venerdì, Ottobre 30, 2020
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Omicidio Sacchi, il nominativo del finanziatore nel cellulare segreto di Princi?

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Omicidio Sacchi, nel cellulare segreto di Luca Princi (che si trovava con Valerio del Grosso, autore materiale del delitto la sera del 23 ottobre) con grande probabilità il nominativo della persona che ha finanziato l’acquisto dell’ingente carico di droga che sarebbe alla base del delitto. I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro telefonino e rubrica segreta di Princi.

Due giorni fa i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, che indagano sul delitto di Luca Sacchi, il 24enne ucciso con un colpo di pistola alla testa, a Roma, la sera del 23 ottobre scorso, hanno eseguito un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di cinque persone indagate, emessa dal Gip di Roma su richiesta della Procura della repubblica.

I destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, per concorso in omicidio pluriaggravato, rapina aggravata, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo sono i ragazzi già detenuti per il delitto, ovvero Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, fermati nei giorni successivi all’omicidio, e un terzo ragazzo 22enne considerato colui che materialmente li ha armati.

Nei confronti della fidanzata della vittima Anastasia Kylemnyk è stata applicata la misura dell’obbligo di firma, essendo stata indagata per l’accusa di avere tentato di acquistare un ingente quantitativo di droga la sera dell’omicidio.

Nei confronti della ragazza di origine ucraina è stata disposta anche la perquisizione dell’abitazione dove vive con i genitori a Roma.

Ad impressionare è la cifra contenuta nello zaino che Anastasia, la fidanzata di Luca, aveva la sera del 23 ottobre: la somma ammonterebbe infatti a settantamila euro, e non già ai duemila dichiarati dalla ragazza nella prima fase delle indagini, . I soldi sarebbero serviti all’acquisto di 15 chilogrammi di droga e si starebbe indagando sulla provenienza di una cifra di denaro tanto rilevante, tanto da ipotizzare l’esistenza di un acquirente occulto legato alla malavita. E’ quanto è emerso nel corso della conferenza stampa svolta a piazzale Clodio alla presenza dei procuratori incaricati.

Inoltre fra gli arrestati c’è anche Giovanni Princi, il pregiudicato amico del personal trainer ucciso. Secondo l’accusa, Princi avrebbe svolto la trattativa con i pusher per l’acquisto di un ingente quantitativo di droga ed essendo emerso uno stretto accordo per l’acquisto fra il Princi ed Anastasia all’insaputa di Luca Sacchi si starebbe  indagando anche sulla relazione esistente fra i due soggetti. 

“Nessun elemento allo stato per dire che Luca Sacchi fosse coinvolto, partecipe o consapevole della compravendita di sostanza stupefacente”, ha affermato il procuratore di Roma Giuseppe Prestipino nel corso della conferenza stampa.

Dopo i clamorosi sviluppi delle indagini i genitori di Luca Sacchi, straziati dal dolore per la perdita del figlio, hanno dichiarato: “Non abbiamo mai avuto dubbi su nostro figlio, lui non c’entra assolutamente nulla con il mondo della droga. Anastasia ci ha mentito su quanto avvenuto quella tragica sera ed ora è chiaro il motivo del suo strano allontanamento. Se ha sbagliato è giusto che paghi”.

Parole giuste e dignitose, come lo erano state quelle della madre di Del Grosso, dopo l’omicidio.

“Sono distrutta dal dolore sapendo che una mamma e un papà, un’intera famiglia, sta piangendo la morte di un figlio. Ancora non posso credere che Valerio abbia potuto fare un gesto simile. È giusto che adesso paghi e si assuma le sue responsabilità e so che lo farà”.  Era stata proprio lei a presentarsi in commissariato per informare su quanto aveva fatto il figlio. “Non ho pensato mai nemmeno un minuto – aveva spiegato – che si potesse fare una cosa diversa da quella che ho fatto. La nostra è una famiglia perbene, di lavoratori e per questo non potevamo aggiungere al dolore di questa tragedia la vergogna di sentirci in qualche modo complici. Quel giorno ho anche pensato che forse era l’unica maniera per dare a Valerio una speranza di riscatto. So che non voleva uccidere”.

Parole fondamentali quindi quelle dei genitori della vittima e dell’accusato della morte di Luca Sacchi, che in tanto dolore e tanto sgomento si sforzano di confidare in una giustizia che possa riparare ad una immane tragedia.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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