martedì, giugno 18, 2019
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Il Times e le Marche dimenticate: “Andiamo oltre i campanili”

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“Il Times” e le Marche dimenticate: “Andiamo oltre i campanili”

Intervento del sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira

“Mi si chiede, in varie occasioni, di commentare i dati turistici della città di Porto San Giorgio. Di solito capita al termine della stagione estiva o a chiusura di alcuni determinati periodi dell’anno. Cerco sempre di avere una visione complessiva della situazione, mi sforzo di non guardare soltanto alla nostra città e di cercare di interpretare anche il mutamento dei tempi.


Spesso siamo condizionati dal nostro passato, quando Porto San Giorgio era l’unica cittadina con una reale vocazione turistica del Fermano, una delle poche delle Marche. Questo accadeva soprattutto fino agli anni ’70 ed in larga parte del decennio successivo, poi i tempi sono cambiati, così come i modi di fare accoglienza e le esigenze dei turisti divenute sempre più varie: i villeggianti non si accontentano solo della costa, vanno a scoprire il territorio, l’entroterra, le risorse della natura, l’enogastronomia e le sue tipicità.

Parlare oggi del turismo di Porto San Giorgio è riduttivo se il tema non lo si colloca all’interno di un’area più vasta che è il Fermano, quella meravigliosa terra che va dall’Adriatico fino ai Monti Sibillini, attraversando la città di Fermo e i bellissimi borghi medievali che anticipano l’arrivo al suggestivo tratto di montagna.

Dico che occorrerebbe, e siamo già in ritardo, immaginare un’offerta turistica complessiva, pensando ad una promozione territoriale e ad una comune capacità di gestire questa nostra vocazione.

Succede invece che ci si sofferma sovente solo sul nostro “campanile”, finendo nel gareggiare a chi fa meglio e di più, una ricerca a “medaglie” stagionali che non fa altro che produrre torti ai nostri Comuni.

A dar senso al mio ragionamento c’è l’articolo pubblicato dal “Times” che riscopre le Marche: la nostra regione, con molta fatica, è riuscita a catturare l’interesse del turismo internazionale per la propria bellezza, storia e cultura grazie a un territorio non inferiore ad altre realtà nazionali che finora sono state più capaci di “vendersi” e di farsi apprezzare.

Oggi, con notevole ritardo, stanno finalmente arrivando a riscuotere quel successo che meritano.

Mentre tutti lodano la promozione, nata sul confronto a distanza con la Toscana, spicca una particolarità: quale è? Il Fermano è completamente assente.

Se le Marche era tra le Cenerentole dell’offerta turistica italiana, il Fermano è destinato ancora ad essere dimenticato, nonostante sia uno dei territori più armonici e affascinanti, capace di racchiudere in un piccolo spazio tutto e il meglio della Regione. Dentro c’è anche quell’imprenditoria del lusso che in tutto il mondo è orgoglio nazionale.

E’ ora che noi sindaci del Fermano “alziamo la testa” e guardiamo più in alto: diamoci la mano perché le nostre città non hanno futuro da sole, potranno avere un avvenire solo se riescono a pensare e progettare un futuro comune.

Il turismo è una macchina formidabile: potrà essere una risorsa fondamentale per il territorio nel superare quelle crisi produttive e occupazionali nella misura in cui sapremo agire insieme”.

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