martedì, Ottobre 27, 2020
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Morte di Azka Riaz, il giorno della difesa: “Accuse inventate”

silvi

MACERATA – Nel processo che vede imputato Muhammad Riaz, padre di Azka, oggi è stato il giorno della difesa. Violenze, abusi, infine la morte. Un inferno quello che secondo l’accusa sarebbe stato vissuto dalla giovane di origine pakistana Azka Riaz, e che ora viene scandagliato in sede di udienza in Corte d’Assise a Macerata. L’accusa ha di recente chiesto per il padre della giovane la condanna all’ergastolo. Su di lui pendono gravissime accuse: omicidio volontario della figlia, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia. La giovane pakistanza sarebbe stata addirittura costretta “ad abortire per tre volte dopo essere rimasta incinta” a seguito degli abusi perpetrati dal padre.

I fatti si sarebbero svolti dal 2014 al 2017. Azka era stata trovata esanime sulla Sp 485 a Trodica di Morrovalle (Macerata) nel febbraio 2018. Ai carabinieri era stato segnalato che la ragazza era stata travolta da un’auto mentre si trovava per strada.Tuttavia, poco dopo l’esecuzione dei primi rilievi, era stato fermato per omicidio preterintenzionale il padre di lei. Sempre secondo l’accusa, prima dell’investimento, l’uomo avrebbe picchiato la figlia lasciandola tramortita a terra.

L’ipotesi è quindi che l’uomo, già denunciato per maltrattamenti in famiglia in un procedimento nel quale la ragazza avrebbe dovuto testimoniare, sia stato responsabile del decesso della giovane, che sarebbe stata investita dall’auto quando era già agonizzante, o tramortita a causa delle percosse.

Nel corso dell’arringa, tenuta oggi da uno dei due legali della difesa di Muhammad Riaz, Flavio Rossi Albertini, si è precisato che le accuse rivolte al genitore sarebbero state frutto di invenzione da parte di Azka e della sorella allo scopo di potersi liberare del regime restrittivo al quale sarebbero state sottoposte vivendo con il padre. L’avvocato avrebbe parlato anche di discordanze nella versione dei fatti fornita dalla giovane. Nel corso della prossima udienza sarà l’avvocato Giorgio Laganà, che difende Muhammad Riaz insieme all’avvocato Albertini, a fornire ulteriori elementi a favore della difesa. In sede processuale, si sono costituiti parte civile la mamma ed i tre fratelli di Azka.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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