martedì, Dicembre 7, 2021
Home > Marche > Ex magistrato ottiene il suicidio assistito in Svizzera. La Procura di Pesaro mette sotto inchiesta due medici

Ex magistrato ottiene il suicidio assistito in Svizzera. La Procura di Pesaro mette sotto inchiesta due medici

PESARO – Avrebbero consentito per negligenza il suicidio assistito dell’ex magistrato calabrese Pietro D’Amico, convinto di avere una grave malattia, che ebbe luogo a Basilea l’11 aprile 2013. La Procura della Repubblica di Pesaro ha messo per questo motivo sotto accusa due medici per concorso in omicidio colposo. Avrebbero scritto, secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino che D’Amico, paziente di entrambi i sanitari, fosse affetto da patologia terminale. Così l’ex magistrato si recò in un centro in Svizzera munito di due certificati che avrebbero decretato una malattia terminale. La cosa sconvolgente è che in realtà l’uomo non era malato. Senza quei documenti, non avrebbe potuto mai ottenere l’autorizzazione al suicidio. L’ex magistrato era ipocondriaco, aveva il diabete ed era un po’ depresso. Ma niente più di questo. I medici si difendono: “Si parlava solo di una malattia neurodegenerativa. Il referto fu richiesto in quanto D’Amico diceva di voler andare in pensione”. Secondo i legali della difesa non si sarebbe mai parlato di malattie terminali. La chiusura dell’inchiesta è attesa per i prossimi giorni. La procura di Pesaro è convinta del fatto che i due medici sottoposti ad indagine possano aver avuto un ruolo determinante nel suicidio dell’ex magistrato.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net