mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Antonella Cortese (Criminologa): “Poliziotto suicida a Roma, rifiuto terapie psicologiche e stress da lavoro fattori di rischio non più trascurabili”

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Questa la nota ricevuta Antonella Cortese (Criminologa) che pubblichiamo:

“Un poliziotto si e’ tolto la vita sparandosi al petto, davanti la caserma del reparto volanti in via Guido Reni, nel quartiere Flaminio a Roma. Ancora da chiarire le cause che hanno portato all’estremo gesto. ma il suicidio, ad oggi, resta la principale causa di morte di agenti in servizio. I dati ufficiali dimostrano di un malessere diffuso che è la manifestazione estrema di disturbi e disagi sempre più radicati nella nostra polizia. La maggior parte dei suicidi di poliziotti o appartenenti alle forze armate avviene con l’arma di servizio.

Ma un’arma nelle mani di una persona che soffre psichicamente può trasformarsi in un pericolo mortale non solo per lui. Un agente che è vittima di stress sul lavoro non è un agente che può garantire la massima efficacia e ciò può riverberarsi anche sul suo lavoro a contatto con i cittadini. Serve necessariamente un supporto psicologico obbligatorio per gli agenti in servizio, con figure professionali specializzate a fronteggiare l’emergenza con l’ausilio di psicologi esterni. Il rifiuto delle terapie psicologiche e l’aumento di stress sono fattori di rischio non più trascurabili. Così Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine”.

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