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La Transiberiana d’Italia estasiata dal gusto dei Presidi Slow Food

La Maiella Centrale a fine maggio 2019 ancora innevata, foto concessa da Abruzzo Tourism

SULMONA – Il 26 maggio 2019, i Presidi Slow Food in Abruzzo, hanno stuzzicato il gusto dei viaggiatori della Transiberiana d’Italia, il treno turistico organizzato dall’Associazione “LeRotaie” che in collaborazione con la Fondazione delle Ferrovie dello Stato, organizza dei treni storico – turistici lungo la tratta Sulmona – Carpinone, nell’ambito del progetto “Binari Senza Tempo”, passando negli ultimi paradisi naturali dell’Europa Occidentale fra due Regioni, Abruzzo e Molise, due Parchi Nazionali, quello della Maiella e quello di Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), tre province Chieti, L’Aquila e Isernia, boschi incontaminati sacri e pregiati con il 70% circa delle specie animali più rare dell’Europa Occidentale, seguendo il seguente percorso:  Sulmona, Introdacqua, Vallelarga, Pettorano sul Gizio, Cansano, Campo di Giove, Palena, Rivisondoli – Pescocostanzo, Roccaraso, Alfedena – Scontrone, Castel di Sangro, San Pietro Avellana, Capracotta, Villa San Michele, Vastogirardi, Carovilli – Roccasicura, Pescolanciano – Chiauci, Sessano del Molise, Carpinone.

Questo suggestivo percorso ferroviario, dismesso dal traffico ordinario dalla fine del 2011, a seguito dei tagli del Governo Monti, ribattezzato la “Transiberiana d’Italia” dal giornalista Luciano Zeppegno nel 1980 per la neve che cade sugli Altipiani Maggiori d’Abruzzo in inverno e per le rigide temperature ampiamente sotto lo zero,  si è trasformato in un percorso enogastronomico esperenziale attraverso quattro soste del gusto previste a Palena, Roccaraso all’andata e Campo di Giove e Pettorano sul Gizio al ritorno.

I prodotti tipici che hanno potuto gustare i viaggiatori, secondo quanto indicato nella guida Slow Food Italia, sono:: il Pecorino “Canestrato” di Castel del Monte,  i Ceci di Navelli, la Cipolla bianca di Fara Filiorum Petri, i Fagioli di Paganica, il Fico Secco Reale di Atessa, il Grano di Solina dell’Appenino Abruzzese, le Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, i Mieli Aquilani, la Mortadella di Campotosto, la Patata Turchesa, il Pecorino di Farindola, il Peperone Dolce di Altino, la Salsiccia di Fegato Aquilana, il Salsicciotto Frentano, l’Uva Montonico di Bisenti, la Ventricina del Vastese, l’Oliva Indosso di Casoli.

Cristiano Vignali – La-Notizia.net