lunedì, Ottobre 18, 2021
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Sussurri e Grida di Maurizio Verdenelli – Un museo per il Fantasma dell’Opera

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Sussurri e Grida – Un museo per il Fantasma dell’Opera

di Maurizio Verdenelli

Il dibattito non infuria ma non significa che l’argomento non sia importante. E poi c’e’ da capire: per Macerata nulla e’ importante e smentirebbe pure che i fatti dell’ inverno scorso (Pamela e Traini) siano accaduti proprio all’ombra della torre civica che pure avrebbe ispirato un premio Nobel. Si, parliamo proprio di lui, Dante Ferretti, pluripremiato scenografo hollywoodiano di fama planetaria.
Nei giorni scorsi, un suo (prossimo) biografo, David Miliozzi, ha (ri)lanciato l’idea di costituire in citta’ un museo dedicato alle scenografie che hanno fruttato a Dante e a sua moglie Francesca Lo Schiavo complessivamente sei statuette e numerosi altri prestigiosi premi internazionali, e pure  l’Oscar inglese.
Sede del museo dovrebbe essere il Palazzo dei Diamanti, copia di quello ferrarese e pure, in zona, di quello jesino.
Chi scrive, due anni fa, riflettendo il pensiero del prof. Nicola Di Monte, dirigente scolastico in pensione, aveva fatto analoga proposta sull’esempio di un altro bravo scenografo piemontese che al suo paese d’origine aveva donato museo e scenografie. Unica variante dall’esempio piemontese e’ che nessuno a Macerata si e’ mai sognato di chiedere a Ferretti una tale iniziativa a sue proprie spese.
Tuttavia sia la prima sia la seconda proposta di aprire un museo Ferretti, piu’ grande del Ferretti space a palazzo Buonaccorsi, sono state accolte da un fragoroso silenzio. L’unico a commentare, pare, da Roma icasticamente li stesso maestro i cui rapporti con la sua citta’ (di cui e’ stato pure assessore alla Cultura) hanno conosciuto nel tempo alti e bassi. Insomma per Ferretti, che gode al Mo.Ma di NY di tre piani (800 metriquadri) d’esposizione, il caso Macerata non e’ tra i suoi pensieri primari.
Eppure qualcosa in piu’ di un semplice space, si potrebbe fare. Partendo da quegli splendidi bozzetti da Oscar acquistati dalla Fondazione Carima dopo laboriose trattative con il Maestro, esule tra Roma, Londra e Miami. Che una volta a chi scrive si defini’: Il fantasma dell’Opera. Dove? All’Arena Sferisterio, of course.
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