mercoledì, Dicembre 11, 2019
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Nassiriya, dopo le “commemorazioni” spenti i riflettori, ma quale è la verità?

Nassiriya

Come ogni anno dal disastroso atto di guerra che è costato la vita a 17 Militari Italiani e 2 civili a Nassiriya, si sono concluse le commemorazioni in ricordo di quella tragica giornata del 12 Novembre 2003, istituita nel 2009 anche in ricordo di tutte le vittime militari e civili cadute in operazioni impropriamente considerate di pace.

Certo le “Istituzioni” hanno compiuto il loro dovere deponendo una corona come la formalità impone, con un rapido discorso, nel pieno rispetto di un protocollo che prevede anche la presenza di qualche divisa appartenente all’Arma dei caduti.

Altre stragi sono al momento avvolte nel mistero. Parlando, ad esempio di Ustica, il volo dell’Itavia del 27 Giugno 1980 esplose causando 81 morti. Ma ufficialmente, quell’episodio non è mai stato considerato strage di guerra in tempo di pace, anche se in molti lo pensano. I parenti delle vittime ei cittadini onesti vorrebbero però giungere alla verità. Ed allora, tra inchieste, omissioni, depistaggi e top secret siamo alla vigilia dei 40 anni e la verità non viene ancora fuori.

Ma su Nassiriya qual è la realtà dei fatti? Programmi, inchieste, film, sentenze, una montagna di materiale, ma troppi dubbi e troppi fatti che non coincidono. Una riflessione va fatta relativamente alla commemorazione organizzata nella sala Protomoteca al Campidoglio il 12 novembre, a Roma, non istituzionale ma sotto forma di convegno, proprio per parlare di Nassiriya e dei suoi caduti, dei fatti, dello scenario, militare e politico che in quei momenti e in quei luoghi vivevano i nostri soldati.
Mancavano le Istituzioni politiche ed i Militari in divisa, se si fa eccezione per il Generale Raimondo Caria che in videoconferenza si è collegato con la Sala, e per il Generale Domenico Rossi, che ha parlato della mancanza dei
valori di Patria e del tricolore e che insieme a Pasquale Trabucco hanno ricordato come il 4 novembre dovrebbe essere la Festa degli Italiani ed invece è stata da anni declassata.

Gli unici politici intervenuti, bisogna dar loro merito di questo, sono stati i Consiglieri di Fratelli d’Italia On. Andrea Di Priamo e On. Francesco Figliomeni. Eppure il convegno si è svolto all’interno del Campidoglio, dove erano presenti tutte le altre forze politiche, certamente impegnate in altri lavori, ma che forse avrebbero potuto con una semplice comparsa, dare un cenno di solidarietà alle persone intervenute. Sarebbe stato forse anche doveroso e rispettoso nei confronti delle famiglie dei soldati caduti presenti: Trincone, Merlino, Intravaia, Cavallaro e Ragazzi.

Nassiriya storia controversa?
Significativo il racconto di Pietro Sini, il carabiniere scampato alla morte per miracolo mentre era all’interno del suo suo autoblindo quando è stato investito dalla potentissima onda d’urto. Sini è stato a suo dire tra i primi a portare soccorso e a fare un iniziale sommario riconoscimento dei compagni caduti.
Dice di sapere come sono andate le cose e che cosa è accaduto realmente, dal momento che era alla base da diverso tempo. Un ex carabiniere che intervisteremo presto, poiché ha tante cose da raccontare , anche se sono diverse dalle versioni ufficiali.
Per la cronaca il carabiniere Pietro Sini ha riconsegnato la Medaglia d’Oro in segno di protesta e lo stato Italiano gli ha notificato una ingiunzione di pagamento di circa 1.500 euro come spesa per il conio della medaglia.
Nassiriya è stato un disastro annunciato?

Ad alimentare gli interrogativi, anche una sentenza della Corte di Cassazione del 10 Settembre 2019, che ha confermato la condanna in Corte di Appello del Generale Strano, all’epoca dei fatti comandante della Brigata Sassari, a risarcire i familiari delle 19 vittime. Ma, visto che si tratta di militari dello Stato italiano, non è insuale che sia solo uno a pagare per tutti? Contestualmente la stessa Cassazione ha assolto l’allora Colonnello Georg Di Pauli, comandante del reparto di Carabinieri dislocato alla base “Maestrale”, luogo dell’attentato. Una situazione complessa, che apre una serie di dubbi anche sulla scelta della base operativa, ritenuta da specialisti “troppo esposta”. Da ciò che risultebbe, però il generale Strano sembrerebbe essere arrivato solo nella seconda metà di ottobre, mentre l’operazione “Antica Babilonia” era stata avviata nel mese di luglio.

Qual è quindi la verità su Nassiriya? Ci piacerebbe conoscerla, e per questo prossimamente intervisteremo alcuni dei protagonisti di questa
triste missione, che continuiamo a definire di pace, ma che a tutti gli effetti viene concepita da molti come una missione di guerra. Perché chi detiene il comando, insieme alla politica, non riesce mai a dare spiegazioni chiare e univoche?

Ustica, Omicidio Moro, Kindù, Brigate Rosse, Balcani , Nassiriya, Strage di Bologna, Strage di Fiumicino, sono solo una piccola parte dei misteri Italiani. Purtroppo anche in questi giorni, 5 militari in Iraq sono rimasti feriti gravemente. Si tratta di personale scelto, addestrato e preparato. Sono rientrati già in Italia e ricoverati all’ospedale del Celio a Roma.
Ma anche qui, le informazioni sono imprecise e delineano un quadro davvero poco chiaro.



Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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