lunedì, Ottobre 18, 2021
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Social, Rachele Mussolini: “Bannata da Facebook senza motivo. Punita solo per il mio cognome”

Alain Cocq

Roma – «Ormai sono talmente abituata a essere censurata da Facebook che quasi non ci faccio più caso: quando la piattaforma social non gradisce i miei post, li cancella e poi blocca il mio profilo.

Questa volta, però, la ‘democratica’ polizia di Zuckerberg ha superato sé stessa: oltre a non consentirmi di pubblicare – sia sulla pagina politica che su quella personale – per ben 7 giorni, si è guardata bene dal comunicarmi il motivo della reprimenda. Inoltre tutti i post presenti nell’ultimo mese su entrambi i profili sono ancora al loro posto, come se niente fosse. Insomma, è evidente che se non c’era alcuna causa reale per bannarmi, l’unica ragione per cui Facebook lo ha fatto è punirmi per il mio cognome. Del resto questa non è la prima e non sarà l’ultima volta: il nome Mussolini è da censurare e chi lo porta non ha alcun diritto di manifestare le proprie opinioni, nonostante queste non abbiano natura estrema o antidemocratica. Mi piacerebbe, però, sapere perché la stessa regola non vale per Lenin, Stalin, Pol Pot e tanti altri. Un social ha il dovere di essere democratico e politically correct, e non può permettersi in nessun modo solo di fingersi tale». Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.

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