sabato, Dicembre 4, 2021
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Ascoli Piceno, dopo la separazione vive in roulotte senza poter vedere i figli. E ora arrivano le minacce: “Vattene o la pagherai”

ascoli piceno

ASCOLI PICENO – Dopo la separazione dalla moglie, e senza che gli sia consentito di vedere i figli, malgrado un dispositivo di tribunale abbia decretato per lui la possibilita’ di incontrarli tutti in giorni dalle 18.00 alle 20.00, e’ andato a vivere in roulotte. Non troppo lontano dalla casa popolare che ha ottenuto a suo nome, ma all’interno della quale ora vive la ex moglie con i figli, senza che per lui sia possibile chiedere un altro alloggio. Disoccupato, vive grazie alla pensione di invalidita’, che si aggira intorno ai 270 euro mensili, e grazie all’aiuto di alcuni vicini.

Oltre al dolore della solitudine, di condizioni economiche e di salute precarie, di recente si e’ aggiunto un ulteriore problema. Minacce da parte di persone non identificate, mai viste in faccia, di cui ha udito solo la voce: “Ancora qua stai, la pagherai”. “Vattene, ti conviene”.  Bussano alla roulotte, poi si dileguano nel nulla.  “Presumo si tratti  – ha dichiarato il 58enne – di qualcuno che abita qui intorno, ma non riesco ad immaginare chi possa essere”. Le minacce ultimamente sono ormai all’ordine del giorno. “Non mi importa – dichiara l’uomo – , voglio solo rivedere i miei figli. Mia moglie ha fatto il lavaggio di cervello alle mie bambine e mio figlio, ultimamente, mi si e’ allontanato, mentre prima con me aveva un buon rapporto”.

Da tempo quest’uomo riesce a vedere i figli solo da lontano. Senza che gli sia concesso un rapporto vero con loro. Vive degli aiuti che riceve da persone buone. Senza un’abitazione dignitosa. In teoria avrebbe diritto, secondo quanto stabilito dal giudice, di vedere i figli (un ragazzo da tempo maggiorenne e due figlie minori) dalle 18 alle 20 tutti i giorni.  Nel mentre la vita di questo 58enne, che vive in provincia di Ascoli Piceno, e’ diventata un calvario. Lui lamenta l’assenza di aiuti da parte delle istituzioni. Non puo’ chiedere un’altro alloggio popolare in quanto assegnatario di quello in cui attualmente risiede la ex. E ormai ha perso la speranza per quanto riguarda l’ipotesi di un intervento da parte delle autorita’ preposte in relazione al proprio diritto di incontrare regolarmente i propri figli.

“Io non ce l’ho con nessuno – racconta l’uomo – e sogno sempre di poter tornare a casa. Tuttavia, se questo non fosse possibile, vorrei solo avere l’opportunità di vedere i miei ragazzi”.

“Al momento – aggiunge – non posso dire di aver ricevuto un grande sostegno. Chiunque può commettere errori da vari punti di vista a livello personale. Ma, per quanto mi riguarda, posso solo dire di non aver mai alzato la voce a casa, nè tantomeno le mani. Non ho mai fatto mancare nulla a nessuno”. Perche’, malgrado il dispositivo di un giudice, nessuno fa in modo che venga rispettato il diritto di entrambi i genitori di vivere come tali? Che cosa non funziona?

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