venerdì, Ottobre 30, 2020
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TuPassi: un ottimo sistema che però autorizza i furbetti a scavalcare la fila?

ROMA  – A chi non è capitato qualche volta di infastidirsi per essere stato scavalcato dal “furbetto” in un ufficio qualsiasi, mentre si attende compostamente il proprio turno?

Certamente non discutiamo di quelle persone a cui  è ovviamente ed umanamente corretto dar loro la priorità: donne in dolce attesa, portatori di handicap ed anziani.  Ma il tempo è denaro, e se vi è un sistema che ci può agevolare nell’abbreviare l’attesa, ben venga, così è nato TuPassi che, utilizzando la tecnologia degli Smartphone, permette di prenotare per tempo ad un dato orario e in un dato giorno, evitandoci così lunghe file.

Sistema che sembrerebbe già in uso in vari uffici, tra cui alcuni uffici postali e installato da pochi giorni negli uffici della Casa Comunale, Albo Pretorio di Roma Capitale dove sono molto lunghe le file per ritirare le cartelle dell’agenzia di riscossione o altri documenti che non è stato possibile recapitare a casa dell’interessato per assenza.

Riscontriamo tuttavia, certamente per qualche errore in buona fede di chi ha progettato il sistema, che un sistema utile nella gestione delle code, può essere sfruttato dal “ furbetto di turno” per arrivare , esaminare il tempo di attesa, ed utilizzarlo per scavalcare tutti, che ignari ed inconsapevoli, o non conoscono il sistema o non hanno facilmente compreso l’uso della tecnologia, come spesso avviene agli anziani e non solo. Pubblichiamo la segnalazione che una nostra lettrice ci ha inviato.

Premetto che mi trovavo presso la Casa Comunale di Via Lugi Petroselli a Roma il 2 ottobre alle ore 13.10 sede centrale per le notifiche vari atti comunali, una folla di gente per prendere il numero di prenotazione, tanto che a me viene erogato il numero 777, numero che serve solo per arrivare alle casse comunali dove si paga e viene dato un secondo numero che da diritto al ritiro del documento.

Alle 14.30 circa arrivo alle Casse dove gentilmente mi viene fatto notare di avere 140 persone prima di me e mi viene consegnato un secondo numero, il n. 580.

Mi trovo al piano terra dell’edificio, con stanze che sono in corridoi bui e senza finestre, non sono l’unica ovviamente: insieme a me, anziani, donne con bambini ed anche un disabile ad attendere il proprio turno.  Insufficienti le sedie per tutti, tanto che anche il corridoio viene sfruttato per sostare.

Sono le 15.00: essendo trascorso un po’ di tempo senza che la fila progredisse, mi guardo intorno e chiedo agli altri che numero avessero anche per capire il mio destino.

Il caso vuole mi trovi di fronte al box TuPassi-PRENOTAZIONI ON LINE, la mia curiosità si fa subito viva ed inizio a chiedere ai malcapitati intorno a me, qualcuno sostiene che è un sistema dove bisogna prenotarsi il giorno prima ma è stato aperto da pochi giorni, intanto sono le 15.30 e davanti allo sportello, non c’è nessuno, se non l’impiegata dietro lo sportello.

Le chiedo quindi se fosse possibile dato l’ingente numero di persone attivare anche questo sportello per la distribuzione dai plichi da ritirare. Ma lei mi risponde che non era possibile perché “gestiva solo le prenotazioni on line”.

Ovvio, inizio a perdere le speranze di uscire da quel posto prima di cena”, mi rassegno e torno al mio posto. Subito dopo vedo arrivare 5/10 persone a quello stesso sportello con il mio stesso avviso, e “la funzionaria espleta le pratiche senza porre ostacoli”.

A questo punto mi avvicino ad uno dei Signori che erano in fila, e chiedo come avesse fatto a prenotare, questi candidamente mi risponde che si è prenotato il giorno stesso con il TUPASSI.IT, avendo visto l’elevata affluenza.

Incuriosita, mi sono collegata al Portale Comunale per effettuare la registrazione ed in effetti, tempo 10 minuti, il sistema mi riporta alla prenotazione in tempo reale, mi dà la possibilità di scelta giorno e orario per effettuare la stessa prenotazione per la quale avevo già fatto 2 ore e mezza di fila!

Mi sono sentita stupida, ma soprattutto presa in giro, nessuno ha tempo da perdere, l’informazione è tutto, allora mi chiedo, perché non scriverlo a caratteri cubitali su quello stesso sportello?! La mia reazione è stata immediata. Vado dal Responsabile dell’ufficio e faccio presente la cosa, dicendo che avevo le prove di ciò che lamentavo, perché una volta prenotato ho ricevuto una mail di conferma con data e orario dell’appuntamento, che risultava essere prossimo e quindi molto prima dell’orario cui sarei uscita seguendo l’iter già iniziato a dimostrazione del fatto che alcuni si erano fatti beffa del sistema e che il sistema stesso ha beffato i cittadini oltre che me e le innumerevoli persone che non erano riusciti ancora ad arrivare ala prima numerazione.

Chiedo quindi di un Funzionario, che si dichiara Capo Ufficio il quale mi dice che sarebbe andato a chiedere in Direzione, intanto la fila di persone al TuPassi aumenta quasi tutte persone presenti in sala da tempo che avevano scoperto l’arcano tanto che sorridenti vanno via in 5 minuti. Il funzionario tornando sembra quasi non abbia il coraggio di dirmi che avevo ragione, e che il tecnico cui si era rivolto aveva confermato la cosa dicendo che lo stesso avveniva anche negli uffici postali, ma che non poteva interrompere il servizio. Insomma una sorta di legalizzazione dei furbetti” della fila”.

i tratta di un sistema certamente utile che aiuta ad ottimizzare i tempi, se utilizzato nel giusto verso, come evidenziato dai parecchi attestati di stima e dai favorevoli articoli di autorevoli quotidiani pubblicati ne sito produttore del sistema, ma che ovviamente non può né deve tuttavia poter essere utilizzato a parte senza integrazione con chi ha già fatto una fila o è già in fila. Un conto è prenotarsi il giorno prima, un conto è scavalcare chi si è già prenotato. Non possiamo quindi che proporre alla modifica dell’applicazione, da momento che sembrerebbe nello stesso ufficio descritto dalla nostra lettrice, sembrerebbe siano avvenuti spiacevoli tensioni che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ Ordine. Evitiamo che la tecnologia sia al servizio dei “ Furbetti”

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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