venerdì, maggio 24, 2019
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Ortona, concessioni sulle aree dunali: la Soprintendenza a fianco del Comune per la conservazione integrale

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ORTONA – La Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio dell’Abruzzo auspica al più presto la revisione del piano demaniale di Ortona vigente dal 2011, che dovrà andare nella direzione della conservazione integrale dei tratti di costa con caratteristiche di naturalità come quelle dunali nell’area della stazione di Tollo e della regolamentazione di quelli oggi già interessati da concessioni. “A tale scopo – afferma la Soprintendente Rosaria Mencarelli – la Soprintendenza si mette a disposizione completa dell’Amministrazione Comunale”.

Il tratto di spiaggia limitrofo alla stazione di Tollo costituisce una delle residuali zone di spiaggia priva di antropizzazione, che non a caso ha spinto negli ultimi anni l’uccello fratino a nidificare, al pari di aree similari quali il Borsacchio, Cerrano, Marina di Vasto, Lecceta di Torino di Sangro. E’ infatti proprio il basso impatto antropico a favorire la rivitalizzazione di quel sistema dunale delle spiagge che in passato rappresentava una componente estesa e qualificante della costa abruzzese.

L’effetto cumulo generato dalla massiva occupazione delle coste limitrofe ha già generato una alterazione radicale dei cicli biologici naturali dell’arenile; in questo senso, va ripensato in toto il tema del turismo di tali ambiti, da orientare verso una fruizione discreta dei luoghi, esaltandone la valenza naturale e non artificiale, evitando l’inserimento di ulteriori funzioni rispetto alle quali la spiaggia non ha alcuna vocazione intrinseca (piscine, pavimentazioni estese, ombreggiamenti, opere di urbanizzazione, già massicciamente presenti sulla costa abruzzese e senza logiche distributive razionali).


“Per l’ambito paesaggistico tra il fiume Foro e il lido Riccio – conclude la Soprintendente Rosaria Mencarelli – si dovrà pensare a programmi di tutela dell’habitat e di valorizzazione per mezzo di percorsi naturalistici, anche attrezzati, capaci di orientare il turismo verso frontiere alternative e sostenibili”.

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