sabato, Novembre 27, 2021
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Chi è senza peccato….scagli la prima pietra: riflessione sul 25 aprile

il punto

Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra”.  La frase, pronunciata circa duemila anni fa dal Figlio di Colui che è, malgrado il tempo trascorso, e’ ora piu’ che mai attuale.  Calza infatti perfettamente con la diatriba feroce che si è sviluppata in questi giorni, a torto o a ragione, non sta a noi dirlo, relativamente alle celebrazioni del 25 Aprile.
Avevamo posto un serio e tangibile dubbio nel continuare a considerare questa data festa Nazionale, dal momento che da sempre divide l’Italia (Articolo pubblicato su questo quotidiano dal titolo : 25 Aprile: una data che divide ancora l’Italia), adducendo fonti e motivazioni storiche.

Va puntualizzato che, se da un lato l’articolo di cui sopra ha ottenuto numerosi consensi, dall’altro è stato oggetto di numerose contestazioni di tipo ideologico e non inerenti il contenuto, cosa che evidenzia purtroppo la cattiva abitudine di tanti a criticare senza andare a fondo ma pretendendo di interpretare tutto da una sommaria lettura del titolo. Ciò che tuttavia è accaduto durante la commemorazione del 25 aprile, in gran parte d’Italia, non ha fatto altro che confermare ciò che dalla sua istituzionalizzazione nel 1949 ad oggi, si è sempre detto: e’ una festa che divide il Paese.

Senza entrare nel merito del discorso Istituzionale proferito dal Presidente della Repubblica, che ha ricevuto sia apprezzamenti sia critiche, ciò che è avvenuto a Viterbo dovrebbe indurre i parlamentari, di ogni schieramento politico, ad una profonda ed attenta riflessione atta a valutare l’opportunità di
cancellare questa festa divisiva, magari trovando altre date più consone a rappresentare e valorizzare il concetto di Unità d’Italia.

Per la cronaca, il presidente dell’Associazione partigiani Enrico Mezzetti, nel bel mezzo della celebrazione in piazza, dopo che vecchi e nuovi partigiani presenti avevano scandito in coro, insieme ai politici, la Canzone “Bella ciao”, ha dato il via ad una vero e proprio discorso di propaganda politica, che si e’ protratto per oltre 25 minuti, non attinente pero’ la celebrazione. Sembrerebbe addirittura che sia arrivato al punto di asserire che secondo alcuni non ben identificati studi, militari americani e non americani impegnati in Afghanistan avrebbero ucciso più civili dei talebani.

Sembrerebbe inoltre che, a questo punto, il responsabile Militare Paolo Riccò, Generale di Brigata ed
attuale Comandante dell’ AVES di Viterbo, dopo aver salutato con compostezza il Questore, il Sindaco e il Presidente della Provincia, abbia messo a riposo, congedandolo, il Picchetto Interforze che aveva reso gli Onori alla manifestazione seguendolo a piedi con tutto il personale di rappresentanza. Un’ alta dimostrazione di classe e dignità di un Generale, che non è certamente uno qualsiasi, ma un uomo di eccellenza, che annovera nel suo stato di servizio comandi di elevato prestigio militare in Somalia ed in Afghanistan. Che poi i partigiani non fossero tutti uguali, lo dimostra anche l’esclusione dei partigiani cattolici (ANPC) non ammessi dall’ANPI a Sestri Levante.

Anche all’interno dello stesso governo si sono registrate non poche contrapposizioni tra i due vice premier, che ancor di più evidenziano la divisione esistente per questa festa, da sempre contestata da una parte e difesa dall’altra. Del resto in tutta Italia si sono viste poche bandiere Italiane e molte bandiere rosse, come nel caso di Milano, dove non sono mancate discussioni, con la non certo favorevole critica ed esclusione della Comunità Ebraica. Insomma, una festa che…. divide inesorabilmente. Certo, oramai per quest’anno è archiviata, ma le polemiche di sicuro non sono destinate ad avere fine, anche perché tra pochi giorni si celebrera’ il 1^ Maggio. Un’altra festa che divide?

Ettore Lembo

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