta fatica si è fatta per partire e le prime partite dei Dolphins stessi. Detto che il presidente dell’associazione Carlo Casali ha nominato come portavoce ad honorem dei Veterani Luca Bargilli, con quest’ultimo corriamo indietro nel tempo fino al 1983 quando i Dolphins hanno disputato la loro prima partita.

Allora Luca, in questi giorni se uno volesse mettere su una squadra di football americano contatterebbe qualche ex Dolphins, posterebbe tre-quattro messaggi su facebook e il gioco, almeno per il reclutamento sarebbe fatto. Come avete fatto a partire nei primi anni ’80 quando tutti questi social non c’erano? «Beh in primis tanto tanto passaparola. Nelle palestre ed anche, in parte minore, tra chi praticava altri sport. Infine qualche manifesto qua e la».


Ma chi vi allenava? «Nessuno, facevamo da soli. Io in verità io mi sono inserito un po’ dopo ed eravamo 7-8 Tuttavia sì, ci si allenava da soli d’estate nel lungomare di Marcelli e alla Cittadella d’inverno». E poi? «Poi un nostro amico era andato in vacanza negli Stati Uniti ed aveva comprato una palla da football. Ecco ci allenavamo solo con quella».

E poi come avete fatto a fare una società in tutto e per tutto? «Fu indispensabile l’opera di Paolo Pandolfi, al tempo segretario del liceo Classico Rinaldini, poi diventato un diplomatico di fama internazionale. Inoltre all’inizio ci diede una mano indispensabile il Cus. In particolare le figure di Luigi Dal Cerè e Fabio Fiore. Sì, queste tre persone ed il Cus Ancona sono stati indispensabili per partire ed affiliarci alla federazione di allora, l’AIFA. Partimmo dalla serie B».

Questo però nel 1984. Eppure la prima partita, suppongo amichevole, fu giocata nel 1983 a detta di tutti. «Esatto giocammo la prima amichevole nel 1983». E contro chi? «A beh, qui siamo alla mitologia più assoluta. C’è chi dice a Pescara, altri in Romagna. Chissà. Comunque la giocammo eh». Molto divertente questo particolare.

La storia ufficiale dei Dolphins cita come prima amichevole quella coi Crabs Pescara nel 1983.

E sul piano tecnico? Avete continuato a fare da soli? «No no. Ci demmo una ampia sistemata. La svolta si ebbe quando prendemmo contatti con la base Nato di Rimini e degli americani iniziarono a seguirci. Da li migliorammo tatticamente e tecnicamente e potemmo presentarci in maniera decente al campionato di serie B del 1984». E infatti, annuali alla mano il debutto ufficiale dei Dolphins in un campionato federale è marcato 16 settembre 1984, allo stadio JFK di Bologna. Il risultato non fu dei più fortunati perché i Dolphins persero 34-6. Il primo touchdown della storia Dolphins porta il nome, o meglio il cognome, di Rinaldi.

Sei giorni dopo la prima in casa. Partita sfortunata. Si perde coi Trucks Napoli, ma per 23-24. Poi il 29 settembre la prima vittoria, a Roma, contro i Cannons. Un sonoro 0-32 inflitto ai laziali. A fine stagione il record segno un 4-6-0 (al tempo era in vigore anche il pareggio).

Nel 1985 il record fu di 6-3-1. Ottimo anche se non valse la promozione che arrivò la stagione successiva. 8-2-0 come record e vittoria del campionato sfumata al Silver Bowl con una sconfitta contro i Redskins Verona. Una serie A che i Dolphins hanno mollato, per scelta della vecchia proprietà e non per essere retrocessi sul campo, nel 1988, prima di tornare in A con la nascita della IFL.

«Assolutamente sì –afferma orgoglioso Bargilli-. Siamo l’unica società ad operare ininterrottamente dall’anno della nascita e questo ci riempie di orgoglio. A me come a tutti i Veterans».

Contrariamente a quanto creduto da molti, ad operare ininterrottamente dalla nascita ci sono anche Lions Bergamo, Aquile Ferrara e Redskins Verona

Bargilli nello statuto dei Veterans c’è un forte impegno sociale cheracconteremo domaniOggi volevamo soffermarci su questo connubio vecchi giocatori – nuovi giocatori. Puoi spiegarci meglio? «Tanti ex giocatori hanno svolto nel corso di questi anni ruoli di allenatore o dirigenziali. E’ quindi abbastanza normale per noi essere ancora in contatto con i giovani e le nuove problematiche. Su tutte l’abbattimento di ogni diversità». Il problema delle diversità sussisteva anche ai tuoi tempi? «No no. Ai tempi il problema era socio politico». Sarebbe a dire? «Che si ritrovavano a giocare assieme ragazzi di diversa estrazione politica che fino a qualche mese prima si rincorrevano a Piazza Cavour per darsele. Il football e lo stare assieme è servito molto ad abbattere queste differenze ideologiche allora, è molto utile ad eliminare odi razziali e diversità oggi».

Continueremo domani a raccontare l’impegno sociale dei Veterans e come questi sono nati. Prima di chiudere puoi dirci quanti anni hai giocato nei Dolphins e in che ruolo? «Ero linebacker e come giocatore ho dato il mio contributo dal 1983 al 1987».

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