lunedì, Ottobre 21, 2019
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A Pescara il convegno sanità “2019-2024 la rete ospedaliera il nostro progetto”

Si è svolto nel pomeriggio di ieri a Pescara presso l’Auditorium Petruzzi, il Convegno “2019-2024 la rete ospedaliera il nostro progetto” organizzato da Civiche per l’Abruzzo.

L’incontro si è aperto con la relazione del Professor Ferdinando Romano già direttore generale sanità della regione Lazio e direttore del dipartimento Sanità Ambiente e Agricoltura della Regione Campania, e già presidente inran, che ha esposto dati significativi riguardanti la Sanità Nazionale ed in particolar modo quella abruzzese.

Romano ha evidenziato la drammatica situazione economica della Sanità abruzzese, che dopo un encomiabile azione di risanamento portata avanti dal Governo Chiodi, tanto da riuscire ad ottenere un disavanzo di 36,8 milioni di Euro nel 2011, si è ripiombati successivamente in una situazione disastrosa nel 2017 a meno 52,2 milioni di Euro.


Questo fa il pari con l’andamento delle quote di accesso che sono passate da meno 11,7 milioni di Euro del 2015 a meno 34,3 milioni di euro del 2018.

Sullo stato di salute della popolazione, la capacità di risposta ai bisogni di salute, e il mantenimento dello stato di salute, l’Abruzzo ottiene una valutazione (su una scala da 1 a 10) di 4,6.

Dai dati emersi si evince quindi la necessita di migliorare l’assistenza sanitaria regionale a partire da un diverso e più efficace utilizzo della rete ospedaliera nel territorio.

Romano ritiene che l’inefficienza rilevata nella nostra Regione è in larga misura imputabile al depauperamento degli organici dei servizi assistenziali. Occorre dunque garantire a tali servizi una adeguata consistenza di personale, procedendo alle necessarie assunzioni. Restituire, inoltre, ai giovani, che investono tanto tempo e molti soldi nella formazione, la possibilità di accedere ai ruoli del servizio sanitario.

Sulle modalità e sulle nuove politiche sanitarie che il nuovo governo regionale dovrebbe adottare, anche alla luce della relazione del professor Romano, sono intervenuti:

Dott. Itala Corti Segretario Regionale- CIMO

Dott. Giuseppe De Angelis Segretario Regionale- UIL FPL Abruzzo

Dott. Alessandro Di Felice Presidente Regionale- A.N.P.O. Associazione Nazionale Primari Ospedalieri

Dott. Alessandro Grimaldi Segretario Regionale ANAAO ASSOMED Regione Abruzzo

Dott. Luigi Leonzio Segretaria Regionale CISL Abruzzo

Dott. Gabriele Pasqualone Segretario Regionale – FIALS Federazione italiana Autonomie Locali e Sanità

Le conclusioni sono state tracciate dal candidato Presidente per le Civiche per l’Abruzzo Fabrizio di Stefano che ha esposto un decalogo dei valori fondamentali nella sanità abruzzese, inoltre Di Stefano ritiene che “per garantire la sostenibilità è necessaria una trasformazione del sistema che deve procedere attraverso il rafforzamento e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. In pratica trasferire al domicilio dei pazienti o a strutture di prossimità quelle prestazioni che oggi sono erogate impropriamente in ospedale. Si andrebbe così ad alleggerire la pressione sugli ospedali, migliorando il contesto in cui opera lo stesso personale ospedaliero, aumentando l’offerta sanitaria, l’appropriatezza delle prestazioni, la tempestività dell’erogazione, riducendo i costi e liberando le risorse per gli investimenti.

Altro obiettivo è quello di reinterpretare una sanità privata accreditata quale effettivo ed efficace complemento/risposta alle criticità dell’offerta sanitaria pubblica, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa e soprattutto la mobilità passiva regionale.

Importante dunque un Modello organizzativo regionale che abbia quattro aziende Ospedaliere multipresidio (L’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara) di cui due Aziende Ospedaliero-Universitarie. Un’Azienda Sanitaria Locale Unica Regionale senza presidi ospedalieri integrati e un’Azienda Zero con funzioni di supporto alla programmazione sanitaria e socio-sanitaria.

E’ necessario ripensare alla rete ospedaliera, che è stata oggetto di rimodulazioni in relazione alle disposizioni normative susseguite nel tempo, resta però il nodo dei piccoli ospedali. Fondamentale ripensare alla loro funzione sulla base di principi di efficienza ed elementi valoriali che hanno poco a che vedere con l’impostazione geo-aritmetica suggerita dalla norma.

Bisognerà avere un riallineamento delle Regioni in termini di tecnologie e strutture sanitarie, per garantire a tutti i cittadini una vera equità qualitativa dell’offerta sanitaria. Particolare considerazione sulle opportunità offerte dal projet financing in ordine alla ristrutturazione, riqualificazione, rinnovamento della rete ospedaliera regionale”.

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