sabato, Maggio 15, 2021
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Raffaele Curi torna a Potenza Picena

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di Maurizio Verdenelli

Riecco il ‘Figliol prodigo’: o meglio prodigio, questione di ‘i’ non di puntini per Raffaele Curi da Potenza Picena-Roma e ritorno. Che si celebra all’interno del Mugellini festival, venerdì prossimo, ore 21.15 (cappella dei Contadini a piazzale Santo Stefano) a distanza di 34 anni dall’evento che segnò da parte del Comune potentino la riapertura di Villa Buonaccorsi a Montecanepino. Allora nel parco monumentale con Raffaele, Lino Capolicchio -entrambi protagonisti del film Premio Oscar ‘Il Giardino dei Finzi-Contini’ per la regia di Vittorio De Sica- e il ‘flauto d’oro’ del grande Severino Gazzelloni. Con l’attore-regista, in scena il piano del maestro Lorenzo Di Bella: una scaletta musicale d’eccellenza per ‘One man show’. Potenza Picena festeggia così il figlio suo più famoso: un ritorno che forse Curi non avrebbe voluto, al modo di Virna Lisi, destinando alle Marche ed in particolare al Maceratese gli affetti personali ma non il suo talento. Così nel corso dei decenni Raffaele ha detto no a Vittorio Sgarbi che, da sindaco di San Severino marche, l’avrebbe voluto assessore alla Cultura e che ha visto a fine anni 90 naufragare tra ‘sospetti’ ed ‘odi politici’ il meraviglioso progetto di un festival del cinema a Macerata (sul modello di quello promosso da Robert Redford), essendo sindaca Anna Menghi ed assessore Dante Ferretti: al centro Marty Scorsese, Leo Di Caprio e Robert De Niro. Non era davvero poco per un capoluogo che poi si sarebbe ‘consolato’ con molto meno. Eppure il sodalizio Curi-Macerata negli anni 80 aveva condotto, in un biennio, la stagione lirica (direttore artistico Carlo Perucci, sovrintendente Davide Calise) a palcoscenici e scenari impensabili con il capolavoro registico di Ken Russell per ‘Boheme’ -oggetto di cult il ventaglio creato per l’occasione dal guru Karl Lagerfeld- e il gran finale di ‘Traviata’ (visoni neri di ‘Fendi’ in scena nel gran finale).

Per Curi, direttore artistico della Fondazione che fa capo ad Alda Fendi (fu lui ad accompagnarla, qualche anno fa, all’Accademia di Belle Arti per la consegna del Premio Svoboda) un 2018 da incorniciare, e l’omaggio del ‘Mugellini Festival’ vuol certo essere un grazie da parte della ‘sua gente’. Ad ottobre il trionfo di Rinoceros, il palazzo della Cultura targato Alda Fendi: tremila persone e la sindaca Virginia Raggi (leggi l’articolo) a consacrare l’evento a fianco dell’amico Raffaele. Presente tra tanti premi Oscar (a comoncoare da Vittorio Storaro) anche Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Per l’Adolescente di Michelangelo, il 13 scorso, giunto direttamente dall’Ermitage di San Pietroburgo con tutto il vertice del celebre museo russo, Dante purtroppo non c’era: impegnato con la moglie Francesca in sopralluoghi a Budapest per il loro nuovo film” racconta al telefono da Roma, Raffaele Curi che ha ‘firmato’ il secondo appuntamento stellare di questo fine anno romano presso la galleria d’arte di Palazzo Fendi dove resta fino al 10 marzo. Millecinquecento persone per la scultura del Buonarroti, con a capo il ministro Alberto Bonisoli ed una importante conoscenza maceratese: Pier Luigi Pizzi per lunghi fecondissimi anni a capo del Sof, Sferisterio Opera festival: la ‘creatura’ del talentuoso scenografo che rilanciò la stagione all’Arena, in ginocchio per le ricorrenti crisi economiche.

Per Raffaele sono stati mesi di grande esposizione mediatica: tv (Stracult), le pagine culturali dei quotidiani italiani e stranieri gli hanno dedicato spazi importanti. L’enfant prodige che aveva conquistato Greta Garbo, Man Ray, il palco di Maurizio Costanzo (introducendo l’amico Sgarbi) e le più seducenti ‘giovani amorose’ del piccole schermo, è tornato irresistibilmente. E Potenza Picena, non a caso, gli dedica un suggestivo cameo dove lui parla di sé, recita e commenta spezzoni dei suoi film più noti, tra i quali alcuni di Pupi Avati.

Tante soddisfazioni, Raffaele…

Sì. E pure qualche piccola delusione…”.

Cioè?

Ma nulla. E’ accaduto questo: un caro amico mi presenta al figlio annunciandomi, magari un po’ enfaticamente, così: ‘Ecco l’attore del film con cui De Sica ha vinto l’Oscar…”.

Ed allora?

Niente da dire: il ragazzo si è subito entusiasmato. Tanto da chiedermi subito di fargli conoscere De Sica, e cioè Christian… del grande padre di questi, Vittorio, non sapeva nulla!”.

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