mercoledì, Novembre 20, 2019
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Sussurri & Grida, di Maurizio Verdenelli – Dimenticare Pamela

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Sussurri & Grida – Dimenticare Pamela

di Maurizio Verdenelli

A Macerata non si parla d’altro. Anche se all’evento atteso manca ancora poco meno di un anno. Ce la fara’ stavolta Maurizio Mosca, operatore economico e popolarissimo sponsor sportivo, a diventare sindaco di Macerata alla guida del centro destra e Lega? Oppure tocchera’ al forzista Riccardo Sacchi? E se invece la spuntasse ancora, ma a sorpresa per assurdo, il Pd a guida Ricotta (Narciso) assessore uscente della giunta di Romano Carancini, alla fine del suo doppio mandato e dunque non ripresentabile?
Nel capoluogo sulla collina non si parla d’altro, le manovre sono iniziate in questa Sagunto assediata da ben altri problemi, ben piu’ assillanti. Non si parla delle ferite non piu’ rimarginate del terremoto dell’ottobre 2016 di cui resta, seppure semi-invisibile in alto com’e’, la lucerna ingabbiata della chiesa di San Paolo in piazza della Repubblica. Quelle ferite (restano chiusi quasi tutti gli spazi-auditorium lesionati dalle scosse) continuano a sanguinare, come il contraddittorio davvero controproducente tra ateneo, unica vera fiat della citta’ amministrativa, e Comune.
E di Pamela parlano solo i grandi mass media e i network nazionali. Per i maceratesi, una buonissima parte della popolazione, un caso da chiudere in fretta e furia nascondendone quasi i segni concreti. Come ha segnalato su questo giornale, la bell’inchiesta tra la gente di via Spalato, curata da Elisa Cinquepalmi.
‘Dio ha lasciato Macerata’ recita una scritta, minuta minuta, quasi un graffito in un’altra via del capoluogo: via Mozzi. Molti gli esodi forzati, come quello del vescovo che essendo inagibile la Cattedrale (con l’85% dei luoghi di culto), ha fissato la sua ‘Avignone’ all’Abbadia di Fiastra per la celebrazione degli appuntamenti centrali del calendario religioso.
Qualche ironico spirito laico potrebbe aggiungere: anche la Lube ha lasciato Macerata. La societa’ di volley piu’ importante della provincia che e’ andata a conquistare in un colpo solo i titoli di campione d-Italia e d’Europa in riva all’Adriatico, a Civitanova Marche ormai ‘nuovo’ capoluogo morale della provincia.
Anche demograficamente la citta’ marinara, ingrossata dall’arrivo e dalla stabilizzazione di tanti sfollati dal ‘cratere sismico’, ha sostituito nell’hit parade della comunicazione italica, Macerata. Che fra un anno dovra’ porre in campo le forze migliori per dare una sterzata ad un percorso che pare avviarla ad una lenta ‘camerinizzazione’. Poco più che sussurri e grida.
(foto di Anna Maria Cecchini)
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