giovedì, Dicembre 2, 2021
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“Nuova” Alitalia: a che punto siamo? (prima parte)

distastro alitalia

Oggi, 15 ottobre, scade il termine per la consegna dell’offerta vincolante per rilevare e (provare a) rilanciare la compagnia di bandiera. Quali sono gli scenari possibili?

La situazione di partenza, lo sappiamo tutti, non è delle migliori. Alitalia, da gennaio di quest’anno, ha perso mediamente oltre 700mila euro al giorno. Questo dato allarmante dovrebbe spaventare tutti, ma i commissari che dal 2 maggio 2017 stanno gestendo la compagnia, nella transazione verso la “Nuova” Alitalia non sono pessimisti.

C’è da dire, infatti, che nel secondo semestre del 2017 la perdita ammontava a circa due milioni al giorno, che contribuirono a chiudere il 2017 con la cassa in negativo per circa 92 milioni di euro. Come è stato possibile ridurre di ben due terzi queste passività?

Una piccola spinta, sicuramente, è arrivata grazie all’intervento governativo, mediante un prestito ponte di 900 milioni di euro, consegnato in due tranche da 600 e 300, e ad altri 250 milioni che potrebbero arrivare a breve per gestire la transazione. La storia ci insegna tuttavia che non esistono pasti gratis ed anche in questo caso la ristrutturazione è avvenuta in questo senso: lo Stato italiano, che da qualche anno sembra più reticente nel voler finanziare le grandi aziende para-pubbliche (Fiat “scappata” in Lussemburgo docet), ha chiesto che a fronte dell’aiuto economico fornito non fossero sostanzialmente toccati i posti di lavoro.

I dati riportati sono contenuti in un’inchiesta redatta da Il Corriere ed a loro volta provengono dai documenti depositati in Parlamento, dalle note della compagnia, insieme ai bilanci resi noti dai commissari.

Nella giornata di ieri Ferrovie dello Stato, Atlantia e Delta Air Lines hanno ulteriormente prorogato i termini (per la settima volta, ndr.) per definire il piano industriale condiviso. Ma è emerso che le prime due società stanno provando ad intrecciare nuovamente i rapporti con Lufthansa, che non esclude la possibilità di una partnership commerciale.

Andrea Zappelli

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